n° 64 sabato 26 gennaio 2002 numero arretrato
Su questo numero:


AOL a caccia del pinguino?
Il Papa legittima Internet
I buoni e i cattivi di Internet
I possibili obiettivi futuri degli hacker
Cercansi geni
I top del mese:
Quando il 10% è meglio del 100%
Pauroso buco di sicurezza in Windows XP
Le poche certezze e le molte incertezze del nuovo anno
Passata la febbre del dominio
Raddoppiati nel 2001 i problemi di sicurezza di Internet
2001: un "bagno di sangue" per i venditori di computer
Evviva! Se n'è accorto anche lui!
E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet
AOL a caccia del pinguino?
Le voci di una probabile acquisizione di Linux Red Hat da parte del gigante di Internet e dei media ha scatenato una ridda di ipotesi e discussioni.

La notizia
La notizia è di quelle che fanno molto rumore nel mondo dell'informatica: AOL compra Red Hat, la più nota e prestigiosa distribuzione di Linux. La notizia
viene diffusa dal Washington Post, che non è certo un giornale che riporta improbabili dicerie. E' vero che cita i soliti "ambienti ben informati", ma di solito loro sono davvero ben informati. Quindi c'è del vero.

Fra sconcerto e illusioni
Sconcerto nel mondo dei "duri e puri" seguaci del Pinguino. Temono che le mani commerciali di AOL possano soffocare la filosofia libertaria di Linux. Molti annunciano migrazioni ad altre distribuzioni. Sul sito di O'Reilly Network appare
un articolo dal significativo titolo "Pensaci due volte, Red Hat!". L'articolo ricorda l'acquisizione di Netscape e CompuServe da parte di AOL. Come è finita, lo sanno tutti.
Ma c'è anche chi già pensa alla possibilità di un sistema operativo che finalmente possa contrastare davvero lo strapotere e il monopolio di Microsoft. AOL ha la forza per farlo e soprattutto ha 33 milioni di utenti dei servizi di accesso ad Internet.

Prima ipotesi
Ma davvero AOL ha intenzione di utilizzare Red Hat in funzione anti Windows? Alcuni analisti ritengono che sia molto improbabile. L'era del computer desktop volge al tramonto. Dove sta la convenienza di ingaggiare una battaglia costosissima, e dai risultati assai incerti, contro Microsoft per un dispositivo che non tira più come prima? In realtà è molto più probabile che AOL pensi ad altro e non ai PC. E' in mondo emergente dei dispositivi wireless quello cui, probabilmente, guarda AOL. Il wireles è il settore del futuro, non è dominato da nessuno e non ci sono monopoli come quello di Microsoft.

Linux è adatissimo ai terminali, ai palmari e a tutti i dispositivi mobili che presto faranno passare in secondo piano il PC. E non è tutto. Linux può farsi piccolo piccolo, tanto da entrare nella limitata memoria di un PDA, pur rimanendo efficiente, e può ugualmente far girare i grandi server. Con Linux, AOL avrebbe un'unica e omogenea piattaforma per sviluppare sia il lato server, sia il lato client. Questo permetterebbe ad AOL di rendere più competitivo il proprio "AOL Anywhere" contro .Net di Microsoft.

L'ipotesi è credibile, ma perché comprare Red Hat? AOL potrebbe fare quello che fanno tutti: scaricare una copia, gratis, di Linux Red Hat e "customizzarla" per le proprie esigenze. In realtà è probabile che AOL abbia necessità del patrimonio di esperienza costituito dai 600 dipendenti di Red Hat. Se vuole essere davvero aggressiva ha bisogno di capacità di sviluppo collaudate e queste non si inventano da un giorno all'altro. Meglio comprarle.

Seconda ipotesi
Ma c'è anche chi formula un'altra ipotesi. AOL ha 33 milioni di utenti dell'accesso ad Internet. Per molti di loro, negli Stati Uniti, AOL semplicemente si identifica con Internet. Entrano on line con AOL, usano la e-mail di AOL e chattano con AOL Instant Messenger. Per tutti costoro non ci vuole molto a prendere un computer (poco costoso), metterci sopra Linux come sistema operativo, aggiungere una semplice interfaccia AOL per Internet, buttare dentro un paio di applicazioni utili, come ad esempio un word processor, e il gioco è fatto. Questo è tutto quello di cui hanno bisogno o vogliono una gran parte di utenti. In definitiva torna a galla la segreta speranza che AOL davvero possa portare il Linux alle masse. In fondo lo hanno già fatto per Internet e potrebbero ripetere la cosa per Linux.

Giuseppe Laurenza
Il Papa legittima Internet
In un messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni, Internet viene definita come il nuovo Forum per proclamare il Vangelo. Ma servono controlli.

E' una vera e propria legittimazione della Rete quella che si desume
dal lungo messaggio inviato da Giovanni Paolo II alla 36-esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni. Non è la prima volta che il Papa si occupa di Internet, ma mai lo aveva fatto in maniera così chiara, estesa e indiscutibile. Certamente, da adesso in poi la Rete non è più un ambiente esclusivamente profano, ma è il nuovo terreno su cui diffondere la parola di Dio.
Come ricorda il messaggio, nella sua storia la Chiesa ha dovuto "superare molte soglie culturali" e con questo messaggio viene definitivamente consacrato il superamento della soglia del cyberspazio.
"Internet è i nuovo Forum per proclamare il Vangelo", afferma il messaggio. E' un forum "nel senso attribuito a questo termine nell'antica Roma, ossia uno spazio pubblico dove si conducevano politica e affari, dove si adempivano i doveri religiosi, dove si svolgeva gran parte della vita sociale della città e dove la natura umana si mostrava al suo meglio e al suo peggio. Era uno spazio urbano affollato e caotico che rifletteva la cultura dominante, ma creava anche una cultura propria".
Dalle parole del messaggio non solo si ricava la legittimazione di Internet, ma anche la legittimazione della"cultura propria" della Rete, che "ridefinisce in modo radicale il rapporto psicologico di una persona con lo spazio e con il tempo".
Ma il Papa ammonisce anche severamente: "In una cultura che si nutre dell'effimero, si può facilmente correre il rischio di credere che siano i fatti a contare piuttosto che i valori. Internet offre numerose nozioni, ma non insegna valori e quando questi ultimi vengono trascurati la nostra stessa umanità ne risulta sminuita".
E più avanti non dimentica i pericoli della Rete. E' una frontiera e come tutte le frontiere "è una commistione di pericoli e promesse, non priva di quel senso di avventura che ha caratterizzato altri grandi periodi di cambiamento".
Ma insieme all'entusiasmo, il Papa invoca anche la prudenza e la cautela: "Nonostante il suo enorme potenziale di bene, alcuni modi degradanti e dannosi di utilizzare Internet sono noti a tutti e le autorità pubbliche hanno di certo la responsabilità di garantire che questo strumento meraviglioso serva il bene comune e non divenga dannoso". Non ci sembra di dover interpretare, come fanno molti, questo passo come una specie di esortazione al controllo di Internet. Una cosa è "garantire il bene comune" e ben altra è il controllo della Rete che, insieme alle cose dannose pretende di controllare anche le normali e legittime attività.
I buoni e i cattivi di Internet
Il governo inglese monopolizza le poco invidiabili "nomination" per il premio "Internet Villain".

Gli ISP inglesi sembra che non abbiano nessun dubbio: il governo inglese è il vero "Internet Villain", il Cattivo della Rete. Quest'anno le "nomination" per il polemico e poco ambito premio, patrocinato dall'associazione dei provider inglesi, sono andate tutte ad organizzazioni governative.
Al primo posto figura il Ministero dell'Interno inglese per aver proposto e favorito il famigerato RIP Act, il complesso di norme che estende il potere della polizia per il controllo delle comunicazioni elettroniche, sottraendolo in parte al controllo dei giudici. Dal momento della loro approvazione, queste norme hanno suscitato violente polemiche, in quanto ritenute fortemente lesive dei diritti civili dei cittadini.
Il secondo candidato al premio è Oftel, l'authority inglese per la regolamentazione e il controllo delle telecomunicazioni. Gli inglesi sono convinti, infatti, che i controllori non abbiano controllato un bel niente o molto poco.
Il terzo candidato è Radio Communications Agency, l'organizzazione governativa che è responsabile per l'assegnazione delle frequenze e che ha collezionato altri grandi insuccessi, almeno nell'opinione di molti.
L'anno scorso il premio fu assegnato a Sir Peter Bonfield, CEO di British Telecom, altra questionatissima società inglese.
Dopo i cattivi, i buoni della Rete. Le candidature per il premio "Internet Hero", Eroe di Internet, sono andate ad Elizabeth France e a Caspar Bowden entrambi appartenenti all'associazione Foundation for Information Policy Research ed entrambi per aver criticato le iniziative del governo a danno della privacy online dei cittadini. Terzo possibile eroe è Broadband4Britain.com, un sito che organizza campagne su vari temi.

Carmen Castillo
I possibili obiettivi futuri degli hacker
Fra bilance, forni, lavatrici e impianti di riscaldamento si prospetta un nuovo vasto campo d'azione per gli hacker.

"Via di qui, maledetto maiale!" oppure "Sei un po' su di peso, grassone idiota!" sono i messaggi che lanciava una bilancia posta in un importante shopping center di Melbourne. Per spiegare l'incredibile comportamento del dispositivo è stato ipotizzato che sia stata manomessa da qualcuno che ha inventato la nuova categoria degli "hacker di bilance".
La sfacciata bilancia è stata ovviamente subito rimossa dagli addetti dello shopping center. Melanie Shelton, portavoce della società Lend Lease, proprietaria dell'apparato, ha segnalato che "i commenti che venivano stampati sul bigliettino rilasciato dalla bilancia erano molto offensivi e per questo è stata rimossa ed inviata ai tecnici per essere esaminata". Ma forse sarebbe stato meglio inviarla in qualche severo collegio per apprendere le buone maniere.
La stessa portavoce ha aggiunto che sussiste il fondato sospetto che qualche hacker buontempone sia riuscito ad inserirsi nel sistema del dispositivo ed abbia alterato l'originale messaggio che augurava "Buon Natale e Felice Anno Nuovo" ai clienti. Effettivamente non c'è altra spiegazione plausibile, a meno che non si voglia pensare che la bilancia si sia stancata di sopportare tanto peso e si sia ribellata contro quelli che gli salivano sopra.
Ma non sono solo le bilance a potersi trovare nei guai. Stanno per arrivare le case del futuro, dove tutti gli elettrodomestici e i dispositivi di controllo elettronici saranno collegati ad Internet. Ovvio, questo non deve intendersi nel senso che si potranno vedere pagine Web con il forno, scaricare e-mail con la caffettiera o chattare con l'aspirapolvere. No, l'obiettivo è quello di poter controllare tutti gli elettrodomestici e tutte le funzioni della casa a distanza tramite Internet. Per esempio accendere il forno dall'ufficio per trovare il pranzo pronto quando si arriva a casa, oppure comandare a distanza l'impianto di riscaldamento per trovar la casa calda.
Ma bisogna stare attenti con tutta questa "intelligenza" delle case. Secondo l'ex hacker Raul Chiesa, diventato come tanti un esperto di sicurezza informatica, il prossimo obiettivo degli hacker potrebbero essere proprio tutti questi controlli casalinghi tramite Internet.
Se davvero fosse così, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche se pensiamo che qualcuno potrebbe inserirsi in questi sistemi e aprire il gas, o accendere luci o altre cose molto dannose. Raul Chiesa ha voluto lanciare questo allarme "perché non sia troppo tardi quando lo si scopre".

Luciano Sposari
Cercansi geni
Decifrando un misterioso messaggio si possono vincere borse di studio messe in palio da un'università canadese.

Se avete difficoltà con le divisioni a due cifre o con le radici quadrate e se l'insegnate di matematica vi è sempre apparso come un bieco aguzzino che vi frusta a colpi d'equazioni, allora lasciate perdere perché questo concorso non fa per voi.
Se avete invece la presunzione di essere geni della matematica, siete giovani e volete andare a studiare in Canada, allora è arrivata l'opportunità giusta per voi.
L'università canadese di
Lethbridge (Alberta) ha lanciato "Go Figure", un concorso online per giovani talenti delle scuole superiori. Sul sito dell'università si può trovare uno strano rompicapo che si presenta come un insieme di numeri casuali. In realtà è un testo cifrato e i giovani aspiranti geni dovranno cercare di decifrarlo per scoprire il messaggio che nasconde.
Ma non è finita. Il messaggio nascosto è in realtà un problema di matematica che deve essere risolto. Chi arriva alla soluzione deve inviarla all'università ed avrà la speranza di vincere una delle tre borse di studio messe in palio: 4.700.000 lire la prima, 1.400.000 lire la seconda e 700.000 lire la terza.
Il concorso era originariamente destinato agli studenti canadesi ma, come spesso accade agli eventi in Rete, ha avuto un successo strepitoso: 16.000 accessi alla settimana e soluzioni che sono arrivate dalla Turchia, dall'Inghilterra, dall'India e dagli Stati Uniti.
"Vogliamo che gli studenti sappiano che noi non siamo immobilizzati in una specie di torre d'avorio; sappiamo anche divertirci" ha dichiarato Barbara Williams, coordinatrice delle relazioni con gli studenti. Se volete divertirvi anche voi correte a risolvere l'arcano e se non ci riuscite potete sempre chiedere aiuto al professor Wolfgang Holzmann, autore del test e a disposizione di tutti per eventuali spiegazioni.
Ma attenzione. Doug Martin, realizzatore del sito web, ha detto che il 99% degli studenti che hanno visto il test non sapevano nemmeno dove mettere le mani. Mal comune, mezzo gaudio. Non prendetevela troppo se scoprite di non essere in quel risicato 1% che per lo meno ha iniziato a risolvere il terribile rovello dell'ineffabile professor Holzmann.