| n° 61 sabato 5 gennaio 2002 | numero arretrato |
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| E' online la terza parte del tutorial Come costruire una rete e condividere un accesso ad internet |
| Le poche certezze e le molte
incertezze del nuovo anno Internet c'è e continua a crescere. Utilizzeremo sempre di più i terminali mobili, e sempre meno il PC, per lavorare o divertirci in Rete Senza troppi rimpianti ci lasciamo alle spalle il 2001 e iniziamo un nuovo anno.. Tentare di capire cosa ci aspetta è sempre un esercizio rischioso, ma questo 2002 è particolarmente difficile da prevedere e mai come adesso è azzardato formulare previsioni. Le certezze sono poche e le incertezze molte. Fra le pochissime certezze ce n'è una che ha un particolare valore: per tutto il 2001 Internet ha continuato a crescere e sicuramente continuerà a farlo nel prossimo anno. Questa certezza, solida e duratura, è quella che da un fondamento credibile e un senso compiuto a tutti gli altri discorsi. Ha senso discutere ancora di commercio elettronico, sicurezza, computer, software, hardware e diritti civili solo perché Internet cresce e rende concreti questi ragionamenti, che altrimenti non avrebbero nessun senso e nessuno scopo. La caduta della new economy, con il triste contorno di licenziamenti, chiusure e fine delle illusioni, ha avuto effetti assolutamente marginali sulla crescita di Internet, che invece è rimasta una realtà ormai consolidata e continua a dare un senso al nostro e all'altrui lavoro. Nel 2001 abbiamo definitivamente seppellito il cadavere della new economy e l'illusione che la Rete potesse offrire improbabili scorciatoie per realizzare imprese di successo. In Rete le imprese di successo si costruiscono esattamente come altrove, con prudenza, pianificazione e offrendo prodotti che il mercato davvero richiede. Tutti i dati registrati a fine 2001 indicano che il peggio è ormai passato per l'economia della Rete: sono diminuiti drasticamente i licenziamenti e i fallimenti, ma nessuno osa prevedere che questo significhi una pronta inversione di tendenza. Gli analisti parlano di "invisibilità del mercato", parole eleganti per dire che non si può prevedere niente. I più ottimisti indicano che in qualche momento del 2002 ci sarà finalmente l'inversione di tendenza, ma altri indicano che solo alcuni settori torneranno a crescere in questo anno. Certo, i dati sulle vendite online del periodo natalizio sono molto buoni, ma potrebbe essere un episodio sporadico che forse non basterà per rimediare ad un 2001 assai negativo. Quando cominceranno a diffondersi i dati completi sul 2001 avremo qualcosa di più concreto su cui ragionare. Il 2001 forse lo ricorderemo come la fine dell'era del PC. Per la prima volta le vendite sono diminuite invece che aumentate, come accadeva da decadi. Certo compreremo ancora computer e per molti anni ancora, ma non più come prima. Molte sono le cause del declino del PC. Un'insensata rincorsa ai megahertz con un perverso gioco delle parti fra produttori di microprocessori sempre più veloci e produttori di software sempre più inutilmente pesanti per giustificarne l'acquisto. L'assoluto monopolio di Microsoft e la mancanza di una vera competizione ha, di fatto, frenato un vero sviluppo del settore. I consumatori cominciano ad essere stanchi di software vecchio con una pelle nuova. Windows XP ha il vecchio kernel di Windows NT adottato in Windows 2000: lo sviluppo del kernel è di fatto chiuso. Il nuovo di XP non sta nel sistema operativo, ma in tutte le applicazioni multimediali di contorno. Ed è ormai chiaro che il PC ha già il suo successore: il terminale mobile, quell'oggetto che fino a qualche tempo fa ancora chiamavamo telefono cellulare. Qui non ci sono monopoli, la competizione è fortissima e il risultato è una rapida e vera evoluzione tecnologica. In questo settore sopravvive solo chi offre buoni prodotti e i buoni prodotti ci sono e ci saranno sempre più. Un terminale mobile è piccolo, costa meno ed è più semplice da usare rispetto al PC. Già può fare una buona parte delle cose che l'utente medio fa con il computer: navigare in Internet, inviare e-mail, scaricare file e, ovviamente, fare chiamate in voce. E farà sempre di più e in maniera sempre più efficiente. Ma soprattutto ha un giusto equilibrio fra potenzialità ed uso effettivo del dispositivo. Non soffre di inutile e costoso gigantismo come il PC, con un fortissimo (e costoso) squilibrio fra potenzialità della macchina e uso effettivo che se ne fa. In parole povere in questo settore non c'è la diarchia monopolistica Wintel e i vantaggi di questa assenza sono evidenti. Certo anche il settore dei dispositivi mobili ha i suoi problemi, ma il futuro è suo. In definitiva: Internet c'è e ci sarà. Eravamo abituati ad utilizzarla dal nostro computer casalingo. Lo faremo ancora, ma la utilizzeremo sempre di più da qualche tipo di terminale mobile in tutti i momenti della giornata. Queste sono le poche certezze per il 2002. Tutto il resto è incerto e difficile da prevedere. Giuseppe Laurenza |
| Passata la febbre del
dominio. In forte calo le richieste di registrazione di domini Secondo Netcraft, che segue dal 1995 questa particolare settore, è diminuito a dicembre il numero totale dei siti Internet e questa diminuzione viene attribuita essenzialmente ad un netto calo delle registrazioni di nuovi domini. Il numero di domini abbandonati è superiore al numero di nuovi domini registrati. Se fosse un fatto anagrafico potremmo dire che la mortalità è superiore alla natalità. Ad esempio, nell'ultimo trimestre del 2001, il numero di domini .com è diminuito di circa 130.000 unità, mentre era ancora in crescita nei precedenti trimestri. Finita per sempre la follia della speculazione sui nomi di domini, quando si era disposti a pagare 30 milioni di dollari per acquistare il dominio america.com. Tramontata per sempre, senza nessun rimpianto, l'illusione che bastava accaparrarsi un buon nome di dominio per realizzare un sito di successo in Internet. Questa convinzione aveva causato una corsa a registrare qualsiasi nome di dominio che sembrasse minimamente interessante, nella speranza di rivenderlo a caro prezzo. Come risultato, un terzo dei domini registrati risulta non attivo o solo parzialmente utilizzato. Ora sappiamo che un nome accattivante, da solo, non basta. Sappiamo che un sito di successo si costruisce con buoni contenuti che vengano incontro alle reali esigenze degli utenti. Il nome conta poco o nulla e forse tornerà ad essere quello che originariamente doveva essere: un semplice indirizzo. |
Un altro buco in Explorer Georgi Guninski, il noto cacciatore di bug, colpisce ancora e rivela un'altra vulnerabilità del browser Microsoft. Ci risiamo. Probabilmente niente fa meno notizia di un bug di Explorer o di Windows. Ormai li segnaliamo solo per dovere di cronaca e come avvertimento per i nostri lettori. Guninski ha rivelato di aver scoperto un altro buco di sicurezza in Explorer. Utilizzando questa vulnerabilità, un hacker malizioso potrebbe leggere il contenuto dei documenti registrati nell'hard disk di un ignaro utente della Rete che utilizzi Explorer 6.0 o 5.5. Questa nuova vulnerabilità può essere sfruttata con un semplice codice JavaScript e con i controlli ActiveX per ottenere l'accesso ai file dell'hard disk. Il buco rimane aperto anche dopo aver istallato l'ultima patch rilasciata da Microsoft. Guninski, che in passato era stato criticato da Microsoft per aver pubblicato troppo rapidamente le notizie sulle vulnerabilità dei prodotti Microsoft, ha precisato di averla avvertita formalmente l'11 dicembre scorso. Nonostante questo avvertimento, come spesso accade, Microsoft non sembra avere nessuna fretta nel fornire i rimedi opportuni ai buchi di sicurezza dei propri prodotti. O, più realisticamente, il lavoro è tanto che non riesce a stare dietro a tutti i buchi, buchetti e buconi di cui è letteralmente farcita la vasta famiglia Windows. Chi volesse maggiori informazioni può trovarle nel sito di Guninski. |
| Il
commercio elettronico si tinge di rosa Per la prima volta, negli Stati Uniti, le donne hanno superato gli uomini negli acquisti online. Durante le ultime feste natalizie, le donne hanno conquistato quello che una volta era il regno incontrastato del sesso forte: gli acquisti in Rete. Una volta, l'acquirente medio era maschio, giovane, benestante e bianco. Ma i tempi cambiano e i venditori online dovranno tenerne conto nel proporre i propri prodotti. Adesso sono le donne ad aver acquisito una maggior familiarità con la Rete ed un maggior senso di sicurezza. E ovviamente non si lasciano certo scappare l'occasione di acquistare. Dopo aver consultato un campione di 2000 utenti della Rete, l'organizzazione Pew Internet & American Life Project ha rilevato che dei 29 milioni di utenti americani che hanno fatto acquisti online nel periodo delle feste natalizie, il 58% erano donne. Il risparmio di tempo sembra che sia la motivazione principale che ha convinto le donne ad abbracciare di slancio gli acquisti online. Questo smentisce la vecchia convinzione che lo shopping, inteso come interminabile migrazione da un negozio ad un altro, sia lo sport preferito dalle donne. In realtà sembra che preferiscano la rapidità con cui si può acquistare in Rete, senza sottoporsi a chilometriche passeggiate. Una maggior semplicità delle procedure d'acquisto, una maggior convenienza e la possibilità di restituire quanto acquistato sono gli altri fattori che hanno definitivamente convinto le donne, e non solo, a comprare di più in Rete. Tutto questo dimostra ancora una volta che non è vero che gli utenti di Internet sono pigri o diffidenti quando si tratta di acquistare in Rete. Semplicemente acquistano quando davvero conviene e quando gli acquisti vengono proposti nella maniera giusta. A maggior ragione le donne, che spesso sono più concrete degli uomini. Carmen Castillo |
| Vulnerabilità in Instant
Messenger di AOL Un gruppo di ricercatori chiamato "w00w00" ha scoperto una falla di sicurezza nel programma di messaggeria istantanea AIM di AOL, che potrebbe consentire ad un intruso elettronico di prendere il controllo del computer della vittima. AOL stessa ha riconosciuto che il problema esiste. "Abbiamo identificato la falla di sicurezza e abbiamo sviluppato una soluzione che sarà presto disponibile", ha detto Andrew Weinstein di AOL ed ha aggiunto: "Per quanto ci risulta, nessuno è rimasto vittima di questa vulnerabilità". Inviando una gran quantità di messaggi al programma, un intruso può bloccarlo ed eseguire qualsiasi comando nel computer della vittima. "Si può fare praticamente di tutto: cancellare file nel computer o prendere il controllo della macchina", ha detto Matt Conover, fondatore di w00w00. Conover afferma che w00w00 ha circa trenta membri attivi in 10 paesi (Australia, Argentina, Canada, Francia, Russia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Germania e USA). Fino a quando non sarà possibile sistemare la vulnerabilità, Conover consiglia agli utenti di AIM di non aprire messaggi provenienti da sconosciuti. Luciano Sposari |
Concorso di barzellette Laugh Lab, creato da Richard Wiseman, dell'Università di Hertfordshire, in collaborazione con l'associazione British Association for the Advancement of Science, ha organizzato in Internet un'inchiesta, durata tre mesi, con l'obiettivo di scegliere la barzelletta più graziosa del mondo. Hanno partecipato più di 100.000 persone di circa settanta paesi e c'è stato un chiaro vincitore, che ha ottenuto quasi la metà dei voti. Sherlock Holmes e il suo assistente, il dottor Watson, stanno in un camping e nel bel mezzo della notte il celebre detective sveglia l'assistente e inizia questo dialogo: Holmes: Watson, guardi le stelle e mi dica cosa deduce. Watson: Vedo milioni di stelle, e se ci sono milioni di stelle, e anche se solo poche di loro hanno pianeti, è molto probabile che ci siano alcuni simili alla Terra. E se ci sono alcuni pianeti come il nostro, si può dedurre che ci sono altre forme di vita! Holmes: Watson, idiota, se vedi le stelle significa che qualcuno ha rubato la nostra tenda! Tutte le barzellette che hanno partecipato all'inchiesta posso essere lette ed ascoltate nel Laboratorio della Risata. Ovviamente non garantiamo per la loro qualità. Basta leggere quella che ha vinto per dedurre il livello delle altre. Luciano Sposari |
Il popolo
della Rete è il vero popolo di santi e navigatori Anche se difficile a credersi, c'è più gente negli Stati Uniti che usa Internet per fini religiosi di quanta ce ne sta per consumare pornografia, giocare d'azzardo nei casino virtuali, comprare o praticare i tanti vizi che logori luoghi comuni attribuiscono alla Rete. Questo è il sorprendente risultato (ma non tanto sorprendente per chi sa vedere un po' più in là del proprio naso) di un recente studio condotto da Pew Internet. I numeri parlano da soli: più di 28 milioni di americani consultano pagine religiose, e di questi, almeno 3 milioni lo fanno ogni giorno. Quello che risulta sorprendente è che più della metà cercano informazioni su religioni che non professano, mentre il 70% cerca contenuti relativi al proprio credo e il 15% di questi ultimi afferma che Internet ha rafforzato la propria fede. Infine, più di 15 milioni di americani si lamentano che venga consentita la diffusione di sette definite come "pericolose" Insomma sembra proprio che sia il popolo di Internet il vero popolo di "santi e navigatori". Noi italiani dovremo accontentarci di essere poeti. Luciano Sposari |
| In relazione all'articolo "Premio
letterario per poesia in forma di SMS",
pubblicato nel numero 60 di PuntoNet del 22 dicembre
2001, l'organizzazione del premio ci invia una e-mail che
pubblichiamo volentieri qui di seguito. "...ho avuto gran piacere a vedere che si parla sempre più del nostro premio "Poesie in SMS", così come nelle pagine web alle quali Lei collabora, che ho avuto il piacere di visitare. Mi permetto soltanto di un appunto, in quanto non è una notizia reale. Il quotidiano inglese "The Guardian", seguendo la nostra prima edizione bandita nei primi giorni di settembre 2000, ha dato maggiore risalto all'iniziativa facendola propria e promettendo un premio ben più sostanzioso di quello che questo "piccolo centro sociale in questo piccolo paese" (mi spiace che la nostra città, Caltanissetta, capoluogo di provincia da tanto tempo e centro pulsante di attività culturali che ricorda nomi illustri: Piermaria Rosso di San Secondo, Leonardo Sciascia (che qui ha studiato), Salvatore Quasimodo... venga un poco snobbata) poteva promettere. Non è per noi la prima esperienza, ma la seconda che viene portata avanti. E con un pizzico d'orgoglio in più ci sentiamo felici di essere stati nel vecchio continente i primi in assoluto a provare a trasmettere cultura anche tramite il messaggio SMS, secondo molti incapace di gesti simili. Pur non avendo i mezzi e le sostanze per promettere 2.000 sterline al vincitore assoluto come l'autorevole quotidiano inglese, il nostro premio ha avuto apprezzamenti da quotidiani a tiratura nazionale come L'Avvenire e La Repubblica, da quotidiani locali come La Sicilia, il Giornale di Sicilia, ilNisseno.it, e risonanze a livello radiofonico su Sat2000, RaiRadio3, RaiRadio1, dove recentemente ho avuto modo di rilasciare interviste e partecipare a dibattiti e tavole rotonde. RingraziandoLa ancora per la pubblicità e l'eco che i vostri lettori riceveranno sulla nostra iniziativa, sarei immensamente felice se rimanessimo in contatto anche per il futuro, ad esempio per quando la seconda edizione volgerà al termine (il prossimo 20 marzo 2002) per poter insieme pubblicare un resoconto sull'iniziativa. Colgo infine l'occasione per augurare a Lei e a tutta la redazione un sereno nuovo anno 2002..." |