n° 78 sabato 25 maggio 2002 numero arretrato
Su questo numero:

AudioGalaxy nel mirino delle discografiche

Maquillage legale per Windows XP
Maxi furti di dati
Napster rinasce: ma quale vita lo attende?
Rilasciato Netscape 7

I top del mese:
Attento! Il Boss legge i tuoi messaggi di ICQ
L’arte perversa del piagnisteo, di G. Livraghi
Condannata per pirateria l'azienda che ha inventato il termine "pirateria"
Quando i figli sono peggiori dei padri
La rivolta degli utenti spagnoli.
Ci faranno dire quello che non abbiamo mai detto.
E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet
AudioGalaxy nel mirino delle discografiche
La RIAA, la potente associazione delle case discografiche americane, ha iniziato un'azione legale contro il noto sito di scambio file con la solita accusa di violazione dei diritti di copyright. Un'altra inutile battaglia legale?

La RIAA apre un altro fronte nella guerra per il copyright, presentando una denuncia contro AudioGalaxy presso la Corte Federale di New York. L'accusa è sempre la stessa: scambio illegale di materiale protetto da diritti d'autore.
Come a suo tempo fece Napster, anche AudioGalaxy aveva istallato i filtri che avrebbero dovuto impedire lo scambio di materiale illegale, ma le major della musica sostengono che quei filtri si sono rivelati del tutto inutili e che il materiale illegale continua a circolare tranquillamente.
Un portavoce della RIAA ha affermato che se fossero stati realizzati filtri più efficaci le discografiche non avrebbero iniziato quest'azione legale. "Qualsiasi programmatore alle prime armi avrebbe potuto fare meglio", ha detto Matt Oppenheim, vice presidente della RIAA riferendosi all'inefficacia dei filtri.
AudioGalaxy è uno dei più vecchi eredi di Napster e negli ultimi tempi aveva raggiunto un successo rilevante. Secondo Cnet, il software è stato scaricato almeno 30 milioni di volte e questo crescente successo ha determinato l'azione legale della RIAA.
Come base per sostenere l'accusa, i legali delle discografiche hanno presentato 476 opere protette da diritto d'autore che, secondo loro, sarebbero state scaricate illegalmente dalla Rete utilizzando AudioGalaxy. All'azione legale della RIAA si è aggiunta la National Music Publishers Association (NMPA), in rappresentanza degli editori, e la Harry Fox Agency, che rappresenta gli autori.
La battaglia legale contro lo scambio di file in Internet si arricchisce quindi di un altro capitolo. Ai procedimenti legali della RIAA contro Napster, Morpheus, Kazaa, Grokster ed MP3Board (ex Aimster) si aggiunge adesso quello contro AudioGalaxy.
Contro ogni evidenza, le major della musica continuano a ritenere che il problema del diritto d'autore nell'era di Internet sia soltanto un problema legale. Non è così: comunque vadano questi procedimenti giudiziari, non ci vuole molto a prevedere che lo scambio di file continuerà e la RIAA andrà avanti in inutili battaglie legali che, anche se vinte, saranno altrettante vittorie di Pirro.


Giuseppe Laurenza
Maquillage legale per Windows XP
Nelle prossime settimane sarà rilasciato il Service Pack 1, contenente i cambiamenti relativi all'accordo con il Dipartimento di Giustizia americano e con i nove stati.

In arrivo il Service Pack 1 per Windows XP, ma questa volta non saranno i soliti bug i protagonisti indiscussi del pacco. Saranno invece le modifiche relative al caso antitrust che dovrebbero mettere in pratica gli accordi che la Microsoft ha raggiunto, a suo tempo, con il Dipartimento di Giustizia e con nove dei 19 stati che avevano iniziato l'azione legale.
In realtà non saranno cambiamenti sconvolgenti. Come si ricorderà, l'accordo è una clamorosa marcia indietro del Dipartimento di Giustizia e le presunte "punizioni" per Microsoft sono poco più che un riverente solletico sotto i piedi del colosso.
Di conseguenza, i cambiamenti in Windows XP saranno poco più che dettagli. Si dice che gli utenti potranno più facilmente nascondere o sostituire Internet Explorer, Outlook, Messenger, Windows Media Player e Microsoft Java, per utilizzare prodotti concorrenti.
Passate esperienze ci hanno convinti che Microsoft attribuisce uno strano significato all'aggettivo "facile". Quello che prometteva come facile, spesso si è rivelato terribilmente complicato, al limite dell'impossibilità. A maggior ragione bisognerà vedere quanto facile sarà eliminare davvero Internet Explorer per sostituirlo con Netscape o Opera.
Vuoi vedere che se davvero qualcuno si azzarda a togliere Explorer sarà immediatamente punito con una bella instabilità del sistema? Scommettiamo che sarà così? Per sapere quanto sarà facile sostituire qualche "pezzo" di Windows e se davvero questo si potrà fare senza compromettere la stabilità del sistema, basta aspetta poche settimane: il pacco "legale" arriverà all'inizio dell'estate.

Carmen Castillo
Maxi furti di dati
Sottratti in California i dati di 250.000 impiegati pubblici. Ford avverte di aver subito il furto dei dati personali di almeno 13.000 clienti.

Il furto di dati sembra stia assumendo proporzioni industriali. Ormai si tratta di migliaia di dati personali che vengono sottratti con una facilità che davvero fa impressione e che è un'ulteriore prova di quanto le aziende e le organizzazioni governative sottovalutino i problemi della sicurezza.
Dopo che si erano diffuse voci insistenti, il governo della California è stato costretto ad ammettere che, ad aprile scorso, sono stati rubati i dati personali di almeno 250.000 impiegati governativi. Fra i dati rubati ci sarebbero i numeri dell'assicurazione sociale, che in America è uno dei dati personali più importanti, se non il più importante.
Fino ad ora sembra che i dati rubati non siano stati usati per scopi illegali, ma ovviamente niente garantisce che ciò non possa accadere in futuro. Il fatto più allarmante è la carenza assoluta di adeguate misure di sicurezza e la conseguente facilità con cui il furto è stato realizzato.
Intanto la divisione per il credito di Ford inviava una lettera a 13.000 clienti avvisandoli di aver subito il furto di informazioni riguardanti i loro movimenti finanziari, pieni di dati molto sensibili come, ad esempio, il numero di carta di credito o il numero di assicurazione sociale. A testimonianza della grande confusione e della grave carenza in termini di efficienza, c'è il fatto che 400 di queste persone non erano nemmeno clienti di Ford. Secondo l'azienda, il furto è andato avanti, senza che nessuno se ne accorgesse, da aprile 2001 fino a febbraio 2002. I dati sottratti potrebbero essere utilizzati per qualsiasi tipo di frode ed un portavoce di Ford ha annunciato che il fatto è stato denunciato all'FBI.

Luciano Sposari
CopyRight "Portel". Articolo pubblicato per gentile concessione di Portel, il portale della telefonia

Napster rinasce: ma quale vita lo attende?

Con un altro colpo di scena a sorpresa, in verità non nuovi nella sua breve ma movimentata vita, Napster risorge dalle sue ceneri e rinasce ad una nuova vita.
Solo qualche giorno fa era sull'orlo del fallimento e dalla barca, che era sul punto di affondare, erano pronti a saltare fuori le figure chiave: Shawn Fanning, il creatore di Napster, e il CEO Hilbers. La causa immediata del definitivo fallimento era Bertelsmann, che sembrava si rifiutasse di tirar fuori altri soldi per acquisire definitivamente Napster.
Ma proprio mentre tutti si apprestavano a celebrare il mesto 'de profundis' per quello che fu uno dei più importanti fenomeni di Internet, ecco il colpo di scena. Bertelsmann ci ripensa (se mai aveva pensato il contrario) e si decide finalmente a tirar fuori i soldi per placare i creditori: 8 milioni di dollari che letteralmente tirano fuori per i capelli Napster dalla tomba nella quale rischiava di rimanere sepolto per sempre. Inoltre il gigante tedesco acquista definitivamente l'azienda e i due, Fanning e Hilbers, che già avevano sbattuto la porta, tornano indietro e vanno a rioccupare i loro rispettivi posti.
L'accordo con Bertelsmann dovrebbe mettere fine alle tumultuose avventure di Napster ed avviarlo verso una più tranquilla esistenza come portale a pagamento della musica online, in qualche sicuro cantuccio della galassia mediatica del colosso tedesco. L'inserimento di Napster sotto l'ombrello di Bertelsmann dovrebbe ridurre i costi dell'azienda e dovrebbe porre fine all'eterno contenzioso con le major della musica per violazione dei diritti d'autore, che come tutti ricordano fu il tremendo peccato di gioventù di Napster.
Ormai redento, e anche sonoramente punito dalle condanne legali, il figliuol prodigo tornerà in seno alla legalità, pagando regolarmente i diritti d'autore sotto il vigile controllo tedesco. Gli ultimi tempi, prima del definitivo accordo, erano stati davvero tumultuosi, in perfetto stile Napster.
Voci di corridoio riferiscono che Bertelsmann aveva fatto un'offerta buona, ma le stesse voci, ritenute ben informate, riferiscono che un paio di membri del consiglio d'amministrazione avevano fatto naufragare l'accordo, portando Napster sull'orlo del fallimento. Per protesta contro questa decisione, Fanning, Hilbers e altri funzionari chiave avevano deciso di abbandonare l'azienda.
Nel frattempo iniziavano altri negoziati che si concludevano positivamente, con il condono, da parte di Bertelsmann, degli 85 milioni di dollari già versati e con l'ulteriore finanziamento di 8 milioni di dollari per i creditori.
E Napster rinasce. O perlomeno pensa di poter rinascere. Alcuni analisti, infatti, sottolineano che gli ultimi avvenimenti significano solo che per ora ha evitato il fallimento, ma che non garantiscono per niente una sua lunga e prosperosa vita. Per due motivi almeno.
Il primo è che, mentre Napster languiva e si logorava in battaglie legali e trattative di vendita, altri concorrenti formidabili nascevano: Audio Galaxy, Morpheus, Kazaa. Tutti nomi ben conosciuti agli aficionados degli MP3.
Il secondo è che il tempo passa e che il marchio 'Napster' perde sempre più valore: una cosa era il suo valore un anno e mezzo fa, un altro potrebbe essere fra un anno. Anche una fama come quella di Napster declina in fretta. Gli utenti non hanno molta memoria e vanno là dove li spinge il loro interesse e anche Napster potrebbe essere dimenticato in fretta come tante altre cose di Internet.

RA

CopyRight "Portel". Articolo pubblicato per gentile concessione di Portel, il portale della telefonia

Rilasciato Netscape 7

E' disponibile la versione preliminare di Netscape 7, il browser di AOL Time Warner che da sempre si pone come il rivale di Internet Explorer di Microsoft.
Qualche anno fa, Netscape era il dominatore indiscusso nel settore dei browser. In seguito, nel ruolo di browser più usato, è stato sostituito da Explorer, che attualmente è il re indiscusso della navigazione in Internet. Tuttavia, AOL, che ha acquistato Netscape, continua a rilasciare aggiornamenti nel tentativo di riguadagnare terreno.
Qualche giorno fa è stata presentata la versione preliminare di Netscape 7 per Windows XP. La versione definitiva è prevista per la prossima estate, ma già questa versione preliminare è abbastanza stabile da poterne dare una prima valutazione.
Anche se con diverse interpretazioni e valutazioni, gli analisti sembrano essere d'accordo che questo è un buon browser, con caratteristiche interessanti, ma che non presenta innovazioni tanto esplosive da impensierire il concorrente Explorer. In definitiva, non ci sarebbero per il momento ragioni sufficienti per abbandonare il browser di Microsoft a favore di quello di AOL.
A meno che non si è clienti di AOL o si usi in maniera molto intensa la messaggistica istantanea di AIM o di ICQ. La filosofia di fondo di Netscape 7 è proprio quella di riunire il browser, la email e la messaggistica istantanea in un'unica applicazione.
Ambedue i client ICQ e AIM sono integrati nel browser e il loro uso risulta facile e naturale. Il client di posta è in linea con quello che un utente si aspetta.
A tutto questo si aggiungono una serie di miglioramenti e di nuove funzioni, tutte utili ma nessuna tanto eclatante da imporsi come assoluta novità.
In definitiva, anche se si può affermare che questa versione di Netscape è una buona versione, si deve tuttavia aggiungere che non è prevedibile che creerà problemi al concorrente Explorer.
La battaglia per i browser si è già risolta qualche anno fa. In maniera lecita o no, la vittoria è andata ad Explorer, che rimarrà ancora il vincitore per molto tempo.

RA