| n° 72 sabato 6 aprile 2002 | numero arretrato |
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| E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet |
| Tre mesi di galera per chi
gioca a Tetris Per risolvere la piaga del gioco d'azzardo illegale, il governo greco vuole mettere fuori legge tutti i video giochi, anche i più innocenti. Perfino giocare l'innocentissimo Tetris potrebbe costare assai caro in Grecia, se passerà la proposta di legge che intende mettere fuorilegge qualsiasi videogioco. L'incredibile iniziativa proviene dal governo in carica, che ha deciso di adottare questo drastico provvedimento per cercare di migliorare la propria immagine, offuscata da una serie di scandali, in vista delle prossime elezioni di ottobre. Il gioco d'azzardo è molto popolare in Grecia, tanto che questo paese risulta essere, fra i 15 dell'Unione Europea, quello dove è più praticato e seguito. Una serie di scandali, legati al gioco d'azzardo, ha coinvolto il mondo politico ellenico, fino all'ultimo che ha visto implicati una serie di funzionari del Partito Socialista al potere. Tutti questi scandali rischiavano di offuscare l'immagine del governo e del gruppo dirigente. Il Primo Ministro, Costas Simitis, ha allora pensato che era ora di mettere fine a tutto ciò e ha convocato un gruppo di esperti legali, della finanza e della sicurezza informatica per formulare una proposta di legge che metta fine al gioco illegale. Ma come sempre accade quando si imbocca la strada dei divieti indiscriminati, nel sacco delle attività proibite e illegali sono stati infilati tutti i videogiochi, d'azzardo o no, pericolosi o no, innocenti o no. Insomma, anche il ragazzino che gioca a Tetris sarà un fuorilegge. In Grecia il gioco d'azzardo è proibito al di fuori dei luoghi espressamente autorizzati. Negli ultimi mesi sono state arrestate più di 750 persone per aver messo in giro slot machines illegali. Si calcola che siano almeno 200.000 le macchinette mangia soldi illegali diffuse in tutta la Grecia. Ma ad un problema reale si cerca di dare una risposta assolutamente irrealistica, vietando qualsiasi gioco elettronico, Tetris e Pac Man compresi. Perfino qualche rappresentante del governo si è dichiarato molto scettico sull'efficacia della proposta che viene definita "un'operazione cosmetica" a fini elettorali. Mentre il governo pensa ad improbabili leggi draconiane, i gestori del gioco illegale stanno correndo velocemente ai ripari, sostituendo le slot machines con più sicuri computer e mettendo in piedi tutta una rete clandestina del gioco d'azzardo. Insomma si rischia davvero il ridicolo: che il gioco d'azzardo continuerà tranquillamente e magari finirà nei guai qualche appassionato di Pac Man o Tetris. Senza contare che probabilmente nascerà una nuova forma di criminalità organizzata: contrabbando dischetti con Tetris e Pac Man in Grecia. |
Affitasi hacker a prezzi
modici Per una cifra che parte da 850 dollari, un gruppo di hacker promette di poter violare qualsiasi computer aziendale o scolastico. Brutti voti a scuola? Studiare di più è la soluzione più semplice ma un'altra soluzione potrebbe essere quella di prendere in affitto un gruppo di hacker di Chicago, i quali, per un compenso che parte da 850 dollari, promettono di poter violare qualsiasi computer scolastico e cambiare i brutti voti. Scuole elementari, superiori o università: non importa che tipo di scuola, loro giurano di poter entrare dappertutto. E non solo nelle scuole: per soldi, si dichiarano disposti ad entrare nei computer di aziende, organizzazioni governative o della pubblica amministrazione. Il gruppo, noto anche come BAH (Be a Hacker), ha un sito web e dichiara di avere circa 15 "dipendenti" agli ordini del ventitreenne Akbar "Andy" Hooda, un tipo che dichiara di essere anche il proprietario della "società" insieme con un altro misterioso "partner". Un bel banner pubblicitario nel sito dichiara: "Got bad grades in college/high school? We can change them! Want passwords? We will get them! Rent-a-hacker. Will do the job. Reasonable prices", "Hai preso brutti voti nelle superiori o all'università? Noi possiamo cambiarli! Vuoi le password? Noi ce le procuriamo! Affitta un hacker. Noi faremo il lavoro. Prezzi ragionevoli". In un breve lampo di onestà, un avviso avverte che per entrare in un sito scolastico occorre versare un anticipo di 799 dollari. Se la violazione ha successo, occorre pagare l'intera somma di 2100 dollari. Per procurare una password di AOL, Hotmail o Yahoo il prezzo è proprio stracciato: solo 399 dollari, ma si sa che Hotmail non brilla certo per sicurezza! Ovviamente il sito si rifiuta di rivelare chi siano i propri clienti, anche se vanta di averne molti. Probabilmente l'iniziativa è solo una specie di mezza spacconata di qualche "lamer" o di qualche gruppo di "script kiddie" o ingenui ragazzini che credono di poter fare un uso imprenditoriale di qualche "tool" rubacchiato in Internet. Se davvero facessero quello che promettono, andrebbero incontro alle pesantissime sanzioni previste in America contro i crimini informatici. E con i tempi che corrono, non ci sarebbe certo da stare allegri. Tutto sommato, il modo migliore (e più economico) per prendere buoni voti è ancora quello di studiare. Carmen Castillo |
| Disco verde per il biochip
impiantabile Il governo americano concede il via libera al chip che può essere impiantato sotto la pelle e che può essere utilizzato per tenere traccia delle persone. Più volte abbiamo segnalato le immense possibilità di sorveglianza e controllo delle nuove tecnologie. Dai cellulari che sono in grado di rivelare la posizione dell'utente con un'approssimazione di 10 metri, al sistema satellitare GPS che può tenere traccia di chiunque lo utilizzi. Certamente sono facilmente prevedibili situazioni in cui queste caratteristiche possono rivelarsi molto utili, come ad esempio i casi di soccorso d'emergenza. Ma dall'altro lato, tante potenziali capacità di sorveglianza creano non poche preoccupazioni se non sono adeguatamente controllate per evitare gli enormi abusi che sono altrettanto facilmente prevedibili. L'ultima preoccupazione arriva dalla Florida e questa volta nelle sembianze di un chip che può essere impiantato sotto la pelle di una persona e, in combinazione con il sistema GPS, può servire per controllarla e sorvegliarla. Si chiama VeriChip ed è prodotto da Applied Digital Solutions, un'azienda della Florida. Il Food and Drug Administration, l'ente governativo americano che, fra l'altro, autorizza i farmaci, ha dichiarato che il chip non ha una funzione medica e di conseguenza non è soggetto alle regole cui devono rispondere le medicine e tutti gli apparati destinati alla cura delle persone. Questa sentenza spiana la strada alla libera vendita di questo bio-chip, che per adesso conterrà soltanto un numero identificativo, ma che in futuro potrà contenere molte informazioni sulla persona, sotto la cui pelle viene impiantato. Ovviamente viene pubblicizzato ipotizzando tutte le situazioni in cui l'utilità è manifesta. Potrebbe contenere informazioni mediche e rivelarsi utile nel caso che la persona che lo porta giunga in ospedale in stato d'incoscienza o non in grado di parlare. Ma potrebbe essere usato per tenere traccia di tutte quelle persone che richiedono un alto livello di protezione. In passato è già stato usato su cani, gatti e altri animali domestici, ma adesso già si pensa di impiantarlo sui bambini per poterli rintracciare in caso di rapimento o nel caso che scompaiano. Ed anche sui criminali che vengano messi in libertà provvisoria, oppure sui politici importanti per sapere sempre dove si trovano. In combinazione con il telefono, con Internet e con il sistema satellitare GPS, il biochip sarà un controllore preciso e ineludibile. E' grande come un granello di riso ed è in grado di trasmettere il numero identificativo che contiene. Potrebbe essere usato anche come metodo di "identificazione nazionale", che ha l'approvazione del 26% della popolazione americana, stando ad una ricerca di Gartner Dataquest. Per fortuna, nella stessa ricerca, il 41% si è detto contrario a questo "marchio nazionale". Ripetiamo che certamente ci sono casi in cui un simile dispositivo può rivelarsi utile. Ma preoccupa molto un uso generalizzato e senza controllo di questo che assomiglia troppo alla marchiatura delle vacche e dei cavalli, sia pur in versione digitale ed elettronica ed effettuata senza dolore in anestesia locale, come precisa puntigliosamente la ditta che lo vende. Sarà pure vero che non fa male al corpo, ma in ogni caso fa tanto male all'anima, ai principi e alle idee di chi non intende essere marchiato come un capo di bestiame, forse neanche a fin di bene. Giuseppe Laurenza |
| Pesce d'Aprile a Bill Gates Due conduttori di una radio canadese telefonano in diretta al proprietario di Microsoft fingendo di essere il primo ministro canadese Jean Chretien. Marc-Antoine Audette e Sebastien Trudel, due conduttori di una radio canadese di lingua francese, avevano tentato molte volte di ottenere, tramite i canali ufficiali, un'intervista all'uomo più ricco del mondo, nonché proprietario di Microsoft. Ma con varie scuse, dal bunker di Redmond avevano sempre rifiutato. Per niente scoraggiati, i due intraprendenti conduttori hanno atteso il Primo Aprile per giocare un tiro mancino a Bill Gates, come d'altronde avevano già fatto in passato alla cantante Celine Dion. Durante una trasmissione hanno fatto il numero della Microsoft e hanno chiesto di parlare con Bill Gates dicendo di essere il Primo Ministro canadese Jean Chretien. Forse nemmeno loro pensavano di avere tanta fortuna, ma, senza nemmeno accertare se la telefonata fosse autentica, i centralinisti del Bunker di Redmond li hanno messi in contatto con Lui in persona! Uno dei conduttori, simulando il pesante accento francese del primo ministro, ha invitato un esterrefatto e ammutolito Bill Gates ad uno spettacolo di strip-tease per divertirsi un po'. Gates ha fatto finta di non capire l'accenno allo spogliarello, ma ha accettato di incontrare il "Primo Ministro". Quest'ultimo, fingendo di voler inserire nel computer l'appuntamento, si è lasciato scappare un'imprecazione pesante contro Windows, dicendo "Damn computer! Who is the idiot tha invented that shit?" (Dannato computer! Chi è l'idiota che ha inventato questa merda?". "L'idiota" che lo aveva inventato è ovviamente rimasto senza parole e a questo punto i due hanno detto che si trattava d uno scherzo. La conversazione è stata registrata il primo aprile ed è andata in onda il giorno successivo. Un portavoce di Microsoft, interrogato sull'accaduto, ha ammesso che lo scherzo era stato ben orchestrato e ha aggiunto "We're glad they didn't call collect", "Siamo contenti che la chiamata non era con pagamento all'arrivo". Luciano Sposari |
Scrivere con un premio
Nobel A tutti gli internauti viene offerta la possibilità di scrivere online il finale di una novella di José Saramago, premio Nobel nel 1998. Chiunque sappia scrivere in spagnolo o portoghese e si senta scrittore ha una buona opportunità per dimostrare le proprie doti letterarie. José Saramago, premio Nobel nel 1998, ha scritto una novella senza finale e l'ha messa online: saranno gli internauti a scriverlo. Chiunque voglia cimentarsi con la scrittura, può andare nel sito ed inviare la propria versione. Con l'emozione e l'onore aggiunto di scrivere insieme ad un premio Nobel per la letteratura. Solo Internet poteva offrire un'opportunità di questo tipo, che altrimenti sarebbe impensabile in qualsiasi altro contesto. Nel racconto l'autore dice di aver fatto un viaggio su Marte e di essere rimasto molto sorpreso dalle strane caratteristiche dei marziani. Ovviamente il racconto è un'occasione per riflettere sulle caratteristiche dell'umanità. I marziani non conoscono la guerra e non riescono a capire cosa sia. Non conoscono la differenza fra città e campagna. Sulla Terra i colori dell'iride sono sette, mentre su Marte esiste solo il bianco e il nero. I marziani, quindi, farebbero di tutto pur di riuscire ad avere il colore azzurro, che è poi il colore tipico del pianeta Terra. Forse con la preziosità del colore azzurro l'autore suggerisce un senso di speranza, al di là delle guerre, dei disastri ecologici e dei tanti mali che affliggono l'umanità. L'iniziativa ha avuto successo e già ci sono decine di finali proposti dagli internauti nel forum dedicato. Qualche finale, anche se generoso, è un po' scontato: regaliamo un pezzo d'azzurro ai marziani, tanto noi ne abbiamo quanto ne vogliamo. Altri, più egoisticamente, adottano sulla Terra i metodi marziani: quindi fine delle guerre e dell'inquinamento. Un altro, probabilmente un pessimista nihilista, termina dicendo che l'umanità dimentica tutto con un'alzata di spalle. Un'altra aspirante scrittrice propone di regalare la cosa azzurra più bella: gli occhi azzurri di un bimbo. Verrebbe da chiedersi se per caso i bimbi con gli occhi neri o castani facciano schifo e nemmeno ai marziani possiamo regalarli! Ma non ce lo chiederemo: in fondo quello che è importante è l'iniziativa. Lasciamo agli esperti del settore il compito di indagare scrupolosamente sul valore letterario dei finali proposti. |