| sabato 2 giugno 2001 | numero arretrato |
Su questo numero:
Navigare contro corrente. La scuola si apre il passo in
internet. Ennesima conferma dell'esistenza di Echelon. Il
Linux arriva alle Ande. La Internet extraterrestre.![]() |
| Navigare contro corrente I browser alternativi offrono modi nuovi di interagire con il web, a meta' fra navigazione ed esperienza artistica Per antica abitudine alle pubblicazioni su carta; perche' ancora manca una specifica esatta visione, non avendone ancora una migliore, provvisoriamente tutti noi associamo istintivamente il web ad una pubblicazione su carta. E infatti chiamiamo "pagine" quelle che pensiamo siano i suoi costituenti elementari, pensando il web a volte come giornale, a volte come rivista, a volte come catalogo. Come dice Mark Napier, "visualmente, esteticamente, legalmente il web viene trattato come una pagina di carta su cui porre testi e immagini". In realta' il web e' un corpo complesso costituito da testi, immagini, disegni e suoni registrato sugli hard disk dei server e mescolato con codice HTML. Quelle che noi vediamo, quelle che noi chiamiamo "pagine" sono in realta' l'interpretazione che di tutto questo ne da il browser. Sono in realta' il "punto di vista" sul web che viene costruito al momento dal browser (interpretando il codice html) e che ci viene offerto in visione. Il browser non e' neutro: e' una interpretazione soggettiva del web. Una interpretazione che si e' costituita ai tempi del vecchio Mosaic e che tuttora viene mantenuta, sostanzialmente inalterata, nei vari Explorer, Netscape e Opera. Un'interpretazione che ampiamente privilegia l'organizzazione concettuale della pubblicazione in carta e che cerca di mascherare la complessita' a vantaggio della leggibilita'. Un'organizzazione costruita attorno al concetto di "link" come metafora elettronica del "voltare pagina". E con i motori di ricerca che cercano di assolvere all'antica funzione dell'indice di un libro. Ma la enorme e dinamica complessita' della rete ha messo in crisi questo modello: una navigazione lineare saltando di link in link, da pagina a pagina, spesso non rende conto conto della caotica complessita' della rete e ci costringe ad una navigazione superficiale e spesso frustante. L'enorme potenziale di flusso delle informazioni e' costretto e sacrificato dentro i rigidi schemi dei browser tradizionali: in apparenza il browser "mette un ordine" nella complessita', mentre, in realta', semplicemente la maschera e la nasconde ai nostri occhi. Si puo' recuperare la ricchezza della caotica complessita' della rete? Probabilmente si deve e si dovra' farlo, anche se per ora possiamo contare soltanto su pochi tentativi, a meta' fra l'esperienza artistica e la ricerca di un modo nuovo di interagire con la rete. Pochi ma significativi tentativi di recuperare la complessita' della rete come un valore da recuperare, piuttosto che come un difetto da nascondere. Uno dei primi tentativi e' il Netomat di Maciej Wisniewski ), con il quale si cerca un rapporto diverso con il web: non piu' rigide strutture ma un flusso continuo di testo, immagini e suoni con i quali l'utente interagisce attraverso il recupero dell'uso della tastiera. I dati non sono costretti nell'ambito ristretto e limitante di una pagina o di un sito, ma fluttuano liberamente e indipendentemente da pagine e siti. Mark Napier, con i suoi Riots e Shredder, tenta una specie di "destrutturazione" del web proponendo un "browser" che altera i normali codici html e presenta la struttura globale della rete come un irrazionale e caotico collage di testi e immagini. nell'ambito di Backspace, un gruppo che si dedica alla web art, e' stato sviluppato WebStalker, un browser che privilegia decisamente la struttura del web rispetto al suo contenuto in termini di testo e immagini. Quello che viene rappresentato e' una mappa dei legami che tengono insieme il web, visto piu' come un insieme di relazioni che come un insieme di contenuti. NullPointer e' un'organizzazione che si dedica all'innovazione nel campo dei media ed ha sviluppato il progetto WebTracer, una rappresentazione tridimensionale di tipo molecolare della struttura del web. Le pagine sono gli atomi e i link fra di loro sono come le forze atomiche che tengono insieme gli atomi nella struttira di una molecola. La struttura molecolare di un sito puo' essere visualizzata da qualunque punto di vista e consente di scoprire il progetto costruttivo di un sito, rivelando le intenzioni e gli scopi di chi lo ha disegnato. Giuseppe Laurenza |
La scuola si apre il passo
in internet Da Oxford all'America Latina, la rete mostra sempre piu' di poter arrivare la' dove la scuola tradizionale non arriva. Chi pensa alla rete esclusivamente come ad una grande opportunita' di intrattenimento e di commercio si sbaglia. La rete e' sempre stata, e continua ad esserlo, anche una insostiuibile opportunita' di insegnamento e di apprendimento. Certo questo e' un aspetto che fatica ad emergere fra mille difficolta' e resistenze. E' un aspetto abbastanza trascurato, perche' considerato poco redditizio e con scarse opportunita' commerciali e quindi le grandi imprese, e i loro faraonici investimenti, vengono dirottati verso iniziative considerate piu' immediatamente remunerative. Eppure, pur fra mille difficolta', sono ormai moltissime le iniziative che cominciano a mettere in luce le enormi potenzialita' della rete nel campo dell'insegnamento e della diffusione della cultura. Non ci riferiamo ovviamente al fatto che la rete e' un utile supporto all'apprendimento: questo aspetto ci sembra ormai ampiamente accettato e consolidato. Ci riferiamo alle iniziative in cui la rete diventa essa stessa protagonista e occasione di insegnamento e apprendimento. La rete ha una capacita' notevolissima di penetrazione e puo' arrivare facilmente la' dove nient'altro puo' arrivare. E questo va inteso sia in senso geografico, come ad esempio emerge nell'iniziativa congiunta di Brasile, Venezuela e Colombia, sia nel senso di strati e gruppi sociali, offrendo nuove e insospettate opportunita di apprendimento. Il Brasile, la Colombia e il Venezuela partecipano congiuntamente al programma International Virtual Education Network , un programma internazionale per la diffusione dell'insegnamento delle scienze matematiche, fisiche, chimiche e biologiche a livello di scuola secondaria. La diffusione sara' principalmente su internet e consentira' di portare l'insegnamento la' dove internet arriva e la scuola tradizionale no. L'insegnamento tradizionale richiede forti investimenti, che spesso sono al di sopra delle possibilita' economiche dei paesi in via di sviluppo. Unire le forze ed usare internet e' un mezzo potente per avere costi decisamente minori e una coseguente maggiore diffusione ed efficacia di intervento. Ma la capacita' di penetrazione e diffusione di internet non si manifesta solo in senso geografico, si manifesta anche in senso sociale, in quanto ha la capacita' di raggiungere gruppi di persone e strati sociali che non sono raggiungibili (o lo sono difficilmente) con la scuola tradizionale. In questo senso ha fatto molta sensazione, qualche mese fa, l'annuncio che il prestigioso Massachussets Istitute of Technoly avrebbe messo online gratuitamente tutti i suoi corsi. Questo aumenta enormemente la possibilita' di diffusione dell'offerta educativa del prestigioso istituto e consente l'accesso ai suoi corsi anche a persone che, per molti motivi, non ne avrebbero mai avuta la possibilita'. L'enorme importanza della rete non e' sfuggita ad un'altra grande e prestigiosa universita: quella di Oxford. L'antico e prestigioso istituto universitario inglese ha recentemente annunciato la creazione dell'"Internet Institute", un dipartimento multidisciplinare con lo scopo di promuovere e coordinare le ricerche su internet e soprattutto sul suo impatto in campo culturale e sociale. Questa iniziativa e' considerata la prima nel suo genere in quanto promuove studi che affrontano direttamente, e in maniera interdisciplinare, tutti i nuovi problemi esplosi come conseguenza della diffusione di internet: il problema della privacy, della proprieta' intellettuale, della sicurezza, della crittografia. Particolarmente significativo e' il programma di ricerca "Virtual Society" che intende esplorare il comportamento e l'interazione sociale fra persone come conseguenza dalla diffusione delle nuove tecnologie. Vale anche la pena di segnalare che Oxford ha stretto un'allenza, chiamata University Alliance for Lifelong Learning, con le universita' di Princeton, Stanford e Yale per l'offerta di corsi online. Naturalmente questi sono solo pochi (ma significativi) esempi di come la rete possa essere un potente alleato della scuola. Dall'insegnamento di frontiera in America Latina ai raffinati templi della cultura del Mit o di Oxford, l'indicazione che ne emerge e' una sola: internet e' un potente strumento a disposizione per fare in modo che non ci siano piu' frontiere insuperabili per l'insegnamento e l'apprendimento. |
| Ennesima
conferma dell'esistenza di Echelon Il Parlamento Europeo si esprime di nuovo contro la rete globale di spionaggio delle comunicazioni. E l'America Latina continua ad essere il convitato di pietra e il bottino di guerra. Due settimane fa, il Parlamento Europeo ha avvertito le imprese europee di proteggere le proprie comunicazioni dall'orecchio indiscreto di Echelon, come abbiamo riferito in un nostro articolo Adesso lo ha fatto un'altra volta, in un documento ufficiale lungamente atteso. Ricordiamo la storia: il Parlamento Europeo, che sa bene che Echelon esiste (e lo ha detto molte volte) ha nominato all'inizio di luglio del 2000 una Commissione Temporanea, il cui mandato consiste nel "verificare l'esistenza del sistema di intercettazione delle comunicazioni conosciuto come Echelon" e " valutare la compatibilita' di questo sistema con le leggi della Comunita' Europea" Dopo dieci mesi, arrivano alla stessa conclusione, secondo quanto si legge in un documento ufficiale di 92 pagine, datato 4 maggio 2001 e ampliato a 113 pagine il 18 di maggio. Il primo ha come titolo "Working document" (documento di lavoro), e il secondo si chiama "Draft Report" (Rapporto provvisoria), il che farebbe pensare che rimangono altre cose da dire. "L'esistenza di un sistema globale di intercettazione delle comunicazioni, gestito in cooperazione da Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Australia e Nuova Zelanda, e' ormai un fatto acquisito (...) Lo scopo del sistema e' quello di intercettare comunicazioni commerciali e private. Una delle parti piu' inquietanti del rapporto allude alla partecipazione al sistema Echelon dell'Inghilterra, la quale deve decidere se il suo destino e' europeo o transatlantico, come suggerisce il rapporto. "Una cooperazione piu' stretta con l'Unione Europea puo' costituire una prova seria delle ambizioni europee del regno Unito e la sua capacita' di integrazione nella Unione Europea". In altre parole, una chiara conferma dei fatti obbligherebbe l'Unione Europea a far valere i propri regolamenti, che prevedono addirittuta l'espulsione di uno stato membro che si sia reso colpevole di danneggiare gli interessi della comunita'. Ma d'altro canto non sembra possibile la famosa "costruzione dell'Europa" senza la presenza dell'Inghilterra E si ha l'impressione che il Parlamento Europeo, arrivati a questo punto, stia quasi supplicando: "Non obbligateci a farlo!". Specialmente a distanza di due settimane da quando i diretti interessati (la NSA) hanno sbattuto la porta in faccia alla Commissione di illustri europarlamentari, annullando, con molta poca educazione e grande arroganza, i loro appuntamenti a Washington, e obbligandoli a ritornare in Europa a mani vuote e con mal celata irritazione. La parte sostanziale dell'attuale voluminoso rapporto sta nel finale, nelle "Raccomandazioni": i cittadini e le imprese europee sono caldamente invitati a proteggere le proprie comunicazioni. Inoltre viene segnalata la necessita' di sviluppare programmi propri e "user friendly" (di facile uso) che garantiscano la sicurezza e la protezione delle comunicazioni di imprese e cittadini europei. Ma il caso Echelon non e' un problema esclusivo fra Stati Uniti ed Europa. Ed e' irragionevole aspettarsi che l'Europa possa erigersi a difensore mondiale dei diritti civili piu' elementari ed universali. L'Europa, ragionevolmente, protegge i suoi interessi, ed anche la lentezza pachidermica delle sue istituzioni serve a questi interessi. Nel frattempo, il resto del mondo partecipa come un convitato di pietra (o semplicemente non partecipa) in questo dibattito sulla piu' grave ingerenza della storia negli affari interni da parte di potenze straniere. L'America Latina e' una parte sostanziosa della torta che si spartisce lo spionaggio industriale, e la meno onorevole: la parte di bottino, nella quale Echelon ha cercato di favorire le multinazionali americane contro quelle europee. Non e' che importi poi molto di che nazionalita' sara' il prossimo padrone della prossima impresa latino-americana svantaggiosamente privatizzata e mal venduta Il fatto e' che gli stati latino-americani non stanno proteggendo le loro comunicazioni e neppure il diritto alla riservatezza dei suoi cittadini ed imprese e nemmeno i loro interessi nazionali, per quanto riguarda il caso Echelon. In America Latina il caso ha avuto le sue massime ripercussioni in Argentina, ovviamente a causa del fatto di essere stata toccata da Echelon in uno degli episodi storici piu' sensibili: la guerra delle Malvine. Ci sono vari progetti in stato latente alla Camera dei Deputati di quel paese. Uno di questi ha anche chiesto (fino adesso senza risposta) la creazione di una Commissione Parlamentare di Indagine. Pero', come nel resto dell'America Latina, non sono ancora state prese misure per chiudere la porta agli occhi curiosi della rete piu' perversa che sia mai stata conosciuta nella storia dello spionaggio. Carmen Castillo |
| Il Linux
arriva alle Ande Nasce in Argentina un linux semplificato Salta e' una citta' (e anche una provincia) situata nel nord-ovest dell'Argentina al confine con la Bolivia. Anche se Salta e' famosa per i suoi bei monti, la sua vegetazione, la sua steppa desertica di aspetto quasi lunare, le sue meravigliose rocce rosse, esiste anche una realta' ben diversa. Secondo studi attendibili, il 20% della popolazione vive al di sotto del livello di poverta'. Ed e' stato proprio li' che Diego Saravia e suo padre Luis, hanno creato "Ututo", il GNU/Linux semplice. Il nome Ututo e' un omaggio ad una piccola lucertola molto rapida a muoversi e che abbonda nel nord argentino. E' il primo GNU-Linux argentino. Come e' noto, Gnu-Linux e' il sistema operativo gratuito e "open source", iniziato da Linus Thorvald e proseguito con il contributo di tutta una comunita' di programmatori. E' un serio concorrente per Windows e puo' benissimo sostituirlo, anche se fino adesso una certa complessita' nell'uso ne aveva frenato l'espansione. Secondo il suo creatore "Ututo" e', invece, un Linuxmolto facile da usare, non richiede istallazione e funziona in forma grafica direttamente dal lettore di CD Rom. E' stato pensato proprio per diffondere maggiormente il Linux e facilitare la sua conoscenza. Progetti come questo possono diffondere l'uso del computer in settori di basso livello economico, visto che si distribuisce in forma libera e gratuita e non richiede macchine molto potenti per poter funzionare perfettamente. Luciano Sposari |
Internet extraterrestre Un progetto guidato da un illustre pilota, Vinton Cerf, uno dei padri fondatori dell'internet terreste. "Nuove possibilita' appaiono ogni giorno per i computer collegati in rete. Per espandere il potenziale del protocollo di Internet al di la' dei nostri territori, verso lo spazio, ho iniziato recentemente a lavorare con il Jet Propulsion Laboratory della Nasa in un nuovo progetto. Il progetto in questione implica lo sviluppo di un sistema di comunicazioni interplanetarie basato su un insieme speciale di protocolli che dovrebbero consentire trasmissioni fra pianeti". Se lo dice Vinton Cerf c'e' da credergli, visto che e' stato il principale creatore del protocollo TCP/IP, il protocollo che semplicemente permette all'internet terrestre di funzionare. E se non ci riesce lui, chi mai potrebbe riuscirci? Il progetto si chiama Interplanetary Internet, ovviamente, e lo si puo' vedere qui in una vistosa presentazione con slide show incluso. |