|
|
7 ottobre 2000 - informatica e internet |
| home _informatica e internet _arretrati _tutorial e speciali per contattarci | |
| numero arretrato___________________ |
|
E l'hacker diventa statale. Autorevoli parlamentari italiani propongono di "hackerare" i siti pedofili. Italia, terra di artisti e quindi terra di tanta fantasia. E tanta fantasia hanno avuto alcuni autorevoli parlamentari italiani, proponendo di bombardare con virus i siti pedofili fino ad oscurarli se non possono essere chiusi con la legge. Alcuni giorni fa aveva suscitato molto scalpore e indignazione la scoperta in italia di un grosso commercio di video pedofili. Le indagini avevano portato ad individuare in Russia la produzione dei video e sempre in Russia era stato individuato il sito dove i video erano venduti. I giudici italiani si erano affrettati a chiedere ai colleghi russi di chiudere il sito, ma in Russia erano distratti e il sito ha continuato, anzi, come ulteriore sfida, aveva messo online alcuni video gratis. Che fare di fronte all'impotenza della giustizia italiana? Da qui la proposta di alcuni parlamentari di approvare una legge per cui sia consentito legalmente di bombardare con virus, fino all'oscuramento, i siti pedofili. La singolare proposta e' stata autorevolmente appoggiata anche dalla sig.ra Turco, ministro della Solidarieta' Sociale. |
La "napsterizzazione"
di internet La cooperazione volontaria cresce ed evolve verso forme nuove con inaspettati risultati. A parte il dibattito sul diritto di autore, il caso Napster puo' essere considerato emblematico della evoluzione di internet verso forme nuove di cooperazione volontaria con risultati sorprendenti.Come si ricordera', Napster e' un sito dove gli utenti di internet metto in comune e scambiano i file musicali in formato mp3, consentendo cosi' la realizzazione di una formidabile biblioteca musicale. Internet e' il luogo ideale per riunire risorse: la sua diffusione, velocita', facilita' di contatti favoriscono la realizzazione di obiettivi grandi e complessi semplicemente attraverso la cooperazione volontaria di moltissime persone. Durante il recente convegno di Praga, i contestatori dell'incontro sono riusciti a mettere in piedi un sito di informazione indipendente degno delle migliori agenzie di stampa e spesso piu' efficiente e rapido: e questo lo si e' ottenuto semplicemente sommando il contributo volontario di giornalisti indipendenti che spesso non erano altro che gli stessi partecipanti alla protesta. E tutto questo si aggiunge ai ben noti casi di "programmazione collettiva", come per esempio il fenomeno Linux. Per non parlare poi della grande "elaborazione collettiva" di notizie che si realizza attraverso i vari canali di news. Ma qualcuno ha cominciato a pensare di andare ancora piu' avanti. Se si considera che nei soli Stati Uniti esistono 70 milioni di computer casalinghi e che mediamente questi rimangono spenti per il 95% del tempo, si ha un'idea di quanta potenza di calcolo sia non utilizzata e sprecata: da qui l'idea di utilizzarla in qualche modo. L'idea e' in apparenza semplice: esistono alcuni importanti problemi la cui soluzione richiederebbe un computer gigantesco e quindi costosissimo. Non e' possibile invece frammentare il gigantesco problema in moltissimi pezzettini di calcolo e far eseguire ciascun pezzettino a qualche computer domestico? In pratica, su base volontaria, ciascuno di noi puo' farsi carico di calcolare una piccolissima parte del problema generale: unendo le parti si ottiene lo stesso effetto che si sarebbe ottenuto con un super-computer: e tutto senza spendere una lira. Uno dei primi ad usare il "distributed computering" e' stata SETI@home, una societa' senza scopo di lucro che si interessa di trovare qualche segno di intelligenza nello spazio.. Piu' di due milioni di computer casalinghi in 226 paesi stanno esaminando la immensa mole di dati proveniente dal piu' grande radiotelescopio del mondo. Il programma distribuito dalla societa' e' nient'altro che uno screen saver: quando il computer e' inattivo e si innesca lo screen saver, senza che l'utente intervenga, il programma carica un po' di dati del radiotelescopio e li analizza. Cosi' un po' per uno e un po' alla volta si sta esaminando una gigantesca mole di dati senza spendere un solo dollaro! La stessa societa' sta cercando una maniera per riuscire a coordinare e utilizzare in maniera piu' efficiente i tempi di inattivita' dei computer domestici e dedicarli a grandi progetti come ad esempio l'analisi del genoma umano, l'analisi di complicatissimi modelli del clima sulla terra, o l'analisi della grande massa di dati provenienti dalle osservazioni astronomiche. Garantiscono che la cooperazione di moltissimì piccoli computer domestici equivale ad un gigantesco computer della IBM del costo di 150 milioni! Come si vede il concetto di cooperazione sta superando i limiti che conoscevamo , evolvendo verso forme nuove e impensate che fortunatamente rafforzano e consolidano il meraviglioso aspetto di "societa' collettiva" di internet. |
|
ODISSEA WINDOWS Window Media Player 7 manda in crash Outlook. Ci risiamo. Altro bug di Windows. Chissa' se esiste qualcuno che sta tenendo il conto dei bugs di Windows. Sarebbe un'impresa titanica e forse impossibile. Adesso tocca a Windows Media Player 7, il quale, in determinate condizioni, non difficili da verificarsi, puo' mandare in crash il programma di posta Outlook. Conseguenze? Due. Una (purtroppo) abituale per Windows: si deve resettare tutto. Lo sappiamo: state sorridendo amaramente pensando: e dove sta la novita'? resettare e' lo sport piu' frequente degli utenti Windows! No, un momento. Ci puo' anche essere perdita di dati in maniera consistente, per cui i piu' diligenti e pazienti utenti possono affrettarsi a scaricare la solita patch sul sito Microsoft Quelli che sono interessati agli aspetti tecnici della faccenda possono visitare il sito della Underground Security System Research, dove, con dovizia di particolari, vi parleranno del codice OCX che interferisce con tutti i testi in formato RTF. Ma qualche volta il caro zio Bill arrosice di vergogna? Sbrigati, Microsoft! Lunedi' scorso la Microsoft aveva praticamente chiesto altri sei mesi di tempo per preparare il suo rapporto nella causa di appello per violazione delle leggi antitrust. Sperava cosi' di allungare i tempi del processo e continuare a vendere indisturbarbata il suo sistema operativo cosi' come e'. Ma il Governo non ci sta e attraverso il DOJ (Dipartimento di giustizia) fa sapere che questo ritardo e' ingiustificato e ha chiesto un calendario molto piu' breve per arrivare alla sentenza di appello. Se la Microsoft e il DOJ non si mettono d'accordo sui tempi, sara' il giudice che decidera' in maniera indipendente entro i primi di ottobre. |
Spia lo scrittore Uno scrittore si esibisce in diretta sul web E adesso possiamo anche spiare dietro le spalle di uno scrittore e vedere in diretta come nasce la sua opera, carattere dopo carattere, parola dopo parola, correzioni e ripensamenti inclusi! Che la fantasia sia una ovvia dote degli scrittori tutti lo sanno, ma che arrivasse fino a questo punto davvero davvero pochi se lo aspettavano! Dopo S. King, che sta pubblicando on line, capitolo dopo capitolo, un suo nuovo romanzo (strappandosi i capelli perche' i lettori scaricano i capitoli ma si dimenticano di inviare il dollaro di ricompensa), dopo Forsyth, che da in pasto on line tutto un romanzo, evitandoci la pena del capitolo dopo capitolo....adesso arriva lo "scrittore esibizionista" e, ovviamente, trova immediatamente un gran numero di "lettori voyer" disposti a spiarlo durante lo "sforzo artistico". Lo scrittore in questione e' Mario Prata, brasiliano.Sul suo sito, a determinate ore di determinati giorni, lo si puo' vedere in diretta mentre scrive il suo romanzo: non solo lo si puo' vedere tramite una webcam (il che non sarebbe nuovo) ma si puo' anche vedere, carattere dopo carattere come nasce il suo scritto. Si vede lo scritto avanzare, si vedono le correzioni, i ripensamenti.A dire il vero siamo perplessi: nell'immaginario popolare lo scrittore sta chiuso in qualche soffitta bohemienne o in qualche intimo studio a combattere la solitaria battaglia con la propria ispirazione artistica. Davvero non ce lo aspettavamo davanti ad una webcam a soddisfare la fame di voyeurismo di internauti stanchi del solito video di Pamela Anderson e ormai sazi e stufati dalla incredibile abbondanza di tette sul web. Anche il voyeurismo cerca ormai alternative nuove e piu' stimolanti! Chissa' che anche questo non serva al progresso di internet. |
|
|
|
|
Napster in vendita? Secondo notizie non ufficiali, due ISP sarebbero in trattative per acquistare Napster. Una eventuale vendita potrebbe portare come conseguenza che cessi di essere gratis. Non ci sono ne' conferme ne' smentite ufficiali. Secondo Media Metrix, Napster sarebbe il sito che ha avuto maggiori incrementi nella storia di internet: sarebbe passato da 1,1 milione di utenti in febbraio a 6,7 milioni di utenti in agosto | ||
|
|
Altri guai per la fusione AOL-Time Warner Il presidente della commissione Giustizia del Senato americano ha informato l'Antitrust che la fusione fra le due aziende potrebbe minare la libera concorrenza. Dopo il sostanziale fallimento della fusione di AOL e Time Warner con Emi, adesso sembra che possa essere messa in dubbio anche la fusione dei due colossi. | ||
|
|
I nove comandamenti dell'FBI Dopo i ripetuti attacchi a server commerciali
e a server governativi, e dopo aver constatato che il 48% degli
studenti pensa che siano legittimi gli atti di pirateria informatica,il
Dipartimento di Giustizia americano, in collaborazione con la
ITAA (Information
Technology Association of America), ha ritenuto che fosse arrivato
il momento di un vasto programma di cyber-etica (Cybercitizen Partnership program), con lo
scopo di diffondere i principi di un corretto comportamento informatico.
E l'FBI dovrebbe
essere la prescelta a diffondere fra le giovani generazioni i
nuovi comandamenti informatici. Uno: non entrare nei server,
due: non copiare il software commerciale, tre: non condividere
gratis gli mp3 (su Napster?)...etc. Perche' 9 comandamenti? Perche' abbiamo l'impressione che l'FBI possa dimenticare (volutamente?) il decimo comandamento: non spiare le e-mail. |
||