| n° 81 sabato 22 giugno 2002 | numero arretrato |
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| E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet |
| Falsi file mp3 messi in
giro dalle discografiche? Sarebbe l'ultima trovata per combattere lo scambio in Rete di materiale protetto da diritto d'autore. La battaglia per lo scambio non autorizzato di materiale protetto da copyright si arricchisce sempre di nuovi e insospettati colpi di scena. Secondo l'autorevole periodico online Salon, l'industria discografica starebbe creando e diffondendo falsi file in formato mp3 che non contengono musica, ma ripetizioni sgradevoli di suoni o addirittura avvisi pubblicitari. Tutto è cominciato con il nuovo CD del noto cantante Eminem. Un utente di AudioGalaxy cerca i brani di questo cantante, li trova, li scarica e ha una spiacevole sorpresa. Invece della canzone, il file contiene 20 secondi di coro ripetuto all'infinito. Certo capita spesso che alcuni file scaricati siano di pessima qualità o addirittura troncati. Ma questo file è strano, perché in apparenza è perfetto e non sembra un errore, ma sembra costruito proprio così. Il sospetto comincia ad insinuarsi quando ci si rende conto che almeno la metà degli mp3 di Eminem che si trovano in giro sono costruiti ad arte in questo modo. Chi è che si diverte a seminare nelle reti P2P falsi mp3? Con una buona dose di ironia un analista di Jupiter Media Matrix suggerisce che le ipotesi sono due. La prima: il misterioso sabotatore degli mp3 è qualche madre perbene di periferia che, per amore del figlio, odia la "spregiudicatezza" di Eminem e si vendica in questo strano modo. La seconda: il sabotatore è "Eminem himself", lo stesso Eminem. La cosa suscita l'interesse del periodico Salon che subito cerca di contattare la casa discografica del cantante, la Interscope, che però rifiuta ogni commento. Ma in un articolo del 21 maggio il Los Angels Times afferma che le case discografiche stanno "inondando le reti dello scambio file con false copie delle canzoni", senza peraltro citare direttamente la fonte della notizia. Siamo di fronte ad una nuova strategia delle discografiche per combattere, con altri armi, la condivisione dei file? Diluire la gran massa di file veri con file falsi fino a stancare gli utenti e a convincerli a comprare i CD? L'ipotesi è credibile anche perché, interrogato in proposito, Cary Sherman, presidente della RIAA, ha dichiarato senza mezzi termini che approva l'uso di falsi file e che lo ritiene una "risposta appropriata" al problema della prateria. Una risposta, peraltro, che non infrange nessuna legge. In parole povere, dopo aver speso milioni di dollari in costosissime cause e in altrettanto costosissime e inutili tecnologie di protezione dei materiali coperti da diritto d'autore, la RIAA sembra aver scoperto finalmente una economicissima ed efficace contromisura. Per diffondere falsi file basta, infatti, un solo impiegato e un collegamento ad Internet. Ma per avere un impatto decisivo sulle reti di scambio l'operazione non dovrebbe essere limitata ad un solo cantante, ma condotta in grande stile da tutte le major della musica e anche dando alla cosa una ampia pubblicità a scopo deterrente. In questo caso davvero potrebbe aversi serie conseguenze sulla credibilità delle reti di scambio file e ottenere, per vie traverse, quello che non è possibile ottenere per vie legali. Perché le major non lo fanno in grande stile? Secondo l'analista Herron di Jupiter Media Matrix i motivi sono due: il primo è che non sono abbastanza intelligenti per farlo (sic!) e il secondo è che temono la rabbia degli utenti che già hanno moltissimi motivi di astio verso le discografiche. Quindi nell'attesa delle conclusioni dei procedimenti legali, ciascuno si muove di nascosto per conto suo con metodi fatti in casa. Ma c'è anche l'ipotesi che questi falsi file siano un nuovo mezzo pubblicitario. La band canadese Barenaked Ladies ha infatti messo in giro falsi mp3 che non contenevano le loro canzoni, ma un invito a comprare i CD. E' difficile pensare, tuttavia, ad un possibile mezzo pubblicitario: in realtà sono un tentativo, maldestro e incompleto, di combattere lo scambio di file. Il possibile uso come mezzo per combattere la pirateria viene d'altronde confermato direttamente dallo stesso presidente della RIAA, che peraltro non conferma se realmente sia stato utilizzato. Comunque i falsi file girano e poco importa, a questo punto, se siano opera delle discografiche, dei cantanti stessi, di mamme arrabbiate o ragazzini dispettosi. L'impatto sulle reti di scambio peer to peer è lo stesso. L'impossibilità di fidarsi davvero degli altri utenti è sempre stato il punto davvero debole di queste reti ed una diffusione massiccia di falsi file, o di cose anche peggiori, potrebbe davvero metterle in crisi. La cosa per adesso è molto limitata, ma quanto ci vorrà prima che "qualcuno" capisca che questa è la strada per metterle in ginocchio? Giuseppe Laurenza |
| Diciassettenne avvelena il
padre e brucia la casa perché i genitori non gli
comprano un computer. Il ragazzo americano è stato accusato di tentato omicidio di primo grado e si trova tuttora in carcere. La mattina del 7 febbraio scorso Kenneth Shoemaker ha preso il caffè come fa tutte le mattine. Ma quella mattina il caffè ha un sapore strano. Dalla cucina il figlio diciassettenne Travis gli chiede cosa c'è che non va nel caffè. Kenneth gli dice dello strano gusto poi butta via tutto il caffè e ne fa un altro. Ma anche questo ha lo stesso sapore cattivo. Per tutto la mattinata Kenneth si sente strano e accusa una certa nausea, fino alle 13,30 quando per caso, sul letto del figlio, trova una lettera di quest'ultimo indirizzata alla fidanzata. La legge e rimane di sasso. Nella lettera il figlio dice alla fidanzata che odia talmente il padre e la matrigna che vorrebbe ucciderli e che ha intenzione di avvelenarli. Il povero Kenneth corre alla polizia e la polizia corre a scuola e arresta Travis. Nello zaino gli trovano una gran quantità di solvente per vernici e lo mettono sotto torchio. Travis confessa di aver effettivamente tentato di avvelenare il padre e, già che c'è, confessa anche di essere l'autore dell'incendio che lo scorso luglio aveva quasi distrutto la casa di famiglia. Con grande candore il ragazzo racconta di aver dato fuoco ad alcune tende e di aver atteso che si sollevasse una gran quantità di fumo prima di svegliare i familiari. Il ragazzo ha detto di aver fatto tutto questo perché non volevano comprargli un nuovo computer. L'incendio aveva causato 50.000 dollari di danni alla casa. Adesso il terribile diciassettenne è in carcere, perché nessuno, nemmeno i familiari, hanno voluto pagare la cauzione di 250.000 dollari per farlo uscire. L'accusa più grave è quella di tentato omicidio di primo grado. Se le storie hanno una morale, da questa si potrebbero dedurre due possibilità per i genitori: o cercano di capire un po' di più i problemi (a volte gravi) dei figli o comprano loro tutti i computer che vogliono. In caso contrario si corre il rischio di avere gradevolissime sorprese. Luciano Sposari |
Hacker innammorati La prima love story fra due hacker Lei si fa chiamare Gigabyte e si è fatta una certa fama scrivendo un bel virus per .Net di Microsoft. Lui invece si fa chiamare Nostalg1c e ha al suo attivo una violazione del sito della Casa Bianca. Come ognuno avrà capito, sono due hacker, ma a dimostrazione che anche gli hacker hanno un cuore, fra di loro è scoccata prepotentemente la scintilla dell'amore. Nemmeno a dirlo, si sono conosciuti in chat lo scorso maggio e hanno subito iniziato a condividere le loro conoscenze. Ma condividi oggi e condividi domani, si sa che la carne continua ad essere debole anche nell'era digitale e hanno finito per condividere qualcosa di più. Ed è così che sono diventati la prima coppia hacker, o per lo meno la prima di cui si abbia notizia. Una coppia diabolica? Una specie di Bonnie e Clyde in versione digitale, che useranno gli script invece del mitra?. Sembra di no: saranno, come è sempre stato da che mondo è mondo, una normalissima coppia di fidanzatini. Nostalg1c, infatti, ha dichiarato che da quando sta insieme a Gigabyte ha smesso di fare "serious hacking". E tutti e due hanno dichiarato che non stanno molto tempo al computer, perché hanno modi migliori per passare il tempo insieme! Non abbiamo nessun dubbio in proposito. Quindi ai due fidanzatini facciamo i nostri migliori auguri e aspettiamo con ansia il probabile arrivo di una nutrita prole di deliziosi hackerini, che probabilmente impareranno gli script C prima di imparare a dire "mamma" e "papà". Carmen Castillo |
| Diciassettenne accede a
dati segretissimi del Pentagono "Ma è un gioco da ragazzi", ha dichiarato il ragazzo austriaco che è riuscito a venire in possesso dei dati sui missili con testata atomica. Si chiama Markus Hirsch, è austriaco e ha 17 anni. Da qualche tempo vive da solo a Vienna in un appartamento e siccome non ha molti amici passa tutta la notte al computer navigando in Internet. Naviga oggi e naviga domani, alla fine è riuscito ad entrare in siti segretissimi del Pentagono, compresi quelli dove ci sono dettagli sui silos dei missili intercontinentali con testata nucleare. Dovrebbe essere assolutamente impossibile entrare in siti di quel tipo, specialmente dopo che l'amministrazione americana ha speso qualcosa come 7.000 milioni dollari per la sicurezza. Evidentemente non sono stati spesi molto bene tutti quei soldi: interrogato in proposito, Markus ha candidamente dichiarato che "entrare nei siti del Pentagono è un gioco da ragazzi". Come è entrato Markus, potrebbe entrare qualsiasi malintenzionato, terrorista o no, e avere ottime informazioni per eventuali attentati. E' il secondo episodio imbarazzante per il Pentagono, dopo che l'inglese John Cocker è riuscito, giorni fa, ad accedere alle immagini scattate dai satelliti spia. |
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