sabato 25 agosto 2001 numero arretrato
Su questo numero: Internet è più viva che mai. Anche i morti appoggiano Microsoft. La colpa non era di Napster. Il sito del sottomarino Kursk. Ci hanno pensato tardi. Alunni virtuali cercansi.
NEW! E' online la seconda parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet
Internet è più viva che mai
Un autorevole sondaggio conferma che la Rete cresce ad un ritmo vertiginoso.

Lo avevamo già detto a chiare lettere in
un articolo del marzo scorso. Nel periodo più nero per le dotcom, con il Nasdaq che precipitava sotto quota 2000 avevamo sottolineato con forza: la New Economy è morta, ma Internet no.
Certo non lo dicevamo perché eravamo in possesso di statistiche globali o studi scientifici: lo sostenevamo con la forza e la sicurezza del nostro istinto e della nostra capacità di saperci guardare attorno. Oggi, a distanza di mesi, arriva
un'autorevolissima conferma delle nostre idee: Lawrence Roberts, uno dei fondatori di ARPA, la rete militare da cui è nata Internet, dice le stesse cose: anche se non ci sono più le dotcom, Internet è più viva che mai e il traffico in rete cresce ad un ritmo spettacolare, raddoppiando in sei mesi, il che significa che cresce quattro volte in un anno.
L'affermazione di Roberts non è dettata dall'istinto, ma è basata su un rigoroso studio scientifico. La sua ricerca è certamente la più attendibile che esiste sull'effettiva grandezza di Internet, perché ha potuto utilizzare dati che non sono normalmente disponibili: quelli, cioè, dei grandi carrier, che per motivi di sicurezza non diffondono mai i dati sul traffico che circola nei loro nodi strategici. Non ci sorprende per niente sapere che da aprile 2000 fino ad aprile 2001, esattamente il periodo che ha visto il crollo della New Economy, Internet scoppiava di salute.
Un dato ci ha sorpreso: l'affermazione secondo cui le dotcom generavano solo un 5% del traffico totale. Evidentemente erano un fenomeno ancora più fatuo di quanto pensassimo.
Se qualcuno ancora si meraviglia del fatto che Internet tranquillamente sopravvive alle dotcom, non possiamo far altro che consigliare di nuovo la lettura del nostro articolo di marzo scorso: le cose che dicevamo per spiegare questa apparente contraddizione sono perfettamente ancora valide. Ma adesso abbiamo l'autorevole conferma scientifica del Dottor Robertson, uno dei padri di Internet.

Giuseppe Laurenza
Anche i morti appoggiano Microsoft
O soltanto loro? Cerchiamo di capirlo in una farsesca storia fatta di lettere false e veri imbrogli

Sulla scrivania del Procuratore Generale dello stato americano dello Utah atterra una lettera.
L'austero procuratore, apre la lettera: è di un cittadino che difende appassionatamente la Microsoft. Vale la pena di ricordare che lo Utah è uno dei 18 stati americani che stanno facendo causa all'azienda di Bill Gates per monopolio.L'opinione del cittadino comune è sacra e, per la legge dei grandi numeri, deve pur esistere qualcuno che difende la Microsoft.
Ma c'è un fatto clamoroso: il cittadino che scrive quella lettera in realtà è morto.
L'austero procuratore non crede ai fantasmi, come si conviene ad un procuratore, e ordina una (piccolissima) inchiesta. E si scopre che in realtà quella lettera fa parte di una campagna orchestrata dalla stessa Microsoft. In parole povere è un'azienda pagata da Bill Gates quella che invia false lettere di cittadini comuni in difesa dell'azienda.
Come
rivela il Los Angeles Times, di queste false lettere ne sono state inviate centinaia ai procuratori dei 18 stati per far credere che il popolo, a furor di popolo come si conviene ad un popolo infuriato, non vive senza Windows così com'è, con tutti gli aggeggi monopolistici inclusi. Insomma una figuraccia questa storia delle false lettere.
Con un'aggravante: siccome in tutto quello che fa la Microsoft ci sta il bug, anche questa campagna epistolare è piena di bug, come si conviene ad un rispettabile prodotto Microsoft.
Del primo bug abbiamo già detto: hanno dimenticato di verificare se i falsi mittenti erano ancora in vita. Secondo bug: una delle false lettere era di un cittadino che diceva di risiedere in Tucson, Utah: una città che non esiste!
Terzo bug (questo è davvero ridicolo): all'inizio, tutte le lettere inviate erano uguali! A questo secondo bug "gli ingegneri" della Microsoft hanno subito rilasciato la patch che presumibilmente si chiama Letter Pack 1.0.
Ma come ben si sa, le patch Microsoft non risolvono mai i problemi ed anche in questo caso l'abitudine si è ripetuta: le false lettere inviate in una seconda ondata non erano più tutte uguali. In compenso contenevano tutte la stessa identica frase: "Strong competition and innovation have been the twin hallmarks of the technology industry", "Forte competizione e innovazione sono stati i due segni distintivi dell'industria tecnologica", e come ben si sa le casalinghe del Wyoming e i pensionati di Miami s'ammazzano per l'innovazione tecnologica!
Come i nostri lettori sanno, da tempo ci siamo autoimposti la francescana disciplina di non fare commenti sull'operato dell'ineffabile Microsoft e quindi concluderemo con le parole di Mike Hatch, Procuratore Generale del Minnesota e destinatario di 300 di queste lettere: " E' ignobile. Questa compagnia non sembra che abbia confini etici".
La colpa non era di Napster
Nonostante la distruzione di Napster cala la vendita di CD: la colpa è del file sharing o dei prezzi alti?

La vendita di musica ha subito una flessione del 4,4% nella prima metà del 2001, secondo quanto riferisce la stessa RIAA (Recording Industry Association of America). L'associazione che raccoglie le sei maggiori case discografiche ha dovuto ammettere questa considerevole caduta, dopo aver battuto legalmente e annullato tecnicamente Napster, il popolarissimo sistema di scambio di file, che era arrivato ad avere 60 milioni di utenti prima di essere devastato.
Durante l'apogeo del sito pioniere del file sharing, le opinioni sull'effetto che Napster produceva erano sostanzialmente due.
Alcuni accusavano il sistema considerando che si trattava di un furto puro e semplice e che, in assenza del file sharing, gli utenti avrebbero comprato regolarmente musica.
Altri sostenevano che invece Napster era un metodo efficace per "tentare" con alcune canzoni: dopo averne scaricate alcune, teoricamente, gli utenti avrebbero desiderato un vero CD, regolarmente comprato, con foto e parole delle canzoni.
Però non sembra affatto che stia andando così. Annullato Napster, e con i sistemi eredi che si stanno faticosamente dividendo le briciole di un servizio, la cui qualità nessuno ancora è riuscito ad uguagliare, bisognerà chiedersi: e ora? Chi ha la colpa del fatto che non si vende musica?
Non saranno per caso le stesse case discografiche che ancora non hanno risposto in maniera soddisfacente alle accuse dell'Unione Europea, secondo la quale avrebbero formato un cartello per alzare artificialmente i prezzi? E' tanto difficile capire che i CD hanno un prezzo eccessivo?
Sommando il prezzo di un CD vuoto con quello che ricevono gli artisti, e comparando questa somma con il prezzo finale di un CD, nel mezzo c'è una differenza abissale.
Mentre si discuteva se i consumatori erano disposti o no a pagare per la musica online, chissà che non si è commesso l'errore nell'analisi: invece di "Vogliono pagare?" forse la domanda più adeguata era: "Ma possono pagare?"
Qual'è adesso la proposta della RIAA? O pagano caro o non ascoltano musica? Come progetto commerciale, oltre che capirccioso sembra anche suicida.

Carmen Castillo
Il sito del sottomarino Kursk

E' difficile dire se possa essere davvero considerato un omaggio ai 118 marinai del Kursk. A parte il dubbio, il sito dedicato alla tragedia del sottomarino russo, e al suo recupero, è ben fatto, elegante, pieno di grafici, informazioni e animazioni. Non manca davvero niente, nemmeno le foto e le notizie dei marinai.
E' un progetto speciale di Strana.ru, il sito ufficiale del Cremlino ed è stato creato con la partecipazione della televisione ORT ed Interfax. Si vede la mano di professionisti dietro il disegno del sito, che ci fa perfino sapere, minuto dopo minuto, che nel mare di Barents, la tomba dei marinai, la temperatura è di 7 gradi, la visibilità è di 10 Km e soffia un vento da Nord, Nord-Ovest di 14 metri al secondo.
Una perfezione addirittura esagerata che probabilmente vuole dare adesso un'immagine di quell'efficienza che all'epoca non ci fu, quando davvero serviva. Forse tanta pignoleria e precisione sarebbe stata più utile un anno fa nei tentativi di salvataggio. Sempre c'è stato il sospetto che le autorità russe avessero tentato all'inizio di minimizzare la tragedia, perdendo tempo prezioso. Per salvare la faccia, si diceva.
Anche questo sito ha l'aria di voler salvare la faccia. Ma la foto dell'equipaggio messo tutto in fila su un sottomarino antiquato, in una liturgia ormai vuota da grande potenza, riporta alla tragedia. E ripetiamo il dubbio: non siamo sicuri che questo sito sia davvero un omaggio ai 118 marinai.
Ci hanno pensato tardi

Una grande sorpresa è stata per i dirigenti delle due squadre spagnole più importanti (Real Madrid e Barcellona), quando, in vista della creazione dei domini .info, hanno cercato di registrare i loro nomi con questa estensione. Secondo quanto riferisce Europa Press, nel registro dei domini consultato presso la società Afilias, un semplice utente di Internet oriundo di Barcellona aveva preceduto tutti registrando i domini realmadrid.info e fcbarcelona.info.
Non contento di questo, l'uomo si è anche aggiudicato i domini .info di tutte e due le città.
Bisogna adesso vedere se gli interessati inizieranno un procedimento legale per sollecitare il possesso dei nomi: in caso contrario l'oscuro utente potrà disporre a suo piacimento dei domini.
Alunni virtuali cercansi
I ragazzi catalani che necessitano appoggio nei compiti a casa e che abbiano accesso a Internet non avranno la necessità di far ricorso a qualche professore particolare, perché il sito Educared ha istituito un servizio di insegnanti virtuali di fisica e chimica, matematica e letteratura.
Oltre a queste utili risorse, viene offerta anche una selezione dei programmi educativi raccomandati e classificati per tutte le materie e per tutti i livelli. Questo sito, dedicato integralmente all'educazione, offre anche un'ampia selezione di notizie e di link interessanti.
Ma la caratteristica più importante è certamente il professore virtuale, che sicuramente ha il rilevante vantaggio di non fare mai interrogazioni.

Luciano Sposari