| sabato 23 giugno 2001 | numeroarretrato |
Su questo numero: La Microsoft tenta
di allungare le mani sul telefono. La corsa ai
cyber-armamenti. La rete dei nonni. Ma funziona qualche
prodotto Microsoft? Cosa si compra in rete?![]() |
| La
Microsoft tenta di allungare le mani sul telefono La presenza in Windows XP di importanti servizi basati sul telefono pone la Microsoft in diretta concorrenza con le compagnie del settore: un fatto che puo' avere un impatto notevole sul panorama delle telecomunicazioni. Con il nuovo Windows XP la Microsoft sembra proprio intenzionata ad andare all'assalto del più popolare degli oggetti che si trovano sulla scrivania: il telefono. Finora usare il computer come telefono era qualcosa a metà fra un gioco e una curiosità: la scarsa qualità della voce era un ostacolo insormontabile per considerare il computer un concorrente credibile per il telefono. Ma le cose certamente sono destinate a cambiare. E la Microsoft sembra volersi preparare allo scontro con la consueta strategia: acchiappare tutto. E anche il metodo sembra il solito: impacchettare cose vecchie insieme a cose nuove, assicurarsi che più o meno possano apparire funzionanti e imporle sul mercato perché strettamente integrate con il sistema operativo e perché sostenute da una martellante campagna pubblicitaria a suon di dollari. E anche per i servizi basati sul telefono sembra che sara' lo stesso. Netmeeting già' c'è. La chat anche. Basta impacchettarli insieme a Passport, il sistema di iscrizione degli utenti. A questo magari si aggiunge qualche driver che migliori un po' la qualità del suono e qualche software pieno di gadget di dubbia utilità. E tutto questo viene spacciato per un nuovo software che "cambierà la natura stessa del telefono", come dicono alla Microsoft. E naturalmente il tutto verrà inserito nel sistema di gestione centralizzata dei dati degli utenti noto come Hailstorm, nell'ambito di .Net. Così non solo la Microsoft saprà chi siamo, in quali siti andiamo, quali sono i nostri impegni, quali sono i nostri gusti, ma saprà anche a chi telefoniamo e chi telefona a noi. Con buona pace del diritto alla privacy. A parte la credibilità o meno delle promesse di Bill Gates, certamente questo forte interesse per i servizi basati sul telefono mette la Microsoft in rotta di collisione con le compagnie di telecomunicazioni. E queste ultime, essendo nota l'aggressività commerciale della Microsft, già cominciano ad avvertire il pericolo imminente. Se la possibilità di fare chiamare telefoniche diventa una caratteristica stabile e gratuita del sistema operativo Windows, questo certamente può cambiare drammaticamente il panorama delle telecomunicazioni. Come ha detto, in maniera pittoresca, David Isemberg, un ex-ricercatore della Bell: "Microsoft sta per inghiottirsi tutto il valore delle compagnie di telecomunicazioni". Dice Brad Garlinghouse: "Ci stiamo chiedendo le stesse cose che si era chieste Netscape" e aggiunge che quando hai un concorrente che ha in cassa 30.000 milioni di dollari c'è sempre da aver paura. Certo, aggiungiamo noi, e anche a prescindere dal fatto che il concorrente abbia un prodotto buono oppure no. In generale le compagnie telefoniche tradizionali si sentono molto preoccupate anche se qualcuno ostenta sicurezza come ad esempio David Nigel, il quale, facendo affidamento sulla nota inefficienza dei prodotti Microsoft, afferma "C'è una grande differenza fra infilare un pezzo di software in un computer e avere un servizio che funzioni davvero". Certo, caro David, così come c'è una bella differenza fra lo scrivere Windows e scrivere un vero sistema operativo che funzioni davvero. Ma questo non ha impedito a Windows di sistemarsi nel 98% dei personal computer. Quindi, in campana,caro David, perché il prossimo bersaglio della Microsoft potrebbero essere proprio le compagnie di telecomunicazioni. Giuseppe Laurenza |
| La corsa ai
cyber-armamenti La Cia si lamenta perché le mancherebbero armi (o soldi?) per la cyber-guerra Un autorevole portavoce della CIA, parlando davanti alla Commissione Congiunta per l'Economia, del parlamento americano, ha lamentato il fatto che le strutture informatiche statunitensi, governative e non, sono ancora troppo deboli per resistere a pesanti attacchi informatici. Questo nonostante i grandi investimenti che il governo americano ha impegnato nell'IW (Information Warfare, guerra informatica). Non è certo la prima volta che la CIA sparge lacrime e si strappa i capelli: a volte lo fa a ragione e a volte lo fa solo per ottenere maggiori finanziamenti. Ma questa volta il portavoce ha ammesso che il pericolo non viene, e non può venire, dagli hacker e dai piccoli gruppi di terrorosti. Secondo il relatore della CIA, il pericolo serio potrebbe venire da "un buon numero" di paesi stranieri. Di questo buon numero di paesi, ne cita solo due: Russia e Cina, insomma i soliti "imperi del male". Sempre secondo il relatore, questi due paesi, e altri non ben precisati, starebbero preparando strumenti di attacco informatico che potrebbero fare seri danni di lungo termine agli Stati Uniti. Certamente gli attacchi informatici giocheranno un ruolo sempre più importante nei futuri conflitti e sembra che almeno 20 paesi abbiano piani di questo tipo. La reale efficacia naturalmente è tutta da dimostrare, ma, nel dubbio, il portavoce della CIA dice in tono minaccioso "we watch them very intensely" (li scrutiamo molto intensamente). E, in tempi di scandalo Echelon, la rete di soveglianza globale di tutte le telecomunicazioni, c'è da credergli sulla parola! Carmen Castillo |
La rete dei nonni Cresce il numero di utenti della rete con più di 55 anni. La tendenza aveva iniziato a manifestarsi già da alcuni mesi: la rete non era più un fatto esclusivamente per giovani, ma cominciava ad accogliere molti utenti ben al di sopra dei 50 anni. Quello che mesi fa era poco più che una lungimirante intuizione, adesso comincia a manifestarsi come una chiara linea di tendenza e viene confermata da ben due studi, uno della Forrester e uno della eMarketer. Anche con le dovute cautele per le statistiche e le previsioni su Internet, sembra ormai accertato che la presenza in rete di utenti più anziani è destinata a crescere in maniera rilevante nei prossimi anni. Gli studi si riferiscono solo agli Stati Uniti e all'Inghilterra, ma non è troppo azzardato considerarli validi più in generale. La eMarketer afferma che già nel 2003 il 27% degli americani che usano la rete saranno persone al di sopra dei 55 anni. Forrester, dal canto suo, prevede che nel 2005 ben 3,2 milioni di pensionati inglesi saranno alle prese con Internet. Negli Stati Uniti i senior online sono arrivati a 9,1 milioni nello scorso anno, contro i 6,6 milioni dell'anno precedente, con un incremento superiore ad un terzo. Non solo gli anziani entrano nella rete, ma la usano anche molto. Il 15% degli anziani online si dichiarano entusiasti di Internet e passano su Internet, in media, 8,3 ore settimanali. E questo è un dato superiore a qualsiasi altra categoria demografica: gli studenti universitari si fermano a 7,8 ore settimanali, gli adulti a 7,7 e gli adolescenti a 5,9, sempre secondo i due studi Naturalmente ci sarà sempre una buona percentuale di anziani che mai entreranno in rete a causa di impedimenti fisici, paura delle nuove tecnologie o generale mancanza di interesse. Ma ciò non toglie che la rete sarà sempre di più la nuova fontiera della terza età. Luciano Sposari |
| Ma
funziona qualche prodotto Microsoft? Si allunga la lista dei problemi di sicurezza dei prodotti Microsoft: Word, IIS-Frontpage, NetMeeting. Risultato scontato: i suoi siti sono stati violati per ben 5 volte in un giorno.. L'MS Word ha l'ennesimo buco di sicurezza, utilizzando il quale un attaccante potrebbe far eseguire una macro e, tramite questa, fare molti danni in un computer. Tutte le versioni di Word sono coinvolte, dalla versione 97 alle varie versioni 2000. La patch si scarica qui. Guai anche per chi usa l'IIS (il server della Microsoft) con Front Page Server Extension. Un componente chiamato RAD potrebbe consentire un attacco al server, ma fortunatamente questo componente è opzionale e quindi non tutti lo istallano. La patch si scarica qui. E come se non bastasse, altri guai per NetMeeting, che risulta vulnerabile ad un eventuale attacco di tipo DoS (Denial of Service).La patch si scarica qui. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che i prodotti Microsoft sono una specie di gruviera nei cui buchi di sicurezza passeggiano indisturbati hacker veri e ragazzini sedicenti hacker, allora ascolti la prossima notizia. In mezz'ora il noto gruppo Prime Suspectz ha violato ben tre siti della Microsoft. Lo stesso gruppo ha violato anche un quarto sito e quest'ultimo, nello stesso giorno, è stato violato anche dall'altro gruppo di hacker Silver Lords. Il risultato di tutte le violazioni possono essere visti sul sito Alldas. |
| Cosa
si compra in rete? Uno studio individua le cinque categorie di prodotti che si comprano di più in rete Cresce il numero di utenti che comprano in rete. Non crescono come ci si aspettava, ma comunque costituiscono un grosso mercato. Diventa quindi estremamente importante capire quali sono i gusti e le abitudini degli utenti per poter offrire servizi sempre più efficienti e graditi, anche se non sono mai abbastanza gli avvertimenti a prendere con molta cautela le statistiche su Internet. Secondo uno studio mondiale realizzato alla fine dell'anno scorso da AC Nielsen y CommerceNEt, i dischi e i libri guidano il commercio online, visto che un 60% degli utenti che comprano in rete sceglie questo tipo di prodotto. Scorrendo la lista troviamo, un po' a sorpresa, le prenotazioni dei pacchetti turistici con particolare riguardo all'acquisto di biglietti d'aereo. Secondo quanto affermato da questo studio, il 50% dei consumatori ha fiducia nei servizi turistici che vengono offerti in rete. I prodotti alimentari e farmaceutici attraggono il 20% di quelli che comprano online, e, al finale dei primi cinque prodotti ci sono le bevande alcooliche con un 10%. Luciano Sposari |