| sabato 28 luglio 2001 | numero arretrato |
| Su questo numero: Il virus che non rispetta la privacy. I tragici fatti di Genova. Il triangolo no, non lo avevamo considerato. Per un piatto di lenticchie Amazon si lega le mani da sola. In viaggio con il nemico. |
| NEW! E' online la seconda parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet |
| Il virus che non rispetta
la privacy Cresce l'allarme per la rapida diffusione di SirCam, il virus che spedisce file del computer infetto. E come sempre ci può essere chi ne approfitta. E' uno dei soliti virus per Outlook: come abbiamo detto in altre occasioni, questo programma della Microsoft potrebbe essere meglio definito come un vero e proprio VTP, Virus Trasfer Protocol, piuttosto che un client di posta. Ma questa è storia vecchia. Adesso siamo alle prese con questo SirCam, che in pochissimi giorni si sta diffondendo in maniera davvero preoccupante. Arriva, come sempre, come allegato ad una "strana" email. Il soggetto della email infetta può cambiare, ma il testo è sempre scritto in spagnolo o in inglese e più o meno dice cose del tipo "Hola, como estas?" oppure "Hi! How are you?". Ovviamente contiene il solito allegato che si riconosce immediatamente perché ha estensione doppia del tipo ".doc.bat" oppure ".xls.pif". Se si apre l'allegato, il virus si scatena e sono guai, perché la caratteristica di questa ennesima "applicazione per Outlook" cerca qualche file sul computer infettato e lo invia a tutti gli indirizzi della rubrica, con aggiunto se stesso: insomma un vero virus sfacciato che potrebbe mettere in giro documenti riservati. Addirittura c'è cascato un funzionario dell'FBI addetto alla sicurezza informatica e sembra che siano stati messi in giro documenti molto riservati. Così si dice. Ma sembra davvero strano che un addetto alla sicurezza informatica della più grande polizia del mondo si faccia giocare da un virus tanto ingenuo ed evidente. Non un impiegato qualsiasi: un "addetto alla sicurezza informatica". O questo signore è assolutamente inadeguato all'incarico che ricopre o qui qualcosa puzza. Come acutamente rileva la giornalista María Copani del quotidiano "Clarín" di Buenos Aires, "...l'episodio dell'FBI ha alcuni aspetti oscuri: la "fuga" del virus succede alla vigilia di un'udienza nel Senato americano, nella quale l'FBI dovrebbe difendersi dall'accusa di comportarsi in maniera inefficiente contro il crimine informatico...". Guarda che strana coincidenza: si sta cercando un capro espiatorio o si vogliono chiedere più soldi per la sicurezza? Sarebbe più semplice che anche gli "addetti alla sicurezza informatica" facciano quello che molti normalissimi utenti fanno: non aprire allegati sospetti! Ma ci vuole tanto a capirlo? Giuseppe Laurenza |
I tragici fatti di Genova Il nostro periodico si occupa di Informatica e Internet, perché questo è il nostro progetto editoriale. Questo ovviamente non vuol dire che non sappiamo cosa accade nel mondo: semplicemente pensiamo che non è compito nostro parlare di cose che non siano attinenti al settore che abbiamo liberamente scelto. Molti eventi, importanti e spesso tragici, sono accaduti da quando abbiamo iniziato le pubblicazioni: rimanendo fedeli alla nostra scelta editoriale non ne abbiamo mai parlato. Per i tragici fatti di Genova faremo un'eccezione, sia pur limitata. Per molti motivi. La tragica morte di un giovane di 23 anni che cerca, a suo modo, di lottare contro le ingiustizie sarebbe già di per sé un motivo sufficiente. Che venga ucciso dalla polizia è un altro motivo in più. Che la stessa polizia lo abbia fatto per assicurare il tranquillo lusso sfrenato e indecoroso dei rappresentanti dei paesi ricchi, è un altro motivo. Che la stessa polizia si sia abbandonata a violenze inaudite, degne di una dittatura militare e non di un paese civile e democratico, è ancora un altro motivo: che in più ci amareggia particolarmente, perché il paese in questione è l'Italia, dove abbiamo la metà dei nostri lettori. Abbiamo quindi raccolto una serie di link fra quelli che noi ritenevamo più significativi: è ovviamente una scelta soggettiva, che speriamo sarà condivisa dai lettori. La nostra posizione pensiamo di averla espressa chiaramente la settimana scorsa quando, in segno di lutto e protesta, abbiamo sospeso l'uscita del giornale: ci sembrava indecoroso parlare di informatica di fronte alla tragica, ingiusta morte di Carlo Giuliani. Per questo abbiamo scelto di fare silenzio. IndyMedia Italia La Repubblica: Dossier G8 The Guardian: Il lato oscuro della polizia paramilitare italiana The Observer: "...noi tutti conosciamo troppo bene l'incapacità di uomini come Silvio Berlusconi e George Bush." Le Monde: "...la sanguinosa repressione nel corso della perquisizione senza mandato al centro stampa del Genoa Social Forum è degno di una repubblica delle banane, di uno stato di polizia. I dirigenti del G8 hanno disonorato i principi democratici ai quali si richiamano." Clarín: La notte dei bastoni corti The Independent: "L'imposizione della giustizia sommaria da parte della polizia nelle strade e nelle carceri è una rozza violazione dei diritti umani" |
| Il
triangolo no, non lo avevamo considerato In attesa di Peekabooty, la SafeWeb lancia a sorpresa Triangle Boy, un programma anti-censura. Ma convince poco un certo "dettaglio" sull'impresa. Il "triangolo", e specialmente il "Triangle Boy" della SafeWeb, non lo avevamo preso in considerazione perché ci aspettavamo che un programma contro la censura in Internet potesse essere offerto solo da qualche gruppo di hacker, più o meno buoni. Un programma cioè, che consenta di superare qualsiasi filtro e qualsiasi protezione e permetta quindi di raggiungere anche siti proibiti, per esempio, in quei paesi dove è in vigore il controllo delle attività degli internauti (Cina, Arabia Saudita, Tunisia, etc.). Infatti, un tale programma, denominato Peekabooty, lo ha promesso da tempo il noto gruppo di hacker "Cult of the Dead Cow" (Culto della Vacca Morta). Promesso, ma ancora non rilasciato: al recente convegno DefCon 2001 hanno fatto sapere che ci vuole ancora un po' di tempo per testarlo. Ma mentre si aspetta, ecco che spunta un'impresa americana, la SafeWeb, che annuncia il lancio di un simile programma che, stando alle dichiarazioni, è in grado di superare qualsiasi tentativo di bloccare i siti e qualsiasi firewall. Dicono orgogliosamente i portavoce della ditta "La differenza fra Peekabooty e Triangle Boy è che quest'ultimo già esiste, mentre l'altro è solo un'intenzione". Passando ai dettagli, affermano che il loro è l'unico programma in grado di reistradare il traffico e superare i firewall, tutti gli altri sono semplici sistemi di navigazione anonima, in pratica banali proxy server. Ma le buone notizie non sono finite: si scarica gratis. Sembra quasi una manna dal cielo questo programma-browser-pass-par tout se non fosse per un "dettaglio": Indovinate chi è uno dei finanziatori della SafeWeb? Nientemeno che la CIA! Almeno così dicono le solite "fonti ben informate". Ognuno faccia quello che vuole, ma noi non ce la sentiamo proprio di mettere nel nostro computer un programma finanziato dalla CIA. Già abbiamo Windows con tutti i suoi sospetti backdoor e non ne vorremmo un altro. Niente "triangolo", aspettiamo Peekabooty: faranno pure danni, ma per queste cose ci fidiamo più degli hacker. |
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online la seconda parte del tutorial "Come costruire
una rete e condividere un accesso ad internet" Sappiamo tutti quato sia caro usare internet. Specialmente se in famiglia sono in molti a farlo. Per risparmiare notevolmente sulla bolletta telefonica si possono mettere in rete i computer e condividere un solo accesso ad internet fra tutti i computer. Ciascuno naviga indipendentemente dall'altro e ognuno fa quello che vuole pagando un solo collegamento! In questo speciale vi diciamo, passo a passo, cosa comprare, come istallare e come configurare la vostra personale rete. Se un giravite non vi terrorizza, animatevi a seguire il nostro speciale: usiamo un linguaggio semplicissimo e comprensibile a tutti e le istruzioni sono dettagliate e corredate di grafici e foto. E' quasi impossibile sbagliare anche per i meno tecnologici! Come costruire una rete e condividere un accesso a Internet: Indice Prima parte: come scegliere il tipo di rete Seconda parte: istallazione e configurazione delle schede |
| Per un piatto di lenticchie
Amazon si lega le mani da sola Per soli 100 milioni di dollari l'azienda di Jeff Bezos accetta l'ingombrante presenza di AOL. La notizia non è stata una gran sorpresa: da tempo Amazon continuava a perdere soldi nonostante fosse una delle più significative ed importanti aziende di Internet. Era facile immaginare che, prima o poi, qualche gigante economico, con radici nell'economia reale più che nell'evanescente economia della rete, sarebbe intervenuta a salvare il gigante dai piedi d'argilla. Secondo quanto riferito dai giornali, AOL investirà 100 milioni di dollari in Amazon, nel quadro di una non meglio precisata "alleanza di cinque anni". Quello che sorprende è l'esiguità della cifra: 100 milioni di dollari non sono niente per aziende a questi livelli. Come è possibile che per "un piatto di lenticchie" Amazon accetti l'ingresso di AOL? E' ovvio che un'azienda del peso di AOL non si farà mettere tanto facilmente nell'angolo e la prima conseguenza è che certamente impedirà altre forme di alleanze con partner non graditi. Adesso, ad esempio, una possibile alleanza con Yahoo è assolutamente fuori discussione. Insomma Amazon, per una cifra irrisoria, si è legata da sola le mani con il rischio concreto di diventare un altro satellite nell'orbita del gigante dei media. Per soli 100 milioni di dollari. A meno che questo non sia solo il primo passo di un accordo più vasto. Forse l'alleanza di cinque anni di cui si parla sarà qualcosa di più che un'alleanza, qualcosa di più che una stretta di mano fra aziende. Di certo per ora si sa soltanto che AOL ha messo un piede in casa Amazon: e non è un piede qualsiasi. Forse in un futuro non troppo lontano si sistemerà definitivamente nell'azienda simbolo di Internet. |
In viaggio con il nemico Un dispositivo aiuta a rimanere svegli durante la guida L'impresa IBM ha ideato un sistema per mantenere svegli i conducenti di automobili e per controllare se si trovano in pieno possesso delle loro facoltà per guidare. Si tratta di un computer con una base di dati principale e la cui funzione sarebbe quella di raccogliere dati sulla vita del conduttore. Questo passeggero virtuale è completato da una telecamera, un microfono, un altoparlante e un sistema di riconoscimento vocale. Questo copilota fa domande del tipo "qual è il tuo cibo preferito?Come si chiama tua madre?" e, nel caso che non ottenga una risposta veloce e sicura, il conduttore dovrà sopportare allarmi molto molesti del tipo di un suono stridente, un getto d'acqua sul viso o l'improvviso abbassarsi dei finestrini affinché entri il vento. La telecamera, inoltre, verifica se il movimento delle labbra è sufficientemente vigoroso: in caso contrario attiverà il sistema d'allarme. Ma non tutte le funzioni sono tanto moleste. A parte la possibilità di rimanere esposti a tutte le torture menzionate, chi possiede questo amico nell'auto, avrà anche un assistente che lo aiuta nei parcheggi, nell'abbassare a alzare il volume della radio o cambiare stazione. Anche se la IBM, per il momento, non sta in trattative con nessun fabbricante, si pensa che nel giro di 5 anni ci saranno molti conducenti un po' masochisti che avranno nella loro macchina un accompagnatore virtuale e un po' dispettoso. Luciano Sposari |