| n° 63 sabato 19 gennaio 2002 | numero arretrato |
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| E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet |
Secondo quanto riporta il quotidiano americano The
Washington Post, AOL Time Warner sarebbe in trattative
per acquistare Red Hat, una delle più note distribuzioni
di Linux. Da molto tempo il gigante americano dei media
cerca un'alternativa ai prodotti Microsoft e un eventuale
acquisto di Red Hat potrebbe rivelarsi come la più
opportuna soluzione per proporre un sistema operativo,
diverso da Windows, ai suoi 33 milioni di sottoscrittori
ai servizi Internet. |
| 2001: un "bagno di
sangue" per i venditori di computer Così ha commentato Gartner Dataquest la pubblicazione dei risultati dell'anno scorso. Cauto ottimismo per il 2002. I numeri pubblicati da Gartner Dataquest hanno una brutale evidenza: per la prima volta, dal 1985, le vendite di computer sono calate. E non di poco. Secondo la nota società di ricerche, nel 2001 sono stati venduti, in tutto il mondo, 128 milioni di computer, il 4,6% in meno rispetto all'anno precedente. Negli Stati Uniti il calo è stato dell'11%, a causa delle peggiori condizioni economiche. Leggermente migliore la situazione in Europa, ma non tanto da invertire la tendenza. E' il peggior risultato dal 1985, quando le vendite calarono del 2,3% con una drammatica caduta del 21,8% negli USA. Charles Smulders, di Gartner Dataquest, ha commentato i risultati affermando che il 2001 è stato un vero e proprio "bagno di sangue" per i venditori di computer. La situazione appare ancora più difficile se si considera che il calo è avvenuto in presenza di due fattori che avrebbero dovuto spingere in alto le vendite: l'uscita del nuovo sistema operativo Windows XP e la corsa feroce al ribasso dei prezzi fra Intel e AMD. Per quanto negativo sia il risultato del 2001, è tempo tuttavia di guardare al futuro. Nelle tante ombre non manca qualche luce. Intanto la situazione non sembra che tenda a diventare peggiore. Secondo gli analisti di Dataquest, non è prevedibile un miglioramento nella prima parte del 2002, ma nella seconda parte le vendite dovrebbe tornare a crescere in maniera sensibile. L'anno in corso dovrebbe chiudersi con un buon incremento delle vendite del 4%. Queste previsioni coincidono con l'opinione abbastanza diffusa che il peggio sia passato o stia per passare e che un'inversione di tendenza dovrebbe situarsi in qualche momento dell'anno in corso. |
Kazaa sospende il download In attesa della decisione della giustizia olandese. Kazaa, ha annunciato la sospensione del download del proprio software di condivisione di file in attesa che la giustizia olandese, il prossimo 31 gennaio, prenda una decisione in merito all'accusa di violazione del copyright. "Il download del software KaZaA Media Desktop è temporaneamente e volontariamente sospeso in attesa della decisione della Corte Olandese il 31 gennaio. Ci scusiamo per l'inconveniente", così dice un avviso messo in bell'evidenza nel sito del portale. Lo scorso novembre la giustizia olandese aveva ordinato a Kazaa di interrompere le operazioni di scambio di materiale protetto da diritto d'autore, con la minaccia di dover pagare 40.000 dollari al giorno di multa se non lo avesse fatto. L'ordine era ovviamente inconsistente, perché il sistema che adotta Kazaa è del tipo peer-to-peer: non esiste, a differenza del vecchio Napster, un server centrale su cui si accumulano i file e quindi non c'è niente da chiudere o interrompere. Sono direttamente gli utenti che operano fra di loro gli scambi senza alcun intervento diretto del produttore del software. Inoltre, gli avvocati di Kazaa avevano sostenuto l'ipotesi che la chiusura avrebbe messo il sito in una posizione insostenibile. Inizialmente Kazaa aveva ottenuto una sentenza favorevole quando aveva accusato Buma/Stemra, organizzazione olandese per i diritti d'autore, di non agire in buona fede. A sua volta, Buma/Stemra aveva accusato il portale di scambio e diffusione di materiale illegale. Forse per dimostrare buona volontà, adesso Kazaa blocca il download del software. Ovviamente lo scambio di file continua, perché è presumibile che gli oltre 27 milioni di utenti che hanno già scaricato il software continueranno nella loro attività di condivisione. L'episodio del portale olandese conferma la tendenza di un'estensione all'Europa della lotta delle major della musica alle attività di scambio libero e gratuito di file. Staremo a vedere con quali risultati. Carmen Castillo |
| Evviva!
Se n'è accorto anche lui! Bill Gates ammette che Microsoft deve curare la sicurezza dei propri prodotti Singolare ed inusuale epifania di Bill Gates, il quale arriva finalmente a capire quello che tutti sanno da anni: Microsoft deve curare di più la sicurezza dei propri prodotti. In un comunicato indirizzato a tutti i dipendenti Microsoft, Bill annuncia che è tempo che tutti prendano in seria considerazione il problema della sicurezza. Dice Bill: "In passato abbiamo reso il nostro software e i nostri servizi più attrattivi per gli utenti aggiungendo nuove caratteristiche e nuove funzioni. In questo campo abbiamo fatto un terrificante lavoro". Bill usa il termine "terrific" che in inglese ha un senso molto positivo, ma noi che siamo "politically incorrect" lo abbiamo tradotto con l'aggettivo "terrificante", perché è esattamente così che valutiamo il lavoro della Microsoft in questi anni. Comunque veniamo alla mirabolante scoperta del Grande Pensatore che prosegue dicendo: "...ma tutte queste grandi caratteristiche non serviranno a niente se gli utenti non si fidano del nostro software". Evviva! Finalmente avremo un Windows sicuro e senza buchi! Si accendono speranze nei nostri cuori inariditi da milioni di bug, schermi azzurri e tonnellate di vulnerabilità! La speranza diventa vero entusiasmo quando continuiamo a leggere le promesse di Bill: "Quindi adesso che dobbiamo affrontare la scelta fra aggiungere nuove caratteristiche e risolvere i problemi di sicurezza, siamo obbligati a scegliere la sicurezza". A questo punto abbiamo le lacrime agli occhi per l'entusiasmo. Bill Gates è cambiato, finalmente si è redento, la pecorella smarrita è tornata al gregge del software di qualità. Il Diavolo è diventato Santo. Ma commettiamo l'errore imperdonabile di non leggere fino in fondo il comunicato. Tutti gli entusiasmi crollano quando leggiamo più avanti: "Un buon esempio di tutto questo è il cambiamento che abbiamo fatto in Outlook per evitare i virus delle e-mail". A questo punto rimaniamo di stucco. Se è questa l'idea di un lavoro ben fatto in termini di sicurezza, allora significa che non cambierà proprio niente. Outlook è un raro esempio d'insicurezza, tanto che noi amiamo definirlo come un ottimo esempio di VTP (Virus Transfer Protocol). No, Bill Gates non è cambiato, è sempre lui come lo conosciamo da sempre. Parole vuote e fumo per continuare a rifilare software mal fatto a prezzi carissimi. Nella nostra immensa ingenuità, per un attimo avevamo davvero sperato. Giuseppe Laurenza |
| Un anno da dimenticare Cominciano ad arrivare i risultati del 2001 che delineano un quadro negativo. Con qualche eccezione e qualche imbarazzante silenzio. I risultati del 2001 sembrano altrettanti bollettini di guerra che segnano una disfatta dopo un'altra. Calano i profitti di Microsoft, che perlomeno continua a parlare di profitti. Anche se con qualche "mezza verità". Bill Gates si vanta di aver venduto 17 milioni di copie di Windows XP, ma dimentica di dire che la stragrande maggioranza di quelle copie le ha vendute ai produttori di computer, i quali sono ben lontani da aver venduto i loro prodotti agli utenti finali. Calano del 13%, rispetto all'analogo periodo del 2000, le entrate di IBM nel quarto trimestre, ma perlomeno sono andate bene le vendite di server Unix. Disastro (ampiamente atteso) in casa Yahoo, i cui incassi, nel quarto trimestre, sono scesi da 310,9 milioni di dollari nel 2000 a 188,9 milioni di dollari nel 2001, mentre le perdite nette arrivano a 8,7 milioni di dollari. Cade anche la testa del presidente di Yahoo Jeff Mallet, che ha annunciato le sue prossime dimissioni in aprile. Sun Microsystems, nonostante un leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente, ha annunciato una perdita netta di 99 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2001. Gli incassi dell'azienda nell'ultimo periodo del 2001 sono superiori del 9% rispetto al trimestre precedente, ma sono inferiori del 39% rispetto allo stesso periodo del 2000. In questo sconfortante panorama si segnala l'eccezione Compaq, che invece segnala buoni risultati nel quarto trimestre e l'innarrestabile eBay, che continua a registrare risultati ampiamente positivi. Mentre il quadro complessivo inizia a delinearsi, continua l'imbarazzante silenzio di Amazon. Per Internet, l'azienda di Jeff Bezos è un simbolo, la più significativa fra le net company. Per tutto l'anno scorso ha continuato a promettere che, dopo anni di perdite colossali, a fine 2001 sarebbero arrivati finalmente i profitti. Sono arrivati? Non si sa. Le ipotesi sono due. Forse il furbo Jeff ha già fatto i suoi conti e vedendo che sono buoni, se ne sta seduto sui risultati aspettando il momento più opportuno per divulgarli con squilli di tromba e rulli di tamburo agli investitori. Dopo tanti risultati negativi, i suoi eventuali buoni risultati lo farebbero apparire come il vero salvatore di Internet, con immaginabili conseguenze sulle quotazioni azionarie. Ma può anche essere che i risultati non siano buoni e che i profitti non ci siano: in tal caso sarebbe comprensibile il silenzio e l'imbarazzo di dover dare l'ennesima delusione ai suoi pazienti investitori. |
Sesso, Internet e
video-tape Un video con le prestazioni sessuali di una ex politica di Taiwan diventa un cult della Rete Internet può costruire improvvise notorietà e creare dal nulla famosi personaggi. Non sempre con il consenso dei protagonisti. E' esattamente quello che sta accadendo a Chu Mei-feng, una signora taiwanese che in passato si è interessata di politica e giornalismo. Il suo confidente Kuo Yu-lin le ha fatto un vero scherzo cinese: ha piazzato di nascosto una telecamera nella sua alcova e ha registrato 40 minuti di sesso sfrenato con un impresario sposato. Poi ha inviato la registrazione alla rivista "Scoop Weekly" e ovviamente è scoppiato lo scandalo. Fin qui niente di strano. Una normale storia di sesso e video-tape. Ma il fatto strano è che il video della calda signora è diventato in pochissimi giorni un vero "cult" della Rete! Nessuno la conosce, ma sembra che tutti vogliono vedere le sue prestazioni sessuali. Il video si trova su moltissimi siti, gratis o a pagamento, e sembra che stia addirittura minacciando i mitici video di Pamela Anderson, altra eroina della camera da letto. Il nome di Chu Mei-feng risulta addirittura al 45-esimo nelle parole più richieste di Lycos, superando termini come "Shakespeare" e "Euro" e solo 5 posizioni dopo "Napster" e solo 17 posizioni dopo "Osama Bin Laden". L'esuberante signora ha superato di slancio la fama di altre notorie signore procaci, come Christina Aguilera, che deve accontentarsi della 60-esima posizione. E' incredibile come Internet possa costruire in poco tempo la fama di persone assolutamente sconosciute, senza che nessuno abbia la minima idea di come e perché accada. Ma anche questo è il bello della Rete. Luciano Sposari |