| 2 dicembre 2000____________________________ultimo aggiornamento: 7 dicembre |
| Su questo numero:
Come navigare per siti che sono al margine dell'internet
ufficiale. Internet in Europa. Un nuovo virus che viaggia
con le e-mail. Giancarlo Livraghi elogia la lentezza in
una sua interessante e acuta riflessione. Di rilievo i due nuovi speciali che troverete nella sezione Tutorial e Speciali: uno sulla sicurezza informatica e l'altro sul dibattito per l'organizzazione di Internet . Abbiamo inoltre iniziato una sezione di contributi dei lettori. Negli aggiornamenti: l'ultima versione 5 di Opera e un buon traduttore online |
| 7 dicembre | Eurodicautom, un buon traduttore online. Uno degli strumenti piu' utili per chi naviga sulla rete: un buon traduttore. La maggioranza di quelli che si trovano in giro offre pero' traduzioni da e in inglese. Ad esempio, se si vuole tradurre dall'italiano allo spagnolo, si devono fare due rischiosissimi passi: prima tradurre dall'italiano all'inglese e poi dall'inglese allo spagnolo. Il risultato a volte e' una specie di effetto "telefono rotto": frasi assurde e incoerenti. Eurodicautom salta questo passo intermedio con con una base di 12 idiomi interconnessi. E inoltre contestualizza la parola richiesta. Ad esempio se uno vuole sapere che cosa significa in italiano la parola spagnola "ardilla", scrive "ardilla" e sceglie SPANISH come "source language" e ITALIAN come "target language". Eurodicautom non solo dira' che "ardilla" si traduce come "scoiattolo", ma ddirittura dira' che "ardilla voladora enana" si traduce come "ghiro volante dalle grandi orecchie. Veramente spettacolare! |
| 6 dicembre | E' uscito Opera 5, ed e' "sponsored software". E' uscita la versione 5 del browser Opera, a lungo considerato come il "terzo incomodo" fra Explorer e Netscape-Aol. Il prezzo rimane sempre di 39 dollari, ma, per quelli che vogliono risparmiare, questa volta si puo' scaricare anche una versione gratuita ma dotata di un banner pubblicitario da scaricare una volta la settimana. Secondo gli autori, Opera continuera' ad essere rigidamente fedele agli standard, a differenza dei concorrenti, i quali tendono invece a integrare sempre piu' i loro browser con i loro software proprietari. Anche la versione 5 continua ad avere le caratteristiche di sempre: un software compatto, leggero (solo 2 Mega da scaricare), molto veloce e con una vocazione "multi-piattaforma": esistono gia' versioni per Linux, BeOs e una versione alpha per Mac. Fra le caratterisitiche di rilievo il supporto della crittografia a 128 bits, dell'HTML 4.01, di JavaScript 1.3 ed un supporto sperimentale per WAP. |
| Navigando per Internet
sconosciuta. Esistono siti con indirizzi che hanno strani suffissi come ad esempio .nomad, .wine, .ham o .socal: vi spieghiamo come fare per navigare per siti ai margini dell'internet ufficiale. Normalmente si pensa che esistano solo i noti suffissi di dominio .com, .net, .org etc, oppure i suffissi geografici come .it, .uk etc. E che non ne esisteranno altri fino a quando la ICANN non autorizzera' in maniera definitiva i nuovi suffissi .biz, .pro, etc. In realta' non e' cosi': gia' esistono e sono perfettamente funzionanti altri strani suffissi come ad esempio .home, .wine, .nomad, .socal e perfino .web (rifiutato dalla ICANN nella recente scelta dei nuovi domini) e .biz (adottato dalla ICANN fra quelli che entreranno in funzione l'anno prossimo). Nel numero speciale della settimana scorsa abbiamo appunto parlato in maniera estesa del problema dei domini e abbiamo anche detto che e' possibile creare e gestire domini anche al di fuori di quelli ufficiali della ICANN. Abbiamo anche intervistato due persone direttamente coinvolte in questa specie di "Internet alternativa". Per un'ampia informazione ci si puo' riferire a quegli articoli e puo' risultare molto utile il glossario che abbiamo incluso nelle interviste. Qui invece vogliamo dirvi come fare per navigare per siti con indirizzi strani come www.hunt.wine, www.doheny.socal, www.kd6ncg.ham, www.nomad, etc. Prima di avventurarvi per siti strani dovete cambiare un po' la configurazione del computer: non sono cose difficili e se non siete proprio dei novizi potete farlo facilmente.Se invece tremate ogni volta che dovete aprire il Pannello di Controllo allora forse e' meglio lasciar perdere e continuare a navigare per acque normali. Essendo una navigazione per mari sconosciuti, abbiamo bisogno innanzitutto di una buona bussola per orientarci. Questa potrebbe essere il sito della SuperRoot Consortium, dove vi spiegano come possono essere creati e gestiti efficacemente domini alternativi a quelli della ICANN. Inoltre vi danno istruzioni dettagliate su come configurare il vostro computer e anche un elenco di siti. Se siete un utente Linux avanzato e siete soliti usare Bind per gestire un server di nomi di sola cache oppure siete un ISP, potete scaricare il file dei server di root named.ca analogo a quello che si scarica da Internic. Potete anche visitare il sito della ORSC (Open Root server Confederation) dove vi spiegheranno piu' o meno le stesse cose e potete scaricare un programmino che automaticamente configurera' il vostro computer. Se avete difficolta' con l'inglese non esitate a scriverci: vi manderemo istruzioni dettagliate in italiano. Dopo aver capito e aver configurato opportunamente il vostro computer, prendetevi il gusto di navigare per siti sconosciuti come un novelli Ulisse della rete. Ma non aspettatevi sirene e giganti: solo soddisferete la vostra curiosita' e avrete un buon argomento con cui stupire i vostri amici. |
| 2000: anno di Internet L'anno 2000 e' stato proclamato dall'Europa "l'anno di Internet". E con buoni motivi, visto che negli ultimi 6 mesi si e' avuta una crescita record del 55% dell'indice di penetrazione generale. Per gli utenti domestici si era al 18% in marzo e al 28% ad ottobre Questo quadro positivo e' stato descritto dal commissario Erkki Liikanen, il quale non si e' pero' limitato agli aspetti positivi, ma ha anche sottolineato che ancora molto rimane da fare. Ad esempio risulta ancora debole il commercio elettronico con cifre complessive ancora lontane da quelle statunitensi. Occorre quindi darsi da fare per favorire ulteriormente l'espansione dell'IT in generale e della rete in particolare, agendo sia dal lato tecnico che da quello sociale. In particolare migliorando la sicurezza dei sistemi informatici e favorendo una ulteriore espansione della rete nelle scuole, nelle biblioteche e in tutte le istituzioni pubbliche Lo studio della Commissione europea rientra nell'"e-Europe Action Plan" deciso al vertice di Lisbona del 23 marzo scorso. |
Il virus degli idioti E' conosciuto con il nome TROJ_Shockwave.a e W32.Prolin.Worm e sembra diffondersi rapidamente il nuovo virus che arriva come allegato di email, analogamente al virus I Love you e Melissa. Questa volta nel soggetto della email infetta ci sta scritto "a great Shockwave flash movie", ma non e' affatto un'animazione, ma un eseguibile con il nome creative.exe. Se lo sprovveduto utente esegue tale animazione il virus immediatamente invia se' stesso come allegato a tutti gli indirizzi che si trovano nell'agenda dell'utente. Inoltre cambia nome a tutti i file jpg e zip, portandoli tutti nella root directory C:\. La cosa curiosa e' che crea inoltre un file di testo in cui gli utenti Windows vengono invitati a passare a Linux. Evidentemente e' stato scritto da un fan del pinguino. Dopo il danno, la beffa: dopo aver fatto i (limitati) danni il virus invia una email ad un indirizzo di yahoo con soggetto "job complete" (missione compiuta) e il messaggio che dice "got yet another idiot!" (acchiappato un altro idiota). Se dopo tutto il rumore fatto per Melissa e I Love you, ancora esiste qualcuno che si precipita ad aprire qualsiasi exe allegato alle email che arrivano...allora se lo merita proprio un posto nella lista degli idioti. |
| Elogio della lentezza di Giancarlo Livraghi Un antico proverbio dice chi va piano va sano e va lontano. Credo che sia nato in un mondo antico e agricolo, dove il tempo era dettato dal ciclo delle stagioni. Per i contadini lunico mezzo di trasporto era andare a piedi; e anche chi poteva disporre di un cavallo o di una carrozza andava poco lontano, rispetto ciò che possiamo fare oggi, e ci metteva uninfinità di tempo. Il lavoro nei campi era pesante. Lorario era dallalba al tramonto; sei giorni alla settimana (se davvero riposavano la domenica). Un po meno pesante nel freddo dellinverno, quando anche le piante riposano; sfiancante destate. Possiamo o vogliamo tornare a quellera bucolica? Credo di no. Ma non è un buon motivo per vivere ossessionati dalla fretta. Mentre scrivo queste righe, si sta aspettando lesito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. «LAmerica è senza presidente», titola a tutta pagina il Corriere della Sera. Non è vero. Il presidente in carica durerà fino a metà gennaio. Un giorno, o tre, o dieci di ritardo non hanno la minima importanza. Eppure si va dicendo che «tutto il mondo sta con il fiato sospeso». Perché dovremmo infliggerci questa inutile apnea se non per il fatto che siamo abituati a fabbricare urgenze inesistenti? Sento ripetere affermazioni che mi lasciano molto perplesso. In base alla sempre citata Legge di Moore, la potenza dei processori raddoppia ogni 18 mesi. Credo che sia vero, e da un punto di vista tecnico è affascinante. Ma le conseguenze che se ne ricavano sono molto discutibili. Qualcuno dice che unautomobile, in cento anni, ha raddoppiato e triplicato la sua velocità, mentre un computer la raddoppia in un anno e mezzo. Ergo la nuova economia è più veloce. Un ragionamento di questa specie non regge a un minimo di analisi. È tecnicamente possibile fare propulsori che fanno volare un aereo a migliaia di chilometri allora o che lanciano un razzo al di là dei limiti orbitali. Ma non avrebbe senso alcuno far andare unautomobile a quelle velocità. Non reggerebbe il mezzo fisico (ruote, freni, struttura) e soprattutto nessuno riuscirebbe a guidarla. La potenza dei processori è andata enormemente oltre lutilità che ne può avere un singolo utilizzatore. Sistemi sempre più potenti e veloci possono essere utili per grandi macchine con compiti complessi, ma non servono per i personal computer. E sappiamo che la potenza della rete, cioè dei sistemi di connessione, è diventata molto più importante della capacità di elaborazione di una singola macchina. Quindi leffetto della Legge di Moore dovrebbe essere uguale potenza (con soluzioni più stabili e affidabili) a un prezzo che si dimezza ogni 18 mesi. Invece si continuano a inventare complicazioni per riempire la potenza dei processori e le capacità di strumenti di supporto (memoria, dischi rigidi eccetera) sempre più grandi, con inutili e ingombranti innovazioni che costringono a continui aggiornamenti. Non si vede ancora la fine di questa rincorsa dellassurdo, ma un giorno o laltro il buon senso dovrà prevalere. Un passo ancora più azzardato è quello che porta a pensare che in conseguenza di tutto ciò il mondo debba muoversi sempre più in fretta. In realtà un po di accelerazione servirebbe là dove servizi mal strutturati fanno perdere uninfinità di tempo. Sono il primo a trovare insopportabile che per unora di volo se ne debbano perdere tre in trasporti urbani e attese negli aeroporti. Per non parlare delle sciagurate tecnologie che ci fanno perdere tempo con sistemi telefonici malfunzionanti, code inutili, infinite scomodità che potrebbero essere eliminate usando le risorse tecniche (e umane) con un po di raziocinio. Ma di questo quasi nessuno si occupa seriamente. E intanto tutti vanno di corsa, senza sapere dove o perché. Lossessione della fretta è soprattutto nel lavoro, ma ha invaso anche la vita privata. Fast food, fast vacanze, fast rincorsa si qualsiasi cosa... da come lo vediamo rappresentato in giro sembra che perfino il sesso sia diventato fast, qualcosa da consumare in fretta. Sembra che il massimo delle ambizioni umane sia leiaculazione precoce (questo potrebbe contribuire a spiegare perché tante donne sono nervose e un po irritate nei confronti delluniverso maschile). Tutta questa fretta è, come dicono, un effetto dellinternet? Perché con la rete si comunica velocemente, e quindi dobbiamo fare più in fretta tutto il resto? Non credo proprio. La macchina della fretta si è messa in moto parecchi anni fa, quando linternet non cera o la usavano pochissime persone. Giravano sciocchi manulaletti chiamati One minute manager, che per alcuni mesi furono considerati come vangelo - e poi rapidamente dimenticati. Ma rimase la superstizione che un buon manager debba sempre saper fare e decidere in un minuto. La conseguenza di questa mentalità è che molte decisioni affrettate creano uninfinità di problemi, per cui poi bisogna correre disperatamente (e perdere un sacco di tempo) per cercare di rimediare. Credo che sia venuto il momento di fermarsi (per più di un minuto) e pensare. Se si vuole arrivare in fretta, spesso è molto più efficace tracciare con calma un percorso intelligente che correre chissà dove senza bussola. Anche (e specialmente) nellinternet, spesso unintuizione veloce può abbreviare un percorso; ma a quellintuizione non si arriva se non si è costruito prima un patrimonio di esperienza e di orientamento. Levoluzione della rete (non mi stancherò mai di ripeterlo) è biologica. Può essere veloce, ma ha tempi e ritmi che seguono unevoluzione naturale. Le origini di quella che oggi è la rete sono più antiche di quelle tecniche (che comunque risalgono a trentanni fa o più). Nascono da concetti che avevano già preso forma cinquantanni fa - o anche prima. Linternet non è una tecnologia, è una cultura. E le culture umane non si formano in pochi anni. Levoluzione che può nascere dai nuovi sistemi di comunicazione è ancora allinizio; possiamo discutere se si tratti di infanzia o adolescenza, ma certo è molto lontana dalla maturità. Per fare un buon ragù non ci vuole un ciclotrone. Bastano attrezzi semplici; ma bisogna metterci tempo, esperienza, intelligenza, attenzione, sensibilità e gusto. Le stesse cose che servono per comunicare efficacemente - in rete come in qualsiasi altro modo. Con la differenza che un discreto ragù si può comprare già pronto al supermercato, ma la buona comunicazione non è mai preconfezionata o di serie. Ciò che conta non è usare tecnologie veloci ma costruire relazioni durature. Cosa che oggi possiamo fare molto più velocemente di quanto potesse un contadino di trecento o tremila anni fa. Ma si tratta di mesi o anni, non di giorni o minuti. (*) Per gentile concessione di Giancarlo Livraghi, autore, fra l'altro, del recente libro La coltivazione dell'internet. |