| sabato 17 marzo 2001!______ __ __ ____ __ _ _ __numero arretrato |
| Su questo numero:
Editoriale: Il Nasdaq cade, ma internet no, di Giuseppe
Laurenza. Cronache dal Netstrike. Scelta difficile per il
patrono di internet. E se tornassimo a giocare a Tetris?
all'FBI il premio "Big Brother". Aste online:
attenzione! Squadra inglese vince con un attaccante
trovato in internet. AGGIORNAMENTI: 19 marzo: La Germania mette al bando la Microsoft 21 marzo: Le autorita' tedesche smentiscono, ma non troppo 22 marzo: Un altro notevole scrittore si addentra nella rete NOVITA' nella sezione "tutorial e speciali": tutorial con le istruzioni dettagliate per navigare nell'internet non ufficiale e lo speciale sul caso Napster. |
| EDITORIALE Il Nasdaq cade, ma internet no. di Giuseppe Laurenza Un anno fa (e sembra un secolo) il Nasdaq celebrava i trionfi indiscussi della new economy superando l'incredibile soglia del valore 5000. Un anno dopo, in questi giorni di inarrestabile caduta, celebra la fine delle illusioni scendendo sotto quota 2000. E fra queste due date, un anno fatto di continue discese di quotazioni, allarmi per la riduzione dei profitti, licenziamenti massicci, crisi severe dei giganti di internet e a volte loro chiusura. La parola "crisi" comincia a diffondersi e in molti si interrogano se internet sia davvero malata. Eppure internet continua a crescere: anzi nei primi tre mesi del 2001 e' cresciuta con un ritmo leggermente superiore a quello del precedente anno, sia come host che come utenti. Sembra un controsenso: internet cresce, ma l'economia che gravita attorno ad internet e' in crisi. In altre parole: i potenziali compratori ci sono e sono in crescita, ma non comprano. I motivi "tecnici" sono tanti e spesso vengono acutamente segnalati: segni di saturazione del mercato dei computers, euro debole e scarse vendite in Europa, rallentamento dell'economia americana che si avvita insieme alla crisi finanziaria giapponese. Ma forse ci si dimentica del motivo piu' semplice e banale che ci sia: se i compratori ci sono, ma non comprano, e' segno che non gradiscono quello che si offre loro. Forse ci si dimentica di questo semplice motivo perche' sarebbe scomodo ricordarlo e costringerebbe tutti ad un serio ripensamento. Noi non siamo analisti finanziari: siamo semplici utenti. E come tali dichiariamo chiaramente i nostri malumori di utenti stanchi di un certo modello di internet che si e' venuto imponendo. Ebbene si. Siamo stanchi di aste online, siamo stanchi di portali tutti uguali con le solite quotazioni in borsa in tempo piu' o meno reale, invio di messaggini sms e ultime notizie clonate da qualche agenzia di stampa. E siamo stanchi di perdere un'ora per comprare un libro online in siti difficili da navigare, lenti, e con i "javascript error" sempre in agguato e che ti costringono a ricominciare tutto da capo. E' molto semplice quanto banale: a noi utenti piace sempre meno quello che ci viene offerto. Certo non diciamo che e' solo questo il motivo. Diciamo solo che non e' giusto dare per scontata la validita' di quello che si offre e che sarebbe bene cominciare a ripensare l'offerta. Riempirla di contenuti validi, tenere presenti le reali esigenze degli utenti e non pensare solo ad internet come ad una elegante boutique, popolata solo da maniaci dell'sms, lettori approssimativi e granitici compratori online. E bisogna ripensare subito.La pazienza degli utenti non e' illimitata e alcuni potrebbero cominciare a pensare che stare online e' una noiosa perdita di tempo. E allora si che sarebbe davvero crisi. Invia un tuo commento a questo articolo |
Cronache dal Netstrike Incerti i risultati del Netstrike contro la Fineco, nel quadro delle proteste contro il Global Forum di Napoli "Ma siamo sicuri che almeno un disturbo lo facciamo? Mi sto allucinando vicino a 'sto cazzo di computer!" dice in chat uno dei partecipanti al Netstrike del 15 marzo contro la Fineco, con il dito incollato al CTRL e F5, per continuare a fare refresh. E ha ragione ad avere qualche dubbio: il sito tradequote.fineco.it risulta granitico e sembra che i net-scioperanti riescano solo a fargli il solletico. Ma in fondo quello che conta e' portare all'attenzione dei media il movimento di protesta contro la globalizzazione. E di attenzione i media gliene hanno dedicata abbastanza, se perfino un grande quotidiano di Buenos Aires ne da notizia. La protesta contro la globalizzazione scoppio', spontanea e imprevista, a Seattle nel 1999 durante la riunione del WTO e porto' all'attenzione del mondo l'esistenza di un movimento assai composito ed eterogeneo di opposizione alla politica economica mondiale, accusata di approfondire le differenze fra ricchi e poveri. Da allora, il "popolo di Seattle" ha seguito come un'ombra fedele tutti le grandi riunioni dei "padroni del mondo": il FMI, il Banco Mondiale, il G8. A Melbourne, a Praga, a Nizza, a Davos tutte le riunioni hanno avuto il loro contorno di proteste e scontri con la polizia. E internet ha sempre giocato un ruolo di primissimo piano nell'organizzazione della protesta: per informare, per comunicare, per confrontare idee e strategie e per fissare appuntamenti. E anche adesso, a Napoli, nel quadro del Global Forum dedicato all'informazione, il popolo di Seattle ha organizzato una forma di protesta. contro l'e-government. Ma questa volta ha adottato una forma, gia' sperimentata in passato, di cyber-protesta: il netstrike. Definito nel sito ospitato da Isole Nella Rete come "corteo telematico", consiste nell'organizzarsi e connettersi tutti insieme ad un certo sito nel tentativo di mandarlo in blocco sotto il peso dei tanti accessi simultanei. E come obiettivo era stato scelto il sito della Fineco, una societa' italiana scelta come simbolo del trading online. Dalle 15 alle 17 di giovedi' 15 marzo i partecipanti al "corteo telematico" hanno inondato di richieste di accesso il sito della Fineco, E intanto in una chat i vari Revolution, ManoNegra, MegaBug, Kombattin, Sciakallo, ReNero e tutti gli altri partecipanti alla protesta si scambiavano consigli, commenti, maledizioni contro i potenti e altre frasi colorite in liguaggio "internetese" e in un clima a meta' fra il goliardico e il politico. "Ho il dito infiammato dal refresh!" si lamenta un eroico partecipante. E un altro mette in guardia tutti: "Attenzione! ci stanno giornalisti e guardie in chat!" e un altro avvisa: "ragazzi vi ricordo che la polizia e' a uno sputo da quel server...non fate cazzate e ricordatevi che oggi loggano pure le mutande!" (cioe registrano scrupolosamente tutti gli accessi al server). Finche' uno trionfante annuncia "Fineco e' saltata!". Ma subito un altro lo disillude." Guarda che sei saltato tu!" e un altro aggiunge sconsolato "Non e' saltato niente! E' piu' su di tutti i nostri cazzi messi insieme!". E cosi' si avvia al termine il netstrike. Ma non del tutto senza risultati: i potenti della terra (forse) sono avvertiti, la stampa ne ha parlato e...per due ore si e' stati insieme a divertirsi, il che non e' poco. E arrivederci al prossimo "corteo telematico". Invia un tuo commento a questo articolo Leggi i commenti dei lettori |
| Scelta
difficile per il patrono di internet Sant'Isidoro di Siviglia e' ancora il candidato piu' accreditato, ma si fanno anche i nomi di San Paolo Apostolo e San Massimiliano Kolbe Come avevamo segnalato in un nostro precedente articolo, sembrava proprio che Sant'Isidoro di Siviglia fosse ormai sul punto di essere nominato Patrono di Internet e dei programmatori. Fonti vicine al Vaticano lo davano quasi per sicuro, tenendo conto della sua cultura enciclopedica e del fatto che aveva scritto, nel VII secolo, una grande opera che parlava un po' di tutto: arte, medicina, letteratura, agricoltura, guerra, lavori domestici. Insomma un precursore dei contenuti della rete. E invece altri autorevoli candidati si stanno imponendo all'attenzione. Che la Chiesa Cattolica sia molto interessata al fenomeno internet e' dimostrato dalle recenti dichiarazioni del Papa stesso, il quale ne ha apertamente incoraggiato l'uso. E quindi la scelta del patrono viene fatta con grande scrupolo, in quanto potrebbe riflettere l'opinione stessa che la Chiesa ha della rete o quale suo aspetto privilegia. La scelta dovrebbe essere fatta, o per lo meno proposta, dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni e in una intervista a Radio Vaticana, il Segretario del Consiglio, monsignor Pierfranco Pastore, ha detto che proprio in questi giorni si stanno esaminando le varie candidature. Il prelato ha aggiunto che tutte le segnalazioni delle diocesi sono state vagliate con molta cura e che, oltre a quella di Sant'Isidoro, si fa strada la candidatura di San Paolo Apostolo e di San Massimiliano Kolbe, per il suo impegno nel campo della stampa. Il prelato ha continuato ricordando che, oltre al patrono di internet, si cerca anche un patrono per il cinema. E che i due nuovi patroni dovrebbero essere affiancati a San Gabriele, patrono della radio, Santa Chiara, patrona della televisione e San Francesco di Sales, patrono della stampa. |
| E se tornassimo a giocare a
Tetris? Gratis online i vecchi video giochi che possono ancora divertire Fra i tanti giochi dell'ultima generazione con grafica super realista, non vi e' mai venuta la voglia di tornare a giocare al vecchio Tetris? O a Prince, per aiutare il giovane innammorato a salvare la bella Principessa, o con il fantastico Lemmins? E se li avete persi, niente paura: stanno tutti online e si scaricano gratis. Il sito AbandonGames e' un vero angolo dei ricordi, dove si possono trovare quasi 2000 giochi degli anni '80 e degli anni '90. Scaricarli e' completamente gratutito e la maggioranza dei giochi sono file molto piccoli e occupano pochissimo spazio nell'hard disk. Ma possono divertire tanto quanto i mega-giochi attuali. A causa della grande velocita' delle macchine attuali, alcuni giochi potrebbero rivelarsi troppo veloci, ma cio' non toglie che siano comunque attrattivi. E inoltre si raccomanda di giocarli inizializzando il computer in ambiente Dos, anche se alcuni funzionano semplicemente lanciandoli in una finestra Dos. Se poi qualche gioco dovesse risultare particolarmente complicato o qualche "livello" troppo difficile da superare ci sono anche pagine piene di trucchi e soluzioni che danno un aiuto in piu' e si rivelano ricche di suggerimenti per un gran numero di giochi. |
All'FBI il premio Big
Brother Campionato di nemici della privacy ("And the winner is...") L'FBI ha avuto quest'anno il poco inviadibile onore di capeggiare la lista di quelli che invadono la privacy in internet, aggiudicandosi il primo premio nel Terzo Concorso Annuale "Big Brother". Il titolo gliel'ha assegnato Privacy International, un'associazione per i diritti umani che, dal 1990, denuncia le attivita' di governi e organizzazioni che minacciano il diritto alla privacy. Nella categoria "Proposta piu' invasiva", il sistema di intercettazione di email Carvivore, dell'FBI americana, ha letteralmente sbaragliato il campo dei pur degni avversari L' "Organizzazione piu' invasiva" e' stata ChoicePoint. Il suo merito: una vendita massiccia di dati dei suoi utenti a polizia e imprese di marketing Fra le "Peggiori Amministrazioni Pubbliche" e' stata scelta la citta di Tampa (Florida), per aver spiato gli spettatori del Superbowl (la grande finale del football americano, lo spettacolo sportivo piu' di massa). E infine, con squilli di tromba, la ciliegina sulla torta dei premi: si e' premiata la costanza della National Security Agency (NSA, il servizio di spionaggio americano) nella categoria "Minaccia di tutta una vita", in altre parole un ambito riconoscimento alla "carriera". I meriti della NSA ormai li sanno tutti (perfino il Parlamento Europeo, il piu' lento ad accorgersene): gestione del sistema Echelon e ben 50 anni di onorata carriera dedita allo spionaggio. Meritano davvero un forte applauso! |
| Aste online: attenzione! Sembra che i piu' frequenti imbrogli in rete siano da mettere in relazione con le aste online. I due terzi degli imbrogli in rete sarebbero in relazione con le aste online: questo emerge da uno studio condotto dal National White Collar Crime Center in collaborazione con l'FBI, la polizia federale degli Stati Uniti. I risultati dello studio sono pubblicati sul sito Internet Fraud Complaint Center e sono basati sulle denunce inviate al sito stesso, da parte degli utenti, nel periodo dall' 8 maggio all' 8 novembre dello scorso anno. Il sito, nei sei mesi, ha ricevuto ben 37,5 milioni di visite, ma solo un 5% delle segnalazioni si sono rivelate fondate e si sono trasfomate in vere e proprie denunce. La grande maggioranza delle frodi consumate in internet coinvolge le aste online e, in media, ciascuna riguardava una somma di 233 dollari. Donald J. Rebovich, direttore delle ricerche, ha sottolineato che la frode piu' comune e' che gli acquirenti non ricevono quello per cui avevano pagato. Aggiunge inoltre che un buon consiglio per difendersi e' quello di accertarsi dell'identita' del venditore prima di effettuare acquisti e di usare una carta di credito, che di solito limita eventuali perdite per gli acquirenti. |
Squadra inglese vince con
un attaccante trovato in internet La modesta squadra inglese di calcio, il Wycombe Wanderers, ha trovato in internet l'attaccante che le ha consentito l'accessoalla finale della Coppa della Federazione Inglese. Non sapendo piu' cosa fare, di fronte ai malanni di ben 26 dei suoi giocatori, l'allenatore Lawrie Sanchez ha pubblicato un avviso su internet chiedendo un attaccante che gli consentisse di completare l'organico della squadra, il Wycombe Wanderers. Solo uno ha risposto: il ghanese Roy Essandoh, di 25 anni. Sabato scorso la squadra giocava per i quarti di finale della Coppa Inglese contro il Leicester City, di prima divisione; la partita stava sul pari e ad un certo punto l'allenatore ha fatto entrare, a pochi minuti dalla fine, proprio Essandoh, il quale nemmeno conosceva il nome dei compagni. Quando ormai si stavano giocando il recupero, il ghanese ha segnato il goal del trionfo , diventando cosi' l'eroe indiscusso della partita. Nemmeno il piu' ottimista dei tifosi del Wycombe avrebbe mai sognato di disputare la finale della Coppa Inglese contro il poderoso Liverpool, come invece accadra' il prossimo 8 aprile e per giunta per merito di un attaccante trovato in internet. Luciano Sposari |
| aggiornamenti |
| 19 marzo | La Germania mette al bando
la Microsoft. L'accusa e' pesantissima: secondo i vertici delle Forze Armate tedesche e del Ministero degli Esteri esiste la concreta possibilita' che il software della Microsoft possa davvero contenere un backdoor, cioe' un codice nascosto nei programmi per consentire ad estranei un accesso al computer che lo usa. Pertanto, secondo il governo tedesco, e' altamente possibile (se non certo) che dati riservatissimi e vitali per la sicurezza del paese possano finire direttamente ai servizi segreti americani, e, in particolare, alla famigerata NSA, l'agenzia di spionaggio americana gia' accusata di gestire Echelon, il sistema di sorveglianza globale di tutte le comunicazioni.. Quindi, come riporta l'autorevole giornale Der Spiegel, le autorita' tedesche si apprestano ad eliminare tutti i software della Microsoft nei settori particolarmente delicati. E non solo: per lo stesso motivo il ministero degli esteri tedesco ha anche bloccato un piano per mettere in piedi un sistema di video conferenza con le rappresentanze diplomatiche all'estero, in quanto, come si sono sarcasticamente espressi funzionari tedeschi, "tanto valeva mandare direttamente tutte le comunicazioni alla CIA". Del backdoor nei prodotti Microsoft se ne parla da tempo (si vedano nostri articoli precedenti) e le smentite della Microsoft non hanno mai convinto del tutto. Il problema nasce dal fatto che il codice dei prodotti Microsoft e' segreto e quindi nessuno puo' realmente controllare cosa ci sia dentro. Nel dubbio, sono gia' molti i governi che mettono al bando i prodotti Microsft e si rivolgono al software "open source", cioe', come ad esempio il Linux, al software il cui codice e' aperto e a disposizione di tutti. Questo consente di controllare cosa ci sia dentro. Cina, Israele, Danimarca e Francia sono i paesi che si sono mostrati piu' sensibili al problema. Qualche mese fa anche in Italia era stata promossa una petizione al Governo per mettere al bando il software della Microsoft, adducendo, fra gli altri, motivi analoghi a quelli segnalati dalle autorita' tedesche. Ma il caso della Germania e' diverso: mai era stato detto con tanta chiarezza e a un cosi' alto livello ufficiale e per giunta dalle massime autorita' di un paese alleato ed amico. Evidentemente la Germania ha buoni e fondati motivi per arrivare ad una decisione di tanta gravita'. |
| 21 marzo | Le autorita' tedesche
smentiscono, ma non troppo Le autorita' tedesche, rendendosi conto che le affermazioni riportate da Der Spiegel (vedi articolo sopra) avevano prodotto in gran rumore, si sono affrettate a smentire. Ma lo hanno fatto in maniera tanto impacciata da confermare i dubbi invece di dissiparli. Ad esempio hanno detto di aver sottoscritto un contratto con la Microsoft per la fornitura di software. Ma non hanno detto dove quel software sara' utilizzato. Men che mai hanno detto che si fidano ad usarlo in sistemi critici per la sicurezza nazionale. La Microsoft dal canto suo, naturalmente, smentisce affermando che la famosa "NSAKey" individuata nel codice del suo software e' solo una parola messa li' ingenuamente per ricordare che quel codice e' conforme alle regole della NSA e non e' certo un backdoor. Chi ci crede alzi la mano! |
| 22 marzo | Un altro notevole scrittore
si addentra nella rete Anche lo scrittore messicano Carlos Fuente si affaccia in Internet. Il suo nuovo romanzo "Instinto de Inez" ha un proprio sito web con 5 links: Argumento, Fragmento (come per lasciarci con la voglia di saperne di piu'), Entrevista (una conversazione con Ignacio Solares sugli ingredienti della novella), un gustoso Glosario (per sapere un po' di piu' su cose tanto diverse come Baudelaire, il Ponte di Mirabeu o La dannazione di Faust) y Autor (con galleria di foto, biografia, bibliografia, premi e critiche ricevute dal prolifico autore di "La región más transparente"). |