21 ottobre 2000 - informatica e internet
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Editoriale
Ecologia dell'informazione

Adesso abbiamo anche i numeri dell'informazione che produciamo. E sono numeri impressionanti, come ci dice l'articolo a fianco
Ma ci serve davvero tutta questa informazione? In realta' tutto questo e' piu' simile ad un gigantesco "inquinamento da informazione", ad una contaminazione da dati nella quale rischiamo di perderci.
L'eccesso di informazione produce disinformazione per la difficolta' di trovare quello che ci serve in mezzo a un mare di cose che non ci servono.
Se vogliamo sopravvivere dobbiamo sviluppare una specie di ecologia dell'informazione, una capacita' individuale e collettiva di saper liberare l'informazione dagli eccessi, dai dati inutili e inquinanti.
Prima che arrivasse "l'era dell'informazione" informarsi significava "cercare le fonti" e il problema fondamentale era conquistarsi un accesso ad esse. Ora il problema e' invertito: sapersi informare correttamente significa "saper rifutare le fonti" d'informazione, saper eliminare il superfluo, avere occhio esercitato a trovare l'essenziale.
Sul Web, in particolare, l'efficacia (e l'eleganza) della semplicita' sembra un concetto dimenticato: predomina una specie di pessimo "cyber-barocco": spesso si ha la sensazione che "il fin dell'arte...(pardon...del Web!) sia la maraviglia", ottenuta con grafica pesante, effetti speciali di tutti i tipi, inutili esercizi acrobatici di programmazione che soddisfano piu' l'autostima dei programmatori che la nostra stima per loro.
Il tutto con produzione di un mare di bytes inutili.
Ma dove niente puo' l'estetica forse puo' il portafogli: adesso che si comincia a capire che tutto questo fa anche perdere soldi (vedi l'articolo sotto), chissa' le cose cambieranno!
Un mare di dati
La massa d'informazione prodotta dall'umanita'

Due studiosi dell'Universita' della California hanno provato a quantificare la massa di informazione prodotta dall'umanita' sotto forma di testo e immagini.
Abbiamo l'unita' di misura dell'informazione: il byte, equivalente ad un carattere. Ogni anno si producono 1,5 exabytes di informazione, pari a 1.500.000.000.000.000.000 di bytes. Come dire l'equivalente di 250 libri all'anno per ogni abitante del pianeta. Il tutto in forma di testi scritti e immagini. Produciamo 2700 foto al secondo. Solo di e-mail ne produciamo un milione di milioni: che equivale a 500 volte tutto il contenuto delle pagine Web. Se tutta questa informazione fosse messa in floppy disk, otterremmo una pila che e' 4 volte la distanza dalla Terra alla Luna: andata e ritorno.
I siti complicati non fanno vendere
Le societa' di vendite on-line perdono moltissimi soldi per la scarsa semplicita' dei loro siti

Lo aveva gia' detto la Forrester Research addirittura all'inizio del 98: i due terzi dei compratori on-line non riuscivano a comprare niente perche' i siti, mal progettati e troppo pesanti, risultavano complicati, lenti e incomprensibili ed inducevano i visitatori ad abbandonare l'idea di comprare prima di aver concluso un qualsiasi acquisto.
Ma gli investitori hanno ignorato questo tipo di avvertimenti e hanno preferito invece puntare piu' sulla pubblicita' che sulla cura e efficienza dei siti di vendita. Un'altra societa' di ricerche, la Creative Good, in uno studio di qualche mese fa, aveva stimato che le vendite on-line avrebbero potuto crescere di ben 20 miliardi di dollari semplicemente curando di piu' il disegno dei siti e la loro chiarezza e semplicita' d'uso. La Byte Level Research aveva avvisato che le home pages troppo pesanti e lente fanno perderere molti utenti; aveva anche suggerito una misura accettabile per le home pages: 60 Kb. Mentre la media sul Web supera di molto questa misura.
Come esempio per tutti citava Yahoo, la cui home page e' di soli 37 Kb, e Lycos, di soli 30 Kb.
Nonostante questo, le cose non sono cambiate molto ed ecco le ultime allarmanti stime.
Zona Research stima che si perdono 362 milioni di dollari al mese di vendite potenziali on-line semplicemente perche' i visitatori non vogliono aspettare il download di pagine pesanti.
La Creative Good, in una recente ricerca, afferma che le societa' di vendita on-line stanno per perdere la bellezza di 14.700 milioni di dollari nelle prossime feste di Natale se non migliorano in maniera drastica i loro siti. Afferma inoltre che ben il 43% di quelli che vorrebbero comprare on-line finiranno per non farlo a causa dei soliti motivi: lentezza nel download, difficolta' nel trovare i prodotti, complicate creazioni di accounts, inefficienti e oscuri messaggi di errore.
E' davvero incredibile come le societa' di vendita on-line preferiscano spendere montagne di soldi in pubblicita' (in televisione, sui giornali, sui manifesti) quando, invece, basterebbe disegnare bene i siti per raddoppiare le vendite!
Torneremo presto sull'argomento con un servizio speciale. Nel frattempo gli sviluppatori di pagine web dovrebbero meditare sul fatto che pagine complicate non sono solo anti-estetiche: fanno anche perdere fortune.
La casalinga prende il posto del "nerd"
E gli internauti diventano pigri.

Quando si tratta di Internet le inchieste vanno sempre prese con molta precauzione: niente e' piu' dinamico, sfuggente e mutevole del popolo della rete.
Ma questa ennesima inchiesta propone spunti interessanti. Secondo uno studio dello Yankee Group, negli Stati Uniti, un terzo degli utenti internet hanno cominciato a collegarsi nell'ultimo anno approfittando dei bassi prezzi dei computer e degli accessi gratuiti e di questi il 60% sono donne e l'87% si collegano da casa almeno una volta al giorno. In pratica Internet e' ormai un accessorio casalingo come la lavatrice e la televisione. L'utente medio non e' piu' quindi il giovane nerd tecnofilo, ma la casalinga. E anche "surfare" a caso sta diventando un ricordo del passato: sembra che la maggioranza degli utenti si collega sempre alle stesse fonti e sempre per fare le stesse cose: inviare e-mail, comprare e informarsi. Pigrizia o concretezza? Vedremo.
Mondiale di scacchi in diretta sul Web
In un sito la sfida fra Kasparov e Kramnick

Il mitico Garry Kasparov e il giovane connazionale russo Vladimir Kramnick si sfidano per il campionato mondiale di scacchi a partire dall'8 ottobre e fino al 4 novembre a Londra.
E la sfida non poteva non essere li' dove la pubblicita' e il seguito e' garantito: on line sul Web.
Collegandosi al sito BrainGames si possono osservare in diretta tutte le partite, oltre a poter ovviamente accedere a tutte le informazioni di contorno.
Per quelli che si fossero distratti negli ultimi anni, conviene ricordare che nessun umano finora e' riuscito a battere Kasparov. Solo una macchina ha potuto farlo: il poderoso computer Deep Blue nel '97, sucitando ai tempi un coro di commenti sulla fine del predominio umano nel gioco degli scacchi. Ma il giovane sfidante non sembra l'ultimo venuto: chissa' che il David non faccia ancora una volta una sorpresa al Golia di turno.
Problemi con l'e-commerce? Ci pensiamo noi
Tutto quello che vi serve per entrare con successo nell'e-commerce.

Chissa' quante volte l'umile internauta, magari alle prese con il pagamento di una banale bolletta del telefono, avra' pensato con un po' di invidia al mondo sfavillante dell'e-commerce, con vertiginosi guadagni a sei o sette zeri (in dollari). Avete la tentazione di fare anche voi il grande passo, ma non sapete come fare? Niente paura: adesso c'e' un sito che vi dice, in 18 passi, come entrare con successo nel mondo dell'e-commerce.Collegatevi e seguite attentamente le istruzioni.
Parola d'ordine: efficienza. Vi dicono subito che non vogliono sprecare ne' il vostro tempo ne' il loro, quindi passate subito al passo 2.
La prima cosa che vi serve e' una e-dentity aggressiva, un nome adatto per la vostra impresa. A questo pensa il poderoso programma Nametron 3000, il quale, usando un complesso sistema di algoritmi che combina morfemi, fonemi e gigonemi, nel breve volgere di un click vi trova il nome adatto: Similant.
Adesso che abbiamo il nome viene perfino consultato un gruppo di opinione composto da una tipica famiglia americana: padre, madre, figlio e figlia. Il padre commenta "fortemente orientato al cliente", la madre "adatto ai miei bisogni", la figlia "si preoccupa davvero dei clienti", il figlio laconicamente commenta "globale!".
Ma non finisce qui. Il potente programma Image Bucket, nei passi successivi, ci fornisce anche il logo, ovviamente pieno di curve e svirgolamenti come si conviene ad un logo di successo, e uno slogan efficace, formato da tre parole taglienti e impattanti: Really.Really.Different.
Niente male! Ancora interviene il gruppo di opinione. Il padre: "Rivoluzionario!"; la madre: "Orientato alla gente"; la figlia: "produce relazioni"; il figlio (sempre laconico): "senza attriti".
Ma non e' tutto.Ci fanno un ultimo regalo: e-GADS (electronic Growth and Demographic Solutions, crescita elettronica e soluzioni demografiche), che poi sarebbe una specie di manuale di consigli su come il perfetto e-impresario deve saper togliersi dai guai.
Alcuni esempi. Come usare acronimi per nascondere frasi senza senso. Come perdere milioni di dollari ma facendo apparire questo come un investimento nel futuro. Come farvi dare la vita dai vostri dipendenti in cambio delle vostre (inutili) azioni.
Siamo alla fine, ed ecco la spiegazione: era tutto uno scherzo, una satira feroce dell'e-comerce e dei suoi miti. Il sito e' opera del gruppo 37signals e ci fornisce anche una serie di links divertenti.
C'e' un tale abuso della fatidica "e" davanti ai nomi (e-commerce, e-dentity, e-nough, e-bay, e-vil, e-sex, e-diot etc.etc.) che qualcuno ha pensato di fondare la "Societa' per la conservazione delle altre 25 lettere dell'alfabeto (inglese)". Oppure divertitevi seguendo il link del gruppo estremista "The anti-dot guerrillas". O se preferite seguite il link di Buzz-word Bingo che promette "Vi addormentate ai meeting? Qui abbiamo qualcosa per cambiare tutto questo!".
Buon divertimento e chissa' che dopo tanto intelligente divertimento non sarete contenti di essere soltanto e semplicemente un normalissimo internauta.
Il tuo computer puo' combattere l'AIDS
L'idea non e' nuova ma stavolta il fine e' decisamente piu' nobile e forse piu' utile.
Milioni di computer domestici nel mondo sono per il 95% del tempo inutilizzati. Sommandoli tutti, si arriva ad una gigantesca potenzialita' di calcolo sprecata.
D'altra parte esistono alcuni enormi problemi computazionali che richiedono appunto una enorme capacita' di calcolo. Perche' non frammentare questi enormi problemi di calcolo in una miriade di pezzettini e far eseguire ciascun ai computer domestici? (vedi nostro articolo del 7 ottobre). Questa era l'idea della SETI@HOME, nel cui sito si puo' scaricare uno screen saver, che, nei momenti di inattivita' del vostro computer, si mette ad esaminare un poco dei dati di un radiotelescopio alla ricerca di tracce di intelligenze extra-terresti.
Se cercare tracce di omini verdi vi sembra troppo frivolo, adesso potete partecipare ad un programma di calcolo distribuito che si propone di costruire il modello di molecole che potrebbero contribuire a creare rimedi per l'AIDS: basta che vi collegate al sito della Fight@HOME e avrete la possibilita' di fare qualcosa per il progresso della scienza. E senza rimetterci niente.
22 ottobre  Ben detto, Bill! Ad una conferenza Bill Gates ha detto che non serve mandare computer e tecnologia per aiutare i popoli piu' poveri della terra. Hanno ben altri problemi: la salute, gli alimenti, l'alfabetizzazione. Questa volta siamo perfettamente d'accordo con lui e bisogna anche ricordare che da anni, attraverso la sua Fondazione, contribuisce generosamente alla cooperazione internazionale. Certo che anche questo e' pubblicita', ma e' un tipo di pubblicita' che ci piace.
22 ottobre  Sei sexy? Fatti giudicare su Internet! Se avete qualche dubbio sulla vostra bellezza ora potete farvi giudicare su Internet: basta inviare una vostra foto al sito "Am I hot or not". La vostra foto, e quella di tanti altri, sara' giudicata dai visitatori con un punteggio da 1 a 10. Scorrendo le foto e le medie ottenute, questo sito deve aver procurato non poche crisi di autostima: quindi pensateci bene prima di buttarvi in una avventura a meta' fra esibizionismo e (guardando molte foto) eccesso di ottimismo.
23 ottobre  Fusione fra giganti: la General Electric comprerebbe la Honeywell: secondo indiscrezioni provenienti da fonti ben informate, riportate da Associated Press e Wall Street Journal, la General Electric starebbe per comprare la Honeywell per la cifra di 44.000 milioni di dollari. Se si realizza l'accordo, si creerebbe una delle piu' grandi compagnie del mondo con attivita' nel campo delle materie plastiche, della chimica e dei prodotti aereospaziali. L'annuncio dovrebbe avvenire domenica o lunedi'.
24 ottobre  Il vizio di spiare: nonostante il divieto della Casa Bianca, tredici agenzie governative americane sarebbero state sorprese a registare le abitudini degli utenti dei loro siti. In almeno un caso sembra che addirittura cedevano queste informazioni, commercialmente preziose, a imprese private. Il Senatore Fred D. Thompson ha commentato: " Come puo' questa Amministrazione parlare di difendere la privacy quando le sue stesse agenzie mettono a rischio alcune delle piu' private informazioni del pubblico?". Gia', senatore, come si puo'? In Italia diciamo "faccia tosta" quando vogliamo essere gentili e un altro tipo di faccia quando non vogliamo esserlo. (fonte: Washington Post)


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