I siti complicati non fanno vendere Le societa' di vendite
on-line perdono moltissimi soldi per la scarsa semplicita' dei
loro siti
Lo aveva gia' detto la Forrester Research addirittura all'inizio
del 98: i due terzi dei compratori on-line non riuscivano
a comprare niente perche' i siti, mal progettati e troppo pesanti,
risultavano complicati, lenti e incomprensibili ed inducevano
i visitatori ad abbandonare l'idea di comprare prima di
aver concluso un qualsiasi acquisto. Ma gli investitori
hanno ignorato questo tipo di avvertimenti e hanno preferito
invece puntare piu' sulla pubblicita' che sulla cura e efficienza
dei siti di vendita. Un'altra societa' di ricerche, la Creative Good, in uno studio di qualche mese
fa, aveva stimato che le vendite on-line avrebbero potuto crescere
di ben 20 miliardi di dollari semplicemente curando di
piu' il disegno dei siti e la loro chiarezza e semplicita' d'uso.
La Byte Level Research aveva avvisato che le home pages troppo
pesanti e lente fanno perderere molti utenti; aveva anche suggerito
una misura accettabile per le home pages: 60 Kb. Mentre
la media sul Web supera di molto questa misura. Come
esempio per tutti citava Yahoo, la cui home page e' di
soli 37 Kb, e Lycos, di soli 30 Kb. Nonostante questo, le cose non sono cambiate molto
ed ecco le ultime allarmanti stime. Zona Research stima che si perdono 362
milioni di dollari al mese di vendite potenziali on-line
semplicemente perche' i visitatori non vogliono aspettare
il download di pagine pesanti. La Creative
Good, in una recente ricerca, afferma che le societa' di vendita
on-line stanno per perdere la bellezza di 14.700 milioni di
dollari nelle prossime feste di Natale se non migliorano
in maniera drastica i loro siti. Afferma inoltre che ben il 43%
di quelli che vorrebbero comprare on-line finiranno per non farlo
a causa dei soliti motivi: lentezza nel download, difficolta'
nel trovare i prodotti, complicate creazioni di accounts, inefficienti
e oscuri messaggi di errore. E' davvero incredibile
come le societa' di vendita on-line preferiscano spendere montagne
di soldi in pubblicita' (in televisione, sui giornali, sui manifesti)
quando, invece, basterebbe disegnare bene i siti per raddoppiare
le vendite! Torneremo presto sull'argomento con
un servizio speciale. Nel frattempo gli sviluppatori di pagine
web dovrebbero meditare sul fatto che pagine complicate non sono
solo anti-estetiche: fanno anche perdere fortune. |
La casalinga prende il posto
del "nerd" E gli internauti diventano pigri.
Quando si tratta di Internet le inchieste vanno sempre
prese con molta precauzione: niente e' piu' dinamico, sfuggente
e mutevole del popolo della rete. Ma questa ennesima
inchiesta propone spunti interessanti. Secondo uno studio dello
Yankee Group, negli Stati Uniti, un terzo
degli utenti internet hanno cominciato a collegarsi nell'ultimo
anno approfittando dei bassi prezzi dei computer e degli accessi
gratuiti e di questi il 60% sono donne e l'87% si collegano da
casa almeno una volta al giorno. In pratica Internet e' ormai
un accessorio casalingo come la lavatrice e la televisione. L'utente
medio non e' piu' quindi il giovane nerd tecnofilo, ma la casalinga.
E anche "surfare" a caso sta diventando un ricordo
del passato: sembra che la maggioranza degli utenti si collega
sempre alle stesse fonti e sempre per fare le stesse cose: inviare
e-mail, comprare e informarsi. Pigrizia o concretezza? Vedremo. |
Mondiale di scacchi in diretta
sul Web In
un sito la sfida fra Kasparov e Kramnick
Il mitico Garry Kasparov e il giovane
connazionale russo Vladimir Kramnick si sfidano per il campionato
mondiale di scacchi a partire dall'8 ottobre e fino al 4 novembre
a Londra. E la sfida non poteva non essere li'
dove la pubblicita' e il seguito e' garantito: on line sul Web. Collegandosi al sito BrainGames si possono osservare in diretta
tutte le partite, oltre a poter ovviamente accedere a tutte le
informazioni di contorno. Per quelli che si fossero
distratti negli ultimi anni, conviene ricordare che nessun umano
finora e' riuscito a battere Kasparov. Solo una macchina ha potuto
farlo: il poderoso computer Deep Blue nel '97, sucitando ai tempi
un coro di commenti sulla fine del predominio umano nel gioco
degli scacchi. Ma il giovane sfidante non sembra l'ultimo venuto:
chissa' che il David non faccia ancora una volta una sorpresa
al Golia di turno. |
Problemi con l'e-commerce? Ci
pensiamo noi Tutto
quello che vi serve per entrare con successo nell'e-commerce.
Chissa' quante volte l'umile internauta,
magari alle prese con il pagamento di una banale bolletta del
telefono, avra' pensato con un po' di invidia al mondo sfavillante
dell'e-commerce, con vertiginosi guadagni a sei o sette zeri
(in dollari). Avete la tentazione di fare anche voi il grande
passo, ma non sapete come fare? Niente paura: adesso c'e' un sito
che vi dice, in 18 passi, come entrare con successo nel mondo
dell'e-commerce.Collegatevi e seguite attentamente le istruzioni. Parola d'ordine: efficienza. Vi dicono subito che
non vogliono sprecare ne' il vostro tempo ne' il loro, quindi
passate subito al passo 2.
La prima cosa che vi serve e' una e-dentity aggressiva, un nome
adatto per la vostra impresa. A questo pensa il poderoso programma
Nametron 3000, il quale, usando un complesso sistema di algoritmi
che combina morfemi, fonemi e gigonemi, nel breve volgere di
un click vi trova il nome adatto: Similant.
Adesso che abbiamo il nome viene perfino consultato un gruppo
di opinione composto da una tipica famiglia americana: padre,
madre, figlio e figlia. Il padre commenta "fortemente orientato
al cliente", la madre "adatto ai miei bisogni",
la figlia "si preoccupa davvero dei clienti", il figlio
laconicamente commenta "globale!".
Ma non finisce qui. Il potente programma Image Bucket, nei passi
successivi, ci fornisce anche il logo, ovviamente pieno di curve
e svirgolamenti come si conviene ad un logo di successo, e uno
slogan efficace, formato da tre parole taglienti e impattanti:
Really.Really.Different.
Niente male! Ancora interviene il gruppo di opinione. Il padre:
"Rivoluzionario!"; la madre: "Orientato alla gente";
la figlia: "produce relazioni"; il figlio (sempre laconico):
"senza attriti".
Ma non e' tutto.Ci fanno un ultimo regalo: e-GADS (electronic
Growth and Demographic Solutions, crescita elettronica e soluzioni
demografiche), che poi sarebbe una specie di manuale di consigli
su come il perfetto e-impresario deve saper togliersi dai guai.
Alcuni esempi. Come usare acronimi per nascondere frasi senza
senso. Come perdere milioni di dollari ma facendo apparire questo
come un investimento nel futuro. Come farvi dare la vita dai
vostri dipendenti in cambio delle vostre (inutili) azioni.
Siamo alla fine, ed ecco la spiegazione: era tutto uno scherzo,
una satira feroce dell'e-comerce e dei suoi miti. Il sito e'
opera del gruppo 37signals e ci fornisce anche una serie di links
divertenti.
C'e' un tale abuso della fatidica "e" davanti ai nomi
(e-commerce, e-dentity, e-nough, e-bay, e-vil, e-sex, e-diot
etc.etc.) che qualcuno ha pensato di fondare la "Societa'
per la conservazione delle altre 25 lettere dell'alfabeto (inglese)".
Oppure divertitevi seguendo il link del gruppo estremista "The
anti-dot guerrillas". O se preferite seguite il link di
Buzz-word Bingo che promette "Vi addormentate ai meeting?
Qui abbiamo qualcosa per cambiare tutto questo!".
Buon divertimento e chissa' che dopo tanto intelligente divertimento
non sarete contenti di essere soltanto e semplicemente un normalissimo
internauta. |
Il tuo computer puo' combattere
l'AIDS L'idea
non e' nuova ma stavolta il fine e' decisamente piu' nobile e
forse piu' utile. Milioni di computer domestici
nel mondo sono per il 95% del tempo inutilizzati. Sommandoli
tutti, si arriva ad una gigantesca potenzialita' di calcolo sprecata. D'altra parte esistono alcuni enormi problemi computazionali
che richiedono appunto una enorme capacita' di calcolo. Perche'
non frammentare questi enormi problemi di calcolo in una miriade
di pezzettini e far eseguire ciascun ai computer domestici? (vedi
nostro articolo del 7 ottobre). Questa era l'idea della SETI@HOME, nel cui sito si puo' scaricare
uno screen saver, che, nei momenti di inattivita' del vostro
computer, si mette ad esaminare un poco dei dati di un radiotelescopio
alla ricerca di tracce di intelligenze extra-terresti. Se
cercare tracce di omini verdi vi sembra troppo frivolo, adesso
potete partecipare ad un programma di calcolo distribuito che
si propone di costruire il modello di molecole che potrebbero
contribuire a creare rimedi per l'AIDS: basta che vi collegate
al sito della Fight@HOME
e avrete la possibilita' di fare qualcosa per il progresso della
scienza. E senza rimetterci niente. |