domenica 22 luglio 2001 numero arretrato
Su questo numero: Un piccolo Grande Fratello in ogni cellulare. Mai successo: quest'anno si vendono meno computer. Sesso online: consigliato, ma con moderazione. Hotmail con un vestito nuovo. La Cina chiude 2000 cyber-caffè.

AVVISO AI LETTORI: Il numero di sabato 21 luglio è stato posticipato di un giorno in segno di lutto e protesta per i tragici fatti di Genova
Un piccolo Grande Fratello in ogni cellulare
I cellulari di domani consentiranno la localizzazione precisa dell'utente. Benefici e problemi.

Meraviglie della tecnologia: i cellulari di prossima generazione consentiranno la localizzazione precisa dell'utente con un'approssimazione di 10 metri. Come spesso accade, le nuove tecnologie sono un'arma a doppio taglio: da un lato ci offrono utili servizi, ma dall'altro presentano aspetti preoccupanti.
Proviamo ad immaginare innanzitutto
le cose utili: qualcuno si trova in una situazione difficile, telefona ai soccorritori ma non sa spiegare esattamente dove si trovi. Nessun problema se userà un cellulare di prossima generazione: saranno i soccorritori che lo localizzeranno con precisione e potranno aiutarlo
Fin qui tutto bene, ma la stessa funzione di localizzazione potrebbe diventare anche un incubo per gli utenti. Già sono allo studio forme aggressive di m-commerce (commercio con dispositivi mobili) basate su questa funzione. Proviamo ad immaginare.
Passeggiate tranquillamente per strada un sabato pomeriggio. Passate davanti ad un certo negozio di scarpe. Ma quel negozio è convenzionato con il vostro operatore, il quale sa con esattezza dove vi trovate. Squilla il cellulare e vi ritrovate un avviso pubblicitario che vi invita ad entrare in quel negozio. Poi passate davanti ad una libreria anch'essa convenzionata. Altro squillo, altro invito ad entrare. E così via: la vostra passeggiata diventa costellata di squilli e messaggi pubblicitari dei negozi vicino ai quali vi trovate a passare.
Ma non solo. Un altro metodo consiste nel registrare tutti i negozi che frequentate: una libreria, una profumeria, un'enoteca. Un occhio vigile registra dove andate di preferenza e vi manda subito pubblicità di libri, di profumi e di vini.
Fin qui sono solo seccature, ma alcuni hanno cominciato a considerare problemi ben più gravi. La localizzazione con precisione potrebbe assumere un ruolo rilevante nelle indagini giudiziarie: le registrazioni degli spostamenti di una persona potrebbero essere usate per confermare o meno la presenza di una persona sul luogo di un delitto, per confermare o smentire un alibi, per incastrare o per scagionare.
La materia è delicatissima e alcuni operatori telefonici si sono affrettati a dichiarare che terranno segrete le registrazioni e le concederanno solo dietro precisa richiesta di qualche giudice.Ma quanto sapranno (e vorranno) resistere gli operatori alle lusinghe milionarie della pubblicità?
Inoltre,
in Inghilterra la combinazione fra questa nuova possibilità e il RIP Act può creare una miscela da incubo. Il RIP Act è un insieme di norme, approvate l'anno scorso, che concedono alle forze di polizia inglesi poteri speciali d'indagine anche fuori dal controllo dei giudici. La polizia può indagare non solo su chi è sospettato di un delitto, ma anche su chi si pensa che stia per commettere un delitto.
Contestato come liberticida da più parti, adesso il RIP Act consentirebbe alla polizia e ai servizi di sicurezza inglesi di accedere tranquillamente alle registrazioni degli spostamenti delle persone. Con quali garanzie? Con quali criteri si decide che una persona "sta per commettere un crimine"? Perché ha la faccia brutta o è antipatico? Un ritorno alle teorie di Lombroso sulla possibilità di riconoscere un criminale dal suo aspetto?
Il cellulare ci ha reso certamente la vita un po' più comoda, ma un uso incontrollato delle nuove tecnologie, senza precise garanzie, può renderci la vita davvero difficile. Tanto che si corre il rischio di cadere nella banalità e rimpiangere i bei tempi che furono, senza la piccola invadente scatoletta che ci squilla in tasca e che racchiuderà il nostro personale, piccolo Grande Fratello.

Giuseppe Laurenza
Mai successo: quest'anno si vendono meno computer
Per la prima volta le vendite nel secondo trimestre 2001 saranno inferiori a quelle dello stesso periodo del 2000.

Non era mai successo prima che le vendite di computer fossero inferiori a quelle del corrispondente periodo dell'anno precedente. Invece è successo anche questo: le vendite mondiali di computer del secondo trimestre di quest'anno sono inferiori a quelle dello stesso periodo del 2000. Quasi tutti gli analisti concordano: resta solo da accertare l'entità precisa del calo.
Secondo Dataquest, una divisione di Gartner Group, il calo delle vendite globali nel secondo trimestre di quest'anno dovrebbe essere dell'1,9%, mentre negli Usa dovrebbe essere anche più consistente: il 6,1% in meno.
Il gruppo di ricerche IDC fissa invece il calo di vendite al 2%, ma concorda che per la prima volta si assiste a questo preoccupante fenomeno.
La Microsoft stessa ha avvertito che in qualche misura potrebbe risentire del calo di vendite dei computer.
I fabbricanti si trovano quindi a dover fronteggiare una grave crisi che potrebbe estendersi anche ad altri settori. Molti di loro ormai fondano le loro speranze solo nell'uscita di Windows XP, prevista per ottobre, per stimolare un mercato ormai prossimo alla saturazione.
Ma alcuni analisti ritengono che l'uscita del nuovo sistema operativo della Microsft, previsto per ottobre, potrebbe rivelarsi soltanto un piccolo palliativo. Senza contare le incertezze derivanti dai noti problemi giudiziari in cui la Microsoft si trova coinvolta che addirittura potrebbero causare un ritardo del rilascio di Windows XP.
Negli ultimi tempi i fabbricanti non hanno saputo fare di meglio che lanciarsi in una corsa al ribasso dei prezzi per combattere la crisi di vendite, ma questo non è servito a molto ed ormai i margini sono molto ristretti per ulteriori ribassi.
Probabilmente avrebbero fatto meglio a dedicare le energie allo sviluppo di vere novità che avrebbero potuto convincere i consumatori a cambiare il computer.
Il vecchio trucco di lanciare software sempre più pesante che costringa a comprare computer sempre più potenti non funziona più come prima e i fabbricanti di hardware dovranno presto trovare qualche idea davvero nuova e convincente.
Come avevamo già detto, oggi, con il diffondersi massiccio di internet, sta diventando sempre piu' chiara l'inutilita' di un computer super-veloce se poi si naviga in rete con la stessa lentezza. Quello che gli utenti vogliono sempre piu' sono le connessioni veloci alla rete e tutti sanno che per questo non serve un nuovo computer per quanto superveloce e super accessoriato sia.
Sesso online: consigliato, ma con moderazione
Secondo uno nuovo studio, il cyber-sesso è una pratica più diffusa di quanto si pensasse. Non mancano casi di assuefazione.

Un utente di Internet su dieci dichiara di non poter fare a meno di praticare il sesso virtuale e lo fanno per almeno tre ore settimanali: questo è uno dei sorprendenti risultati di uno studio organizzato da MSNBC e condotto dal dottor Alvin Cooper, coadiuvato da un gruppo di psicologi della Stanford University.
Che il sesso fosse, sia pur nella versione virtuale, una degli aspetti non certo secondari della rete lo si sapeva da tempo, ma certamente questo studio, anche al di là della dovuta prudenza nei riguardi di ogni statistica, mostra come il cyber-sesso tenda a diventare una componente stabile delle attività in rete.
Ma questo dieci per cento che si considera "addict" al cyber-sesso è solo la punta dell'iceberg di una pratica che appare più diffusa di quanto si possa immaginare: un intervistato su quattro ammette che almeno in un'occasione ha praticato un'attività sessuale online senza controllo.
La ragione principale che spinge a cercare nella vita in rete quello che (forse) la vita reale non riesce a dare è il desiderio di sfuggire alla depressione quotidiana: questa è la motivazione addotta dalla metà degli intervistati. Altri vogliono semplicemente trovare uno sfogo alle loro riposte fantasie ed altri ancora lo ritengono una buona medicina per combattere lo stress quotidiano.
In un fenomeno tanto diffuso non possono certamente mancare i casi chiaramente patologici, ma lo stesso dottor Cooper non si dimostra eccessivamente preoccupato e sottolinea che il 70% degli intervistati non considera il cyber-sesso una componente irrinunciabile della propria vita, ma soltanto un'occasione di diversione senza eccessivi pericoli.
Ma sembra proprio che non sia assolutamente facile trovare un sano equilibrio fra sesso online e vita reale: due intervistati su tre ammettono, infatti, che la loro attività sessuale online ha avuto riflessi negativi sulle relazioni sociali della vita reale. L'altro terzo di intervistati dichiara invece che la pratica del cyber-sesso ha avuto, almeno una volta, riflessi positivi sulla propria vita sessuale.
Il 64% degli uomini considera il cyber-sesso una forma di tradimento, mentre soltanto il 44% delle donne lo considera tale. Se si considerano separatamente uomini e donne, allora risulta maggiore la percentuale di donne che hanno praticato sesso online almeno una volta.
L'argomento merita certamente un'attenzione maggiore di una semplice inchiesta e non può essere affrontato con considerazioni semplicistiche, ma è ovvio che la veicolazione nel virtuale di una parte consistente della vita sessuale degli utenti è un fatto di rilevante importanza.

Carmen Castillo

Hotmail con un vestito nuovo
A sorpresa viene rilasciata la nuova versione. Poche le novità.

Giovedì scorso una sorpresa attendeva gli utenti di HotMail: il noto servizio "gratuito" di posta elettronica della Microsoft ha cambiato il suo aspetto. Dopo le disavventure dei giorni scorsi che avevano colpito i servizi MSN, finalmente HotMail ha il suo nuovo aspetto, molto più simile a MSN Explorer.
Ma sotto il vestito nuovo, non ci sta molto di più di quanto ci fosse prima.
Un portavoce della Microsoft ha detto che il nuovo sistema dovrebbe consentire una gestione migliore della corrispondenza e una protezione migliore dallo spamming. Il nuovo filtro, infatti, consente di selezionare tre livelli di protezione: il livello esclusivo consente di ricevere email solo se provengono da persone elencate nella rubrica di indirizzi dell'utente. Tutte le altre email finscono nel cestino della posta indesiderata.
Una curiosità da verificare: non scrivete mai il "soggetto" tutto in maiuscole perché in tal caso la email finisce direttamente nel cestino della posta indesiderata del desinatario. Questo succede nel caso che abbiate impostato il medio livello di protezione dallo spamming.
Per il resto niente di nuovo: dopo qualche minuto si riescono a ritrovare tutte le vecchie funzionalità e nemmeno vi ricorderete più che l'interfaccia è cambiata.
La Cina chiude 2000 cyber-caffè
Vasti controlli in tutto il paese

Secondo quanto riportato dal giornale "
Shanghai Daily", funzionari del governo cinese avrebbero chiuso 2000 cyber-caffè e ad altri 6000 sarebbe stato ordinato di sospendere l'attività in attesa che apportino profondi cambiamenti alla loro organizzazione.
I provvedimenti sarebbero stati presi durante una vasta azione di polizia durata tre mesi e nel corso della quale sarebbero stati controllati circa 60.000 locali in tutto il paese.
Le misure adottate sono conseguenza delle direttive impartite, congiuntamente, dal Ministero dell'Informazione, dal Ministero della Sicurezza Pubblica, dal Ministero della Cultura e dall'Amministrazione Statale dell'Industria e del Commercio.
Come riferisce il giornale cinese, piccoli cyber-caffè erano spuntati un po' ovunque in librerie, in negozi d'abbigliamento, nei barbieri e perfino nelle macellerie: e questo può essere inteso come il segno del gradimento della rete in Cina
Le motivazioni ufficiali delle chiusure: evasione di tasse e servizi inadeguati. Traduzione (dal "burocratichese" che conosciamo bene, non dal cinese, che ignoriamo) delle motivazioni ufficiali: in questi piccoli centri, eludendo i controlli governativi, si poteva accedere liberamente ai siti vietati, fra cui i siti porno. Insomma, niente tette per i figli del Celeste Impero.

Luciano Sposari