| sabato 24 marzo 2001 | numero arretrato |
| Su questo numero: Allerta cyber-meteorologica: arriva la "grandinata" della Microsoft. Libero nella rete, di Diggianna. La piu' grande truffa digitale della storia di internet. E' apparsa un'altra "applicazione per Outlook". Anche internet in ansia per la consegna degli Oscar. Svelato il volto della spia? All'asta su eBay i rottami della Mir. |
| Allerta cyber-meteorologica: arriva
la "grandinata" della Microsoft Annunciato come il servizio fondamentale della nascente .net, Hailstorm (grandinata), il servizio di gestione centralizzata dell'identita' degli utenti, pone non pochi dubbi sulla sua sicurezza, sul rispetto della privacy e delle regole antitrust Che cosa e' Hailstorm (grandinata) e' la prima e centrale applicazione di .net, il mega-servizio che la Microsoft intende costruire come piattaforma per l'erogazione centralizzata di software e servizi. Presentato da Bill Gates lunedi' scorso e ampiamente descritto in una nota, Hailstorm dovrebbe essere una nuova applicazione per fornire un comune accesso centralizzato e semplificato a molti servizi personali e dell'e-commerce. E il web dovrebbe diventare il mezzo attraverso cui tutto questo si realizza, ponendosi come una specie di allargamento e generalizzazione del concetto di "desktop": gran parte di quello che fino adesso si faceva nel proprio pc, si tendera' sempre piu' a farlo in rete. Come funziona In pratica l'utente definisce un'ampia gamma di informazioni su se' stesso (nome, recapiti, preferenze, gusti) e li affida al servizio centralizzato e gestito dalla Microsoft, precisando esattamente chi puo' accedere alle informazioni, a quale livello e con quali limiti. Il servizio dovrebbe svilupparsi a partire dal sistema di autenticazione Passport, che Microsoft gia' utilizza per Hotmail e MSN Messanger, i quali costituiranno quindi il punto di partenza per lo sviluppo di Hailstorm. Al momento del lancio, previsto per il 2002, si iniziera' con una serie di servizi che in seguito potranno aumentare. Ad esempio il servizio myAddres fornira' l'indirizzo geografico ed elettronico; myProfile fornira' il nome, il nickname, la foto e altre notizie che contribuiscono a definire il profilo dell'utente; myInbox conterra' messaggi di qualsiasi tipo (email, fax, instant messages etc.); myDocuments conterra' i documenti archiviati dall'utente; myApplicationSettings conterra' la configurazione personalizzata delle applicazioni che l'utente usa; myFavouriteWebSite elenchera' i siti preferiti; myServices elenchera' i servizi online a cui l'utente e' iscritto; myUsage conterra' il resoconto del proprio e dell'altrui uso delle informazioni. E sara' quindi possibile accedere ai propri dati in ogni momento, da qualunque dispositivo (computer, cellulare, palmtop, etc.) per gestire qualunque servizio online (account di accesso, contatti, appuntamenti, etc.) e per condividere i dati fra servizi e applicazioni diversi. Il tutto, ovviamente a pagamento, dovrebbe liberare l'utente dalla necessita' di dover ogni volta precisare i propri dati e le proprie preferenze. Ad esempio i siti di e-commerce potranno automaticamente personalizzare i servizi in base alle informazioni sull'utente fornite da Hailstorm, oppure prelevare il numero di carta di credito senza che l'utente debba ogni volta fornirlo. E non si dovra' ogni volta dare il proprio account per accedere a questo o quel servizio: ci pensa Hailstorm a fornire tutto. E se vi trovate in viaggio e dovete usare un computer che non e' il vostro, Hailstorm provvede in automatico a configurare programmi e dispositivi secondo i vostri gusti abituali. Insomma Hailstrom e' una specie di servizievole Genio della Lampada che vi segue ovunque. Ma con un "piccolo" dettaglio. Non e' l'utente il padrone del proprio Genio: il padrone e' la Microsoft. La "filosofia" di Hailstorm: quella dichiarata "Gli utenti sono costretti ad adattarsi alla tecnologia quando invece dovrebbe essere la tecnologia ad adattarsi a loro. La gente e' frustrata e confusa. A volte sembra che ogni programma, ogni sito Web, ogni dispositivo abbia le sue regole....Gli utenti non hanno il controllo della tecnologia che li circonda". Cosi' comincia il documento della Microsoft che spiega la filosofia di "Hailstorm" Sono concetti da sottoscrivere completamente: ma suonano strani se espressi proprio da chi ha contribuito (e non poco) alla confusione e alla sistematica disattenzione degli standard. Chi ha scritto Explorer senza rispettare gli standard? Chi ha introdotto un Java che non e' proprio Java e pagando per questo una multa salatissima? La "filosofia" di Hailstorm: quella sottintesa A meno che non si interpreti tutto questo nel senso che "confusione" e' semplicemente tutto cio' che e' fuori del controllo della Microsoft e "frustrazione" e' semplicemente la conseguenza di non usare (e pagare) i prodotti Microsoft: in sostanza una specie di "vocazione al monopolio". E come non avere questo tipo di dubbi quando l'impresa, che gia' detiene il monopolio dei sistemi operativi per desktop, il monopolio dei browser e l'immensa massa di dati degli utenti di Hotmail, presenta un progetto che assomiglia troppo ad un monopolio dei dati degli utenti. Ci sono indizi sufficienti per destare l'attenzione delle associazioni per la difesa della privacy e delle autorita' anti-trust, che, infatti, gia' si stanno muovendo. Senza contare il fatto che gia' AOL intravede la possibilita' che la Microsoft, attraverso Hailstorm, possa candidarsi anche al monopolio della messaggeria istantanea. E la sicurezza? E inoltre ci sono forti perplessita' per quanto riguarda la sicurezza dei dati. La Microsoft garantisce che i dati saranno sicuri: ma quanto c'e' da crederle? Chi ha seguito gli avvenimenti negli ultimi mesi sa che hackers di tutti i tipi hanno passeggiato indisturbati per mesi nei server Microsoft. E per interi giorni il loro sito e' rimasto inaccessibile per loro errori di gestione del DNS e per banali attacchi di hackers. E se succede ancora? Che fine fa il nostro cyber-alter-ego? Restiamo senza cyber-identita'? Il ragazzino-hacker di turno si godra' la nostra carta di credito e i nostri sudati risparmi? Ma anche dando per scontata la sicurezza, e se fosse vero quello che (autorevolmente) si mormora? Che i prodotti Microsoft contengano un backdoor attraverso il quale la NSA ci spia tutti? Che bel regalo sarebbe Hailstorm per i servizi segreti americani! Meglio intelligenti frustrati o idioti contenti? Ma tutto questo, sebbene rilevante, non sarebbe ancora il guaio peggiore. Eravamo partiti dal problema della frustrazione di doversi adeguare alle tecnologie. E invece di risolverlo ci siamo trovati in un'atmosfera da Grande Fratello che tutto sa di noi e a tutto pensa per noi. Come dire: la frustrazione derivante dall'uso delle tecnologie si risolve semplicemente non pensandoci piu' e affidando ad altri la gestione tecnologica della propria identita' e personalita'. Ma questo confina pericolosamente con la spersonalizzazione e privazione di identita'. E' una strada pericolosa e non ci piace per niente. Perche' anche la frustrazione determina la propria identita'. Ognuno faccia come vuole, ma noi preferiamo continuare a gestire di persona i nostri dati e i nostri gusti. Anche a costo della frustrazione che e' sempre preferibile alla serenita' dell'idiota che niente pensa e niente fa. Invia un tuo commento a questo articolo |
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La piu' grande truffa
digitale della storia di internet Un uomo ha avuto nelle sue mani le piu' grandi fortune del pianeta: ha rubato l'identita' digitale di piu' di 200 multimiliardari La storia comincia in una biblioteca pubblica di Brooklyn, il posto meno indicato per un ex-studente cacciato dalla scuola superiore. Pero' e' proprio li' che Abraham Abdallah, di 32 anni, ha iniziato il furto di identita' piu' spettacolare della storia di internet. Come primo passo ha scelto i nomi delle sue vittime nel modo piu' ovvio che si possa immaginare: scegliendole nella lista delle "400 persone piu' ricche d'America", pubblicata dalla rivista Forbes. Pero' Abdallah ha saputo moderarsi: infatti si e' limitato a rubare solo a poco piu' di 200, fra i quali ci sono i cineasti Steven Spielberg e George Lucas; la conduttrice del programma televisivo piu' popolare degli Stati Uniti, Oprah Winfrey; Ross Perot, il miliardario che alcuni anni fa si era candidato senza successo a diventare presidente degli Stati Uniti; il magnate e fondatore della catena televisiva CNN, Ted Turner. La ricostruzione completa dei fatti l'ha offerta il New York Post. In pratica e' stata la classica rincorsa fra guardie e ladri, ma serrata e appassionante fino al punto che i due "cybercops" che stavano alle costole del cyber-ladro non hanno potuto fare a meno di manifestare la loro ammirazione per questo grassoccio imprenditore che ha agito quasi in maniera sedentaria, ma sempre nascondendo accuratamente le proprie tracce. "E' il migliore di tutti quelli che ho incontrato invita mia" ha dichiarato il detective Michael Fabozzi. E il suo collega Jahmal Daise aggiunge: " Raramente abbiamo incontrato uno tanto valido". E avevano giustificati motivi per dirlo: ci sono voluti molti mesi per incastrare il piu' grande ladro di identita' che mai sia apparso in internet. A dicembre dello scorso anno la Merril Lynch aveva ricevuto una richiesta di trasferire 10 milioni di dollari dal conto di Thomas Siebel, fondatore della Siebel Systems, verso un nuovo conto in Australia. Ma sul conto d'origine non c'era denaro sufficiente per l'operazione e quindi la Merril Lynch ha avvisato Siebel, il quale ha negato di aver mai fatto una richiesta del genere. Di qui comincio' a nascere il sospetto che qualcosa di strano stava accadendo. Qualcuno aveva sollecitato l'operazione, ma non era stato il proprietario del conto. Chi era stato? Seguendo le tracce delle email si arrivo' a due indirizzi: LT265@yahoo.com y RS264@yahoo.com. In seguito ad un controllo completo dei movimenti, la merril Lynch si rese conto che questi due indirizzi erano coinvolti in movimenti realizzati da altri 5 clienti multimiliardari. E questo e' stato l'inizio che poi ha portato alla cattura del truffatore e alla scoperta che aveva clonato l'identita' digitale di almeno 200 fra le persone piu' ricche del mondo. Il furto dell'identita' digitale non e' certo un fatto nuovo, pero' mai era stato effettuato in cosi' grande scala, con tecniche tanto sofisticate e in maniera tanto elaborata da richiedere piu' di sei mesi per acciuffare il truffatore. Luciano Sposari |
| E' apparsa un'altra
"applicazione per Outlook" Un "virus" pro-palestinesi sfrutta le debolezze del programma di posta della Microsoft In un numero precedente parlavamo dei virus che affliggono il programma di posta elettronica della Microsoft, in maniera tanto persistente da sembrare, piu' che virus, una specie di "applicazioni per Outlook", visto che si diffondono attraverso la rubrica degli indirizzi di email Adesso la grande famiglia di "I love you" (che comprende virus come Navidad, Kournikova e tanti altri) si arricchisce di un parente politico: una "applicazione" che milita per la causa palestinese. Arriva per email con il titolo "RE:Injustice", il corpo del messaggio dice "Did you send the attached message, I was not expecting this from you!" , e il messaggio aggiunto si chiama "Injustice.txt.vbs". Se ancora ci fosse qualche sprovveduto che apre un file con l'estensione .vbs, o che usa Microsoft Outlook (che nella sua configurazione di default apre i file allegati automaticamente) allora il messaggio si ritrasmette ai primi 50 destinatari della rubrica di indirizzi dell'utente. Secondo quanto informa un comunicato della impresa produttrice di anti-virus Trend Micro (che non attribuisce un grande livello di rischio a questo script in Visual Basic), il messaggio dice nel finale (in inglese). "Nota: non preoccuparti. Questo e' un virus inoffensivo. Non fara' niente al tuo sistema. L'intenzione e' quella di aiutare il popolo palestinese a vivere in pace nella sua propria terra". In guerra tutti i mezzi sono buoni, dice il proverbio. Inclusa l'utilizzazione di una facilita' gentilmente offerta dall'impresa di Bill Gates per giocare agli hackers o per propagandare messaggi politici con i quali difficilmente sarebbe d'accordo lo stesso Gates. E quindi, sara' che Microsoft non cura la sicurezza dei suoi programmi per favorire nuovi mezzi di espressione politica? Davvero democratico questo Bill! |
Anche internet in ansia per
la consegna degli Oscar Molti siti preparano la notte degli Oscar Domenica 25 marzo ci sara' la 73-esima consegna degli Oscar per i migliori film, i migliori tecnici e i migliori interpreti dell'anno 2000. Per questa speciale occasione molti siti di internet preparano sezioni affinche' i visitatori possano fare le proprie previsioni su chi saranno i vincitori in ciascuna delle categorie che saranno premiate nella grande notte. Molte di queste pagine offrono seducenti premi per quelli che indovineranno i pronostici piu' giusti; per esempio il sito spagnolo "Inicia" e il sito ufficiale della cerimonia. OscarWatch come un'umile inizio' pagina personale, pero' dopo la stagione passata, quando indovinarono 21 premi sui 23 possibili, si e' convertito in un sito autorevole fra quelli che predicono i risultatti. Alli van siguiendo los estrenos hollywoodenses a lo largo de todo el año y aventurando las posibilidades que tienen en las distintas candidaturas.Si puo' anche notare che non tutti prendono le cose tanto sul serio: basta vedere "Screw the Oscar" (dai fastidio all'Oscar), un sito dove si chiede agli utenti di scegliere i vincitori, affinche' questo compito "no rimanga nelle mani di gente di Hollywood come Demi Moore o Rosie O'Donnell. Qui ci sono anche categorie speciali come il peggior film, il peggior attore, la peggior attrice e il film piu' sopravalutato. E non solo i migliori riceveranno i loro riconoscimenti. Poche ore prima della grande notte ci sara' la 21-esima consegna dei tradizionali premi "razzies" ai peggiori. Tra i candidati ci sono molti che gia' lo hanno ricevuto e altri che non hanno mai potuto sollevare la mitica statuetta: chissa' che questa non sara' la volta buona. |
| Svelato il volto della
spia? Un sito neozelandese afferma di essere venuto in possesso del Media Tracker, il software usato per dare la caccia a chi scambia file musicali in rete. Si chiama Internet Anti-Piracy System, ma piu' familiarmente e' noto come Media Tracker. E' il software segreto che la IFIP (International Federation of the Phonographic Industry, federazione internazionale dell'industria fonografica) usa per insinuarsi di nascosto nella rete e per dare la caccia a tutti quelli che scambiano file musicali protetti da copyright. Finora era rimasto nell'ombra dei segreti meglio custoditi, ma adesso il sito neozelandese 7AmNews afferma di essere riuscito a procurarsi alcuni suoi "screenshots", immagini della sua interfaccia grafica. Secondo il sito, questo software sarebbe in grado di registrare il canale usato per lo scambio (Napster, freenet, Gnutella, etc), data e ora dello scambio, titolo del file scambiato, numero di IP di chi scambia il file, oltre al loro host o ISP. Incrociando i dati si possono trovare individui e ISP per i quali e' piu' alto lo scambio. E se occorre, esiste anche una funzione che consente di mandare all'istante una minacciosa email ai singoli utenti o ISP intimando loro di smettere. E inoltre il software sarebbe anche in grado di addentrarsi nelle chat IRC e nei newsgroup. Tutto questo in vista di una eventuale azione legale, come qualche mese fa la stessa IFIP ha gia' fatto in Belgio mandando la polizia a casa di alcuni utenti accusati appunto di aver scambiato una gran quantita' di file musicali. Brutta storia questa: in nome degli interessi (legittimi) degli "artisti" si mette in piedi un sistema di spionaggio che infrange i piu' elementari diritti civili. Non sappiamo se avete capito bene cosa fa questo software: e' come se sistematicamente un investigatore (privato, per giunta) entrasse, che voi lo vogliate o no, in casa vostra e, a vostra insaputa, si mettesse a controllare nel vostro riproduttore se il cd che state suonando e' legale o no. Se nella vita reale questo e' impossibile, perche' dovrebbe esserlo in rete? |
All'asta su eBay i rottami
della Mir Gia' in vendita a poche ore dalla caduta Gli ultimi pezzi incandescenti della Mir, la stazione spaziale che fu l'orgoglio sovietico, ancora stavano cadendo nel Pacifico, intorno alla isole Fiji, che gia' si mettevano all'opera i cacciatori di rottami. Non ci sono particolari su come abbiano fatto, ma certamente sono riusciti a recuperare pezzi contorti di acciaio, bruciacchiati e anneriti, ripescandoli dall'oceano. E non per tenerli come souvenir, ma per metterli immediatamente all'asta su eBay, il sito dove si vende di tutto. E sembra che i prezzi salgano in maniera rilevante, per la gioia dei cacciatori di rottami: almeno fino a venerdi' uno dei pezzi raggiungeva la rispettabile cifra di 4550 dollari. E non e' finita, perche' c'e tempo fino a martedi' per fare offerte maggiori. |