n° 66 sabato 9 febbraio 2002 numero arretrato
Su questo numero:


British Telecom rivendica il brevetto sui link
Vuoi programmi gratis? Allora aiuta a svilupparli
Germania: petizione contro Microsoft
Calcio: passione ed e-commerce
Navigando con il boss
I top del mese:
Raddoppiati nel 2001 i problemi di sicurezza di Internet
2001: un "bagno di sangue" per i venditori di computer
Evviva! Se n'è accorto anche lui!
AOL a caccia del pinguino?
Il Papa legittima Internet
I confini elettronici nella Rete
Logica da Far West
E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet
British Telecom rivendica il brevetto sui link
Tragicomica vicenda che evidenzia la malattia senile del sistema del copyright.

La notizia è di quelle che prima fanno ridere e poi lasciano increduli: British Telecom sostiene di aver brevettato il link e l'ipertesto nel lontano 1976 e adesso vuole il pagamento delle royalty per il loro uso.
A prima vista sembra una delle tante "bufale" della Rete, ma poi si viene a sapere che è una cosa molto seria e che BT ha iniziato a New York un procedimento giudiziario contro il provider americano Prodigy. Adesso sarà il giudice a decidere se la richiesta di BT è legittima.
Quella che sembrava una notizia ridicola può quindi trasformarsi in un vero e proprio incubo per Internet. Mettiamo il caso che il giudice di New York dia ragione a BT: cosa accadrebbe? Accadrebbe che dovremmo pagare un tanto per ogni click che facciamo in Rete. Se davvero accadesse questo, BT guadagnerebbe cifre astronomiche ma probabilmente per poco tempo, perché un fatto del genere creerebbe inimmaginabili problemi per la Rete (e non solo).
Alcuni anni fa Compuserve tentò un'operazione simile: ad un certo punto minacciò di chiedere le royalty sul formato GIF, ma la minaccia evaporò al suono delle risate di tutto il mondo dell'informatica e mai più fu riproposto. Probabilmente anche adesso accadrà qualcosa di simile e fra qualche mese nemmeno ci ricorderemo più di questa incredibile richiesta di British Telecom.
Di serio, in questa vicenda, ci sta solo una cosa: un'altra chiara evidenza che il sistema dei brevetti e del copyright non funziona più. Nato all'inizio del secolo scorso per difendere (giustamente) la proprietà intellettuale, ha svolto dignitosamente il suo compito per moltissimi anni. Ma non ha retto all'impatto dell'informatica e di Internet.
Da qualche anno ha dimostrato tutti i suoi limiti e la sua assoluta inadeguatezza ai nuovi problemi posti dalle recenti tecnologie. Uno strumento vecchio che, dopo anni di onorato servizio, dovrebbe essere mandato in pensione per evitargli ridicole figuracce senili come questa di British Telecom.
Vuoi programmi gratis? Allora aiuta a svilupparli
Il creatore di Ad-Aware, il noto programma gratuito che toglie dal computer gli spyware, cerca volontari che lo aiutino a migliorare il software.

Ormai gli spyware sono dappertutto. Questi piccoli, invadenti programmini vengono inclusi, a volte senza nessuna avvertenza, nei programmi gratuiti che si scaricano a decine dalla Rete. Si istallano nel nostro computer e mandano informazioni su cosa facciamo in Rete e su quali sono le nostre preferenze. I risultati vengono utilizzati a scopi commerciali per mettere in piedi campagne pubblicitarie.
Molti li ritengono un'indecorosa violazione per la privacy degli utenti. Altri pensano che sia il prezzo, nascosto, che bisogna pagare per avere i programmi gratis. In ogni caso sono fastidiosi, rallentano la connessione e a volte creano problemi alla già precaria stabilità di Windows.
Il programma Ad-Aware della società tedesca
LavaSoft promette di scovarli ed eliminarli tutti dal nostro computer. Si scarica liberamente in Rete e sembra che stia avendo un grande successo: 3 milioni di download della versione gratuita. Una versione maggiore costa solo 15 dollari. Ad-Aware è in grado di scovare spyware come Alexa, Aureate, Comet Cursor, Gator, TimeSink, Webhancer e altri.
Qualche tempo fa ha scoperto che un'innocente impostazione del registro di Windows era un potenziale spyware. Molti utenti che hanno provato a rimuovere questa impostazione hanno riportato che il sistema diventa instabile, il che significa che deve per forza rimanere dove sta.
Pochi giorni dopo questa scoperta, l'autore del software, con un messaggio in un newsgroup, chiede aiuto agli utenti. Gli spyware crescono moltissimo e la fretta con cui viene aggiornato Ad-Aware ha creato qualche problema con la qualità del programma. L'autore quindi ha deciso di chiedere la collaborazione di volontari non pagati per il beta test del software, per la ricerca e per il supporto dei clienti.
Un fatto certamente inconsueto che poteva nascere solo nel clima di collaborazione creato da Internet. Sembra, infatti, la nascita di una nuova forma di pagamento del software: aiutami a svilupparlo e lo avrai gratis.

Carmen Castillo
Germania: petizione contro Microsoft
Molte ed importanti adesioni all'iniziativa che chiede al Bundestag l'adozione del free software nella pubblica amministrazione in sostituzione dei prodotti Microsoft.

Non è la solita richiesta di pochi sostenitori ad oltranza del free software quella che è arrivata al Bundestag (il Parlamento tedesco) nei giorni scorsi. E'
una petizione che in pochi giorni ha raggiunto oltre 20.000 adesioni e soprattutto è firmata anche da molti parlamentari tedeschi, cioè proprio da quelli che dovranno prendere una decisione in merito.
Le premesse della petizione sono note: l'amministrazione pubblica di molti paesi usa quasi esclusivamente prodotti Microsoft, cioè un software proprietario di cui non si conosce il contenuto. Dentro, almeno in teoria, ci potrebbe essere di tutto. Compresa la famosa NSAKey di cui si vocifera da molto tempo: un blocco di codice che, secondo accuse non provate, sarebbe destinato ad inviare informazioni alle agenzie di spionaggio americane.
Le richieste della petizione sono semplici: abbandonare Windows ed adottare il free software come Linux, il cui codice è aperto e controllabile da chiunque. E tutto questo per "assicurare la competizione economica, promuovere il potenziale creativo, assicurare un mercato aperto e generalmente rimettere l'accento sugli aspetti democratici della società tedesca...", dice la petizione.
Forse è stato proprio quell'accenno agli aspetti "democratici" messi in forse dall'uso di Windows a far arrabbiare la Microsoft. Il proconsole di Bill Gates in Germania, Kurt Sibold, presidente di Microsoft Germania, ha commentato, con molta irritazione, che "l'open source non è di per sé una garanzia di libera competizione". E più avanti rimanda al mittente l'accusa di scarsa democraticità affermando che la campagna è "una discriminazione contro i nostri [di Microsft, NdR] prodotti e servizi che vengono presentati come non democratici e come un ostacolo per la democrazia".
Ma è proprio della democrazia che si preoccupa Microsoft? Improbabile. Quello che la preoccupa davvero sono gli immensi guadagni che le derivano dalla vendita di prodotti alle amministrazioni governative di tutto il mondo. Se l'iniziativa tedesca dovesse davvero avere un seguito, sarebbero guai grossi per Microsoft.


Giuseppe Laurenza
Calcio: passione ed e-commerce
Il mercato del calcio scopre il commercio elettronico.

Si sa che il calcio è lo sport più popolare del mondo e quello che muove maggiori interessi economici. E se si tratta di muovere soldi, Internet non poteva rimanerne fuori. Per questo, Sports Internet Factory, un'impresa non nuova ad iniziative di questo tipo, ha creato
MercaFutbol, un portale che ha l'ambizione di essere un punto d'incontro per tutti quelli che fanno parte del mercato del calcio: giocatori, dirigenti, allenatori, agenti e intermediari.
Mercafutbol ritiene di essere "il primo mercato di giocatori di calcio in Internet", ma non è così, visto che all'inizio di quest'anno c'è già stato un tentativo (infruttuoso) di mettere in piedi un'iniziativa simile. In realtà sembra molto difficile che i dirigenti dei grandi club si mettano davvero a cercare in Rete i giocatori da comprare.
Il portale è diviso in due mercati. Da un lato quello professionale, composto da agenti FIFA, giocatori, dirigenti di club, allenatori etc. Dall'altro, quello per dilettanti, formato da giocatori, allenatori e squadre che non fanno parte del calcio professionale.
La società afferma che più di cento agenti FIFA e intermediari di vari paesi come Spagna, Italia, Argentina, Messico, Russia, Croazia e Olanda hanno manifestato la loro disponibilità a partecipare al progetto. Inoltre, nella prima settimana di funzionamento del sito, più di quaranta agenti sarebbero stati inclusi nel mercato.
I profitti della parte professionale di MercaFutbol verranno dagli utenti, che pagheranno per i contatti realizzati e non per il buono o cattivo esito delle operazioni di trasferimento dei giocatori. Prossimamente verranno offerti servizi informativi sui giocatori (realizzati da Joan Valls), statistiche professionali (accordo con GecaSport), consulenza sportiva online e organizzazione di tornei amichevoli.


Luciano Sposari
Navigando con il boss
Quali sono i siti preferiti degli alti dirigenti aziendali e dei politici?

La rivista Forbes ha chiesto a politici e alti dirigenti aziendali quali siano i loro siti preferiti.
L'inchiesta riguarda ovviamente personaggi importanti americani, ma riteniamo che in fondo tutti i VIP del mondo si assomiglino e quindi può essere interessante sapere dove navigano i Boss.
Ovviamente non aspettatevi che vadano sui siti dove si affollano i comuni mortali: il Boss non chatta, non visita il sito di Pamela Anderson e non "posta" messaggi in newsgroup molto poco "politically correct".
E cosa fa in Rete il Boss? Nemmeno a dirlo visita i siti di macchine e moto di lusso: BMW e Harley Davidson. E per darsi una spruzzatina "liberal" (che potremmo tradurre con "radical-chic"), dice di sentirsi come Peter Fonda in "Easy rider".
Altri vogliono apparire più seri e citano siti dedicati all'educazione, alla medicina, alla storia e all'infanzia (un pensierino alle mamme e ai papà elettori non guasta mai). Qualcuno, inguaribile romantico, cita un sito di accordi per chitarra e un altro, inguaribile sportivo, cita il sito della Lega Canadese di Football.
Ovviamente i siti più visitati sono quelli governativi e quelli a tema economico. Il Boss pensa al lavoro, innanzitutto!
Ma saranno poi vere le risposte che danno? A dire la verità sembrano risposte date pensando più alla propria immagine pubblica che ai propri veri interessi.
Quindi non ci si deve illudere troppo: abbiamo il sospetto che sia ancora possibile avere l'imbarazzante disavventura di imbattersi nel proprio Mega Dirigente durante una surfatina per siti poco raccomandabili.