28 ottobre 2000 - informatica e internet
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Violati i computer della Microsoft
Uno sconosciuto hacker sarebbe riuscito a penetrare nei computer centrali della Microsoft. Incerti i danni. Coinvolta la FBI nelle indagini.

Che i prodotti Microsoft non brillino certo nel garantire la sicurezza degli utenti, questo lo sapevano tutti. Ma pensavamo che la Microsoft, anche se non sapeva garantire la sicurezza dei suoi utenti, almeno poteva garantire la sua.
Evidentemente non e' cosi'. Un ignoto hacker, forse inviandolo con una e-mail, ha piazzato in uno dei computer della societa' un troiano, un programma che, per cosi' dire, apre un varco nel sistema e consente, a chi lo ha messo, di osservare e modificare il contenuto del sistema preso di mira.
Che cosa ha osservato l'ignoto hacker? Si dice che abbia avuto accesso a programmi in via di sviluppo, il che farebbe pensare ad un fatto di spionaggio industriale. Molti esperti sostengono che in realta' ci vorranno mesi prima che si possa controllare cosa ha visto e fatto l'hacker: avrebbe anche potuto modificare il codice e non solo limitarsi a vederlo.
La Microsoft in un primo momento aveva detto che l'intruso aveva avuto accesso per 5 settimane e si era mostrata molto preoccupata, tanto da far intervenire l'FBI nelle indagini. Poi, in preda a grande imbarazzo, ha detto che in realta' se ne erano accorti subito, da circa 12 giorni, e stavano seguendo le mosse dell'intruso. E nello stesso tempo dichiarava che non erano state raggiunte informazioni vitali dell'impresa. Probabilmente sara' molto difficile sapere esattamente cosa e' accaduto: dovremo accontentarci delle indiscrezioni che la stessa Microsoft lascia trapelare o dice.
Un fatto pero' e' certo: la violazione di uno dei piu' sacri santuari dell'informatica ha riacceso e scatenato la voglia di "ordine" nella rete. Tutti i grandi gruppi di interessi,che gradirebbero molto un'internet sicura e imbavagliata, tutti i vari esorcisti del "diavolo nella rete", luogo di perdizione e di tutti i vizi del mondo, tutti i predicatori che additano "nemici" occulti nella rete e incitano a misure di guerre elettroniche, tutti insieme certamente useranno anche questo episodio per cercare di mettere fine all'epopea della "frontiera elettronica" e instaurare "l'ordine elettronico" che tanto piace ai grandi interessi economici.
ICANN: direttori o dittatori?
Con una decisione che assomiglia molto ad una specie di golpe, quattro direttori, che dovevano andarsene, decidono invece di restare al vertice della ICANN.


Meno di un mese fa erano stati eletti, per la prima volta direttamente dagli utenti di Internet, 5 direttori della ICANN, l'associazione che governa la Rete. Questo primo passo verso una maggiore democratizzazione era stato salutato da tutti come un evento positivo.
Ma evidentemente la democrazia non piace molto ai baroni di Internet e in particolare non devono essere piaciuti due degli eletti: l'americano Auerbach e il tedesco Mueller-Maguhn, eletti con programmi fortemente critici nei confronti della oligarchia tecnico-imprenditoriale che governa la Rete.
Qualche anno fa si era deciso che 9 direttori fossero espressi direttamente dalle organizzazioni interne di supporto alla ICANN e altri 9 fossero invece eletti democraticamente da tutti gli utenti. In attesa dei direttori eletti erano stati nominati dei direttori "ad interim" con la promessa che se ne sarebbero andati non appena si fossero svolte le elezioni. In seguito invece di 9 si era deciso di eleggerne solo 5 e quindi rimanevano 4 membri ad interim e che comunque dovevano andare via entro il 30 settembre 2000.
E invece cosa fanno i quattro che dovevano andarsene? Con la complicita' degli altri direttori originali, in gran segreto, votano una legge ad hoc che consentira' loro di non andarsene e di rimanere li' per altri due anni. Alla faccia della democrazia! Se questo non e' un vero e proprio golpe, certamente e' qualcosa che gli assomiglia moltissimo!
L'americano Auerbach ha dichiarato di sentirsi profondamente turbato da questi fatti e siamo del tutto d'accordo con lui.
Secondo Esther Dyson, chairwoman della ICANN, la permanenza dei quattro sarebbe dovuta ad esigenze di continuita' e capacita'. Ma i 5 eletti garantiscono capacita' tecniche anche maggiori e quindi la scusa e' assolutamente ridicola. A meno che per "continuita'" non si intenda che rimanga garantita la linea della ICANN fin qui seguita:evitare controversie, far felici le imprese dell'information technology e, soprattutto, stare attentissima a cosa vuole Zio Sam.
SERVIZIO SPECIALE
Come costruire una rete e condividere un solo accesso ad internet fra due o piu' computer.
Sappiamo tutti quato sia caro usare internet. Specialmente se in famiglia sono in molti a farlo. Per risparmiare notevolmente sulla bolletta telefonica si possono mettere in rete i computer e condividere un solo accesso a internet fra tutti i computer. Ciascuno naviga indipendentemente dall'altro e ognuno fa quello che vuole pagando un solo collegamento! Anche un vecchio pentium o addirittura un 486 puo' essere riciclato e farne una ulteriore postazione internet. In questo speciale vi diciamo, passo a passo, cosa comprare, come istallare e come configurare la vostra personale rete. Se un giravate non vi terrorizza, animatevi a seguire il nostro speciale: usiamo un linguaggio semplicissimo e comprensibile a tutti e le istruzioni sono dettagliate e corredate di grafici e foto. E' quasi impossibile sbagliare anche per i meno tecnologici!
1 novembre  Entrare in Microsoft? Un gioco da ragazzi e un sito ve lo dimostra. Con tutti i programmi disponibili sul Web, entrare in un computer e' un gioco da ragazzi, non opera di hacker professionisti. E il sito The Register vi dimostra come sia facile trovare i programmi adatti e come sia elementare usarli anche per entrare in santuari che dovrebbero essere super-protetti. E una volta entrati non rimane che l'imbarazzo della scelta su dove andare a curiosare: come diceva lo slogan della Microsoft...where do you want to go today? :-)
1 novembre  NAPSTER A PAGAMENTO. La Bertelsmann (BMG) e Napster avrebbero raggiunto un accordo secondo il quale verrebbe sviluppato un servizio basato su abbonamenti. Questo consentirebbe a Napster di mantenere la sua natura, ma non sarebbe piu' gratis come lo era fino adesso. Gia' da qualche settimana (e noi ne avevamo dato notizia) era nell'aria una cosa del genere. Finisce quindi l'esperienza di condividere gratis in rete i file musicali con un accordo fra i due ex-nemici: la Bertelsmann infatti fa parte della RIAA, la potente associazione delle case discografiche che hanno in corso una pesante azione legale contro Napster per violazione del diritto di autore. Non e' ancora chiaro cosa diventera' esattamente Napster, ma certamente bisognera' pagare per continuare a condividere i file musicali. Nemmeno e' chiaro cosa faranno le altre 5 compagnie discografiche: se continueranno l'azione legale o cercheranno anche loro un accordo. Per ora Hilary Rosen, presidente del RIAA, ha detto che l'azione legale va avanti, ma ha anche aperto uno spiraglio dicendo che l'accordo BMG-Napster dimostra che: "e' meglio lavorare d'accordo con la comunita' dei creativi, invece che contro di essa". Altri accordi in vista? Vedremo, ma nel frattempo preparate i soldi: forse la festa e' finita.
2 novembre  I magnifici 10 imbrogli in rete. In sostanza il consiglio buono e' sempre lo stesso: se una cosa sembra troppo bella per essere vera, quasi certamente e' troppo bella per essere vera. Quindi diffidate, siate prudenti e leggete anche le clausole scritte piccole piccole. Questo e' vero sempre e a maggior ragione e' vero per la rete. Con l'aumento degli acquisti on-line, aumentano anche gli imbrogli on-line. E la cosa e' tanto preoccupante che la Federal Trade Commission (Commissione Federale per il Commercio) americana ha pubblicato una lista dei 10 peggiori imbrogli in rete, pubblicando anche una serie di consigli per non cadere nelle trappole. Non credete troppo se vi regalano favolose vacanze e non scaricate "programmini" che vi promettono accessi gratuiti a paradisi per adulti, perche' a vostra insaputa vi sconnettono e vi fanno fare una telefonata internazionale in qualche isola caraibica! E quando un sito per adulti vi chiede il numero della carta di credito "solo per provare che siete maggiorenni", voi che fate? glielo date? e allora ve la siete proprio voluta! Comunque torneremo presto sull'argomento: nel frattempo leggete i consigli del FTC e fatene tesoro.
2 novembre  Per qualche MegaHertz in piu'. Diventa sempre piu' difficile (e spesso noioso) seguire la sfida infinita dei microprocessori: la guerra spietata fra il Golia (ferito!) Intel e il David (non piu' tanto David!) AMD si arricchisce di nuovi capitoli. Cerchiamo di sintetizzare.
Intel ha sempre dominato in maniera incontrastata il mercato dei microprocessori mentre la AMD ha sempre cercato di coprire la cosiddetta "fascia bassa" di computer, costruendo chip che valevano "quasi" quanto quelli Intel ma di prezzo decisamente piu' basso.
Pero' ultimamente il David-AMD ha cominciato a vincere qualche importante battaglia. Mentre il PIII della Intel era frenato da difficolta' tecniche, la AMD riusciva a superare la soglia del GigaHertz con i suoi Athlon. E inoltre costruira' per primo un chipset in grado di utilizzare le nuove memorie Ram di tipo DDR. La reazione del Golia-Intel, ferito nell'onore (e negli affari) non si e' fatta attendere e ha cercato di mostrare i muscoli.
Proprio ieri il general manager della Intel, Paul Otellini, ha promesso fuoco e fiamme per il prossimo anno con il nuovo P4! Dice che per la fine del prossimo anno il P4 viaggera' alla stratosferica velocita' di 2 GigaHertz e inoltre fra poche settimane verra' rilasciato un P4 a 1,4 GigaHertz. Per ora supportera' le Rambus Dram ma per la fine del prossimo anno supportera' anche le SDRAM e le DDR (sono tutti tipi diversi di memorie Ram, un po' piu' o un po' meno veloci).
Se ancora non vi siete addormentati a leggere questo articolo, permettete al cronista qualche considerazione: siamo incantati da tanta velocita', ma....a cosa serve? a far girare piu' velocemente il videogioco del nipotino? Fortunati i nostri nonni, che avevano nipotini che si accontentavano del cavalluccio a dondolo!
E se vi illudete che finalmente il vostro computer sara' una freccia...scordatevelo! Per quanto veloci siano i microprocessori, ci sara' sempre qualche nuovo, piu' pesante, sistema operativo (e scommetto che tutti pensate a Windows) che trova il modo di farlo sembrare una tartaruga zoppa.
2 novembre  La General Motors fornira' ai propri impiegati accessi internet quasi gratis. La General Motors, il gigante mondiale dell'auto, ha raggiunto un accordo con AOL, il piu' grande provider mondiale, per fornire ai propri impiegati accessi a internet quasi gratuiti (solo 3 dollari al mese a carico dei lavoratori). Partecipa al patto anche la Daimler-Chrysler. I lavoratori potranno avere anche il servizio Direct TV e AOL-TV ad un prezzo di 32 dollari al mese. AOL non e' nuova a questo tipo di accordi con grandi compagnie. Nei mesi passati aveva cominciato la Ford a fornire accessi quasi gratuiti ai propri lavoratori (5 dollari al mese) e altre compagnie hanno seguito la strada, fra cui American Airlines, Delta Airlines, Intel e altre. (fonte: Reuters)
2 novembre  Linux cresce. La IBM ha annunciato che fornira' 15.000 computer equipaggiati con Linux alla catena di negozi giapponese Lwason, che li utilizzera' nelle sue 7.500 succursali per consentire ai clienti di accedere ad internet. John Callies, vice-presidente del settore marketing della IBM, ha detto che questa e' la piu' grande fornitura di Linux per scopi commerciali (fonte: Reuters)
3 novembre  Il sito della Lucent Technologies attaccato da hackers filo-palestinesi. Prosegue anche nel cyberspazio la guerra in Medio Oriente, ma e' la prima volta che viene attaccata una impresa americana, per aver fornito tecnologia ad Israele. La stessa impresa ha ammesso oggi che il suo sito avrebbe subito almeno un attacco e questo solo qualche giorno dopo che l'FBI aveva avvertito che la cyber-guerra fra Palestinesi e Israeliani poteva estendersi anche agli Stati Uniti. Gli hackers palestinesi avrebbero usato il programma Defend, molto simile al programma Tribe Flood Network, usato in passato dagli Zapatisti per colpire i siti del governo messicano. (fonte: CNET)